Viaggi

I paesi del Gran San Bernardo

Tesori sotto la montagtna incantata, nella Svizzera subito al confine con la Valle d'Aosta. E, neve permettendo, passeggiate sulla slitta con i celeberrimi cani
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Il loro simbolo è il cane per cui tutti i bambini stravedono: il San Bernardo. Buono, dolce e generoso, il migliore amico dell’uomo in questo caso lo è ancora di più perché il suo contributo è fondamentale in montagna durante le operazioni di soccorso. I paesi del San Bernardo, tanti piccoli villaggi montani che si trovano nella porzione di Svizzera confinante con la Valle d’Aosta, lo hanno eletto a loro rappresentante. Nelle vallate imbiancate abbondantemente nell’ultimo mese, una delle attrazioni principali è proprio il cane dal pelo candido: ogni sabato e domenica di febbraio, a Champex-Lac, un borgo di chalet vicino ad un suggestivo lago alpino ghiacciato, la Fondation Barry Du Grand Saint Bernard propone una gita su una slitta di legno trainata dai San Bernardo.

In meno di un’ora di passeggiata si compie il giro del lago ammirando le montagne circostanti ed esplorando un territorio ricco di bellezze naturalistiche. Siamo nella regione del Gran San Bernardo, zona di confine con l’Italia e il Monte Bianco, nel Canton Vallese. Un paradiso per gli sciatori che cercano luoghi meno battuti dove il silenzio è parte dello spettacolo e dell’esperienza di immersione nella montagna.

Un passaggio è d’obbligo a La Fouly, un altro minuscolo centro abitato nel cuore della bellissima Val Ferret. Bisognerà tenere a mente, per prossimi viaggi, che qui durante l’estate ci si arriva anche a piedi dalla Valle d’Aosta, partendo dall’Arnouva, al fondo della Val Ferret su territorio italiano, e poi raggiungendo il Rifugio Elena ed il Col Ferret, da dove in due ore e mezza di cammino si scende a La Fouly. Un piccolo tesoro nascosto ai piedi del colle del Gran San Bernardo. Poche case in legno, l’antica cappella con un caratteristico campanile, le piste per lo sci non particolarmente difficili e quindi adatte anche ai bambini e a chi ha meno esperienza (qui si può sciare anche di sera, ogni mercoledì e sabato, dalla 19 alle 21, sulla pista della Petite Combe) una vista strepitosa sul Mont Dolent, la Tour Noir e l’Aiguille d’Argentière.

E poi tante golose sorprese per i ghiottoni erranti: nei ristoranti della zona la specialità è certamente la fonduta che viene accompagnata con delle fette di pane da immergere nel formaggio fuso. Nel tipico ristorante alpino dell’Auberge des Glaciers, a 1600 metri di altitudine e posto direttamente sulle piste da sci, i gestori Maurice e Mauricette la servono in modi diversi, al naturale (solo formaggio), con le patate, con i funghi, oppure al pepe verde, ma il vero piatto principe qui è l’omelette con prosciutto e formaggio abbinata a un’insalata verde. Più in generale, in tutti i paesi del San Bernardo come nel Vallese la specialità più diffusa è la raclette, formaggio fuso servito a volte con patate lesse con la buccia, cetrioli, cipolline sott’aceto e senape.

C’è una lunga tradizione qui di produzione di formaggio per la raclette nei caseifici del Vallese dove il latte crudo viene lavorato secondo una vecchia ricetta per trasformarlo nel formaggio tipico da Raclette Vallesano Dop.

Sono tante le scoperte che si possono fare girando tra laghetti, baite e rifugi di quest’area così vicina ed affine in tutti i sensi alla Valle d’Aosta: bellissimi sono i borghi di Liddes e Vichères nella Valle d’Entremont, una zona naturale protetta famosa per la sua fauna, ed anche Bourg-St-Pierre, l’ultimo villaggio che si incontra prima del Colle del Gran San Bernardo, oppure Orsières, un centro ricco di storia, con una pregevole chiesa di cui va segnalato certamente per rilevanza architettonica il campanile del XIII secolo. Per concludere o anche per iniziare l’itinerario, Martigny è una grande cittadina, famosa per il suo museo, la Fondazione Pierre Gianadda, edificato sulle rovine romane e dove è ospitata un’esposizione permanente sui Gallo-romani, ma anche per il Barryland: ubicato nell’ex arsenale vicino all’anfiteatro romano, è un museo che racconta la storia del cane San Bernardo e dove la Fondazione Barry si occupa anche dell’allevamento dei cani. A questo proposito merita segnalare che proprio durante le festività del Natale sono arrivate ben due cucciolate: sono infatti nati dieci tenerissimi cuccioli che i visitatori potranno ammirare fino al 3 marzo, ogni giorno tra le 10 e le 18 nel Barryland - Musée et Chiens du Saint-Bernard a Martigny.

Non solo, i bambini che visiteranno il museo nelle prime due settimane di febbraio avranno l’opportunità di scegliere i nomi per questi dieci cuccioli fra cui vi sono sia maschi che femmine.