Viaggi

Mantova e il Parco dell'Oglio. Gusto, arte e natura

Un tour lungo i fiumi che attraversano la provincia, tra la stessa città lombarda e le splendide località che la attorniano. Un'esplorazione slow, tra piccoli borghi e ottimo cibo
3 minuti di lettura
Corte Gonzaga, culla del Rinascimento, palcoscenico di alcuni dei festival più innovativi della scena culturale italiana (tra cui quello della letteratura, in programma ogni anno a settembre), Mantova è nata e cresciuta sull'acqua. I laghi che ancora oggi la abbracciano sono in realtà antichi sbarramenti del fiume Mincio ingegnosamente realizzati nel XII secolo dall'architetto Alberto Pitentino. Si possono navigare lentamente in battello per ammirare lo skyline della città e comprendere con pochi sguardi perché meriti di far parte, così come la vicina Sabbioneta, della lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco.

Sono ben cinque i fiumi che attraversano la provincia virgiliana, e molti di più i canali che disegnano un paesaggio inconfondibile, dolce e malinconico, custode di una fauna e di una flora di insospettabile ricchezza e di un capitale umano operoso e da sempre fiero di offrire i prodotti della propria terra.

Alle porte di Mantova, la prima sosta del nostro itinerario è a Curtatone. Non solo per rendere omaggio ai giovani eroi del Risorgimento ma anche per visitare il Santuario della Beata Vergine delle Grazie. La chiesa, in stile gotico, risale al 1200: ad accogliere i visitatori al suo interno c'è un esercito di statue-manichini di cartapesta in armatura e un bizzarro coccodrillo imbalsamato appeso al centro della navata. Se l'ora è quella giusta, basta bussare alla porta della Locanda delle Grazie (via del Santuario 2, tel. 0376/348038) per accedere a uno straordinario repertorio di mantovanità a tavola: sorbir d'agnoli, luccio con polenta, un favoloso cotechino (a proposito: il migliore si compra a Montanara di Curtatone, da Squassoni, laboratorio artigianale che produce salumi da oltre 50 anni) e la sbrisolona. Dopo aver fatto scorta anche di un ottimo Grana Padano al Caseificio San Donato di Castellucchio (via Panicella 21, tel. 0376/438121) proseguiamo verso Gazzuolo, con i suoi portici Gonzagheschi, e poi a Bozzolo, dove ammirare i resti dell'Abbazia Benedettina della Gironda del 1100 e il Palazzo Municipale del XVI secolo.

Siamo già nel territorio del Parco dell'Oglio Sud, un'oasi di oltre 12mila ettari che si estende dall'affluenza del fiume Mella, al confine con il Parco Oglio Nord, alla confluenza con il Po, nel quale l'Oglio si immette dopo un percorso di circa 70 km, segnando il confine tra le province di Cremona e Mantova. Che siate camminatori o ciclisti (e in estate anche canoisti) sono molti gli itinerari da poter scegliere lungo gli sterrati degli argini del fiume. La Riserva delle Bine, ad Acquanegra sul Chiese, ospita oltre 800 specie di animali ed è una destinazione perfetta per gli amanti del birdwatching. Con l'autunno iniziano le migrazioni dei limicoli e il canneto si popola di enormi stormi di rondini che qui trovano il loro privilegiato dormitorio. Altra riserva nella riserva, le Torbiere di Marcaria sono una piccola zona umida ricoperta da vegetazione a canneto dove vivono 35 specie di coleotteri, insieme a raganelle e ramarri, aironi e faine.

A soli cinque chilometri, a Sarginesco, c'è l'indirizzo giusto per la notte: Corte Mainolda è un'antica azienda agricola, risalente al XV secolo, che con i suoi filari di gelsi e gli alberi secolari mantiene intatto quel fascino rarefatto dei paesaggi padani. Solo quattro camere di charme, contraddistinte da soffitti con travi, pavimenti in cotto e calibrati tocchi di design. Nell'agriturismo si producono barbabietole e mais e si allevano anatre, polli e maiali. L'orto e l'aia garantiscono molti degli ingredienti di un menù semplice, perfetto con uno schietto lambrusco mantovano .

Nella zona sono molte le esperienze gastronomiche da fare, anche di ottimo livello. Ma la pietra di paragone resta sempre una cena al ristorante Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio (Loc. Runate 15, tel. 0376/723001), da oltre trent'anni archetipo della grande cucina italiana (servizio in sala magistrale) grazie alla passione e all'esperienza della famiglia Santini. Una breve deviazione fuori dai confini del Parco per visitare Asola, "nobile città murata", e poi tornare nuovamente sulle sponde del fiume, ma questa volta in provincia cremonese: Isola Dovarese è un antico borgo dall'atmosfera placida (in passato citato come "Insulae") collocato su un piccolo terrazzamento a forma di goccia circondato per tre quarti dalle acque dell'Oglio, con cui vive un rapporto simbiotico. La grande piazza, voluta da Giulio Cesare Gonzaga verso il 1590 e progettata da Giulio Brunelli è uno degli esempi più importanti dell'architettura rinascimentale gonzaghesca. Proprio qui, tra le nebbie della bassa, ecco spuntare l'insegna del Caffè La Crepa (piazza Matteotti 13, tel. 0375/396161), un nobile avamposto della tradizione, un po' drogheria e un po' bistrot. La loro celebre mostarda di Cremona (che guarnisce i tortelli di zucca con amaretto) e la giardiniera si possono anche acquistare per riportare a casa un po' di sapori della memoria di questo verde spicchio di Lombardia.