Bus, ombre cinesi e cigni on ice. Inedita Londra
Un double decker che si frappone tra l'obiettivo e il sole di un tramonto invernale londinese, in cui la potenza dell'astro è solo parzialmente intaccata dalla foschia degli strati bassi dell'atmosfera. E' l'occasione, forse presa al volo, ma più probabilmente cercata, da Stefan Wermuth, reporter che dalla capitale inglese spesso manda scatti non esattamente banali. Ne esce una serie di scatti ad alto contrasto, dove le sagome umane diventano figure, quasi ombre, in un gioco di chiaroscuro che è surreale e allo stesso tempo riproduce un'umanità in eterno movimento, estranea a se stessa. Una bella prova, che qualunque appassionato di fotografia dovrebbe prendere come esempio: perché è quella di un fotgrafo professionista che, tra un servizio su Cameron e uno nella City riesce ancora a trovare il modo di sorprendersi e di sorprendere gli altri, con scatti che - quasi certamente, sono il frutto di una visione anticipata, che ha permesso all'autore di prefigurare nella mente quel che sarebbe potuto accadere, e della capacità di cogliere l'attimo (la bottiglia d'acqua minerale come unico soggetto illuminato dentro il bus in uno degli scatti, a dare vita a un ambiente che altrimenti potrebbe sembrare veramente il gioco d'ombre di un illusionista). I bus, ma anche il controluce scattato sotto la sede londinese della Commissione Europea alle bantiere, europea e britannica, con la seconda che assume una dominante giallastra che la fa sembrare quella di altri Paesi, e queli cigni che decollano sul ghiaccio negli stagni del St. James' Park, sono una piccola lezione per chiunque voglia trascorrere un weekend in una delle città-icone del pianeta, e tornare a casa con foto che non siano deja vu. Si può fare, ancora, nell'era del selfie