Si chiama Lascaux 4. E' la ricostruzione fedele, in scala 1:1, delle omonime grotte. La definiscono un "centro internazionale di arte parietale". Di fatto è la replica delle grotte di Lascaux, uno dei capolavori dell'arte preistorica mondiale, scoperta negli anni '40 e non più visitabile dal 1963, perché i 1.200 visitatori che già a quel tempo il sito della Dordogna registrava ogni giorno erano sovrabbondanti rispetto alla capacità delle pitture rupestri e del loro stesso involucro roccioso di sostenerli.
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E così a Montignac, centro che si trova nel Sud-ovest della Francia, più o meno al centro di un romboide che ha come estremi Nord-Sud Limoges e Tolosa, con Bordeaux a ovest e Clermont Ferrand a Est, hanno pensato bene di riprodurre il tutto all'interno di un edificio-museo. La lavorazione della copia di quella che viene definita la Cappella Sistina dell'antichità è stata mostrata in queste ultime ore. La data di apertura - assicurano definitiva - del nuovo sito è fissata al 15 dicembre: il dipartimento della Dordogna avrebbe preferito un'inaugurazione estiva, poi si è cercato di arrivare in tempo per il periodo dei Santi, nel quale in Francia le scuole chiudono 10-15 giorni. Alla fine, sarà tutto pronto per Natale, e, dal 2017 si auspica che il clone ospiti 400 mila visitatori l'anno, in pratica quelli che arrivavano a visitare l'originale all'inizio del boom economico.
[[ge:rep-locali:repubblica:134691551]]
Per la prima volta sarà possibile ammirare in versione integrale la celeberrima grotta, che è Patrimonio Unesco dal 1979, ma che ha sofferto anche in anni recenti di vicissitudini tali - infestazioni batteriche o fungine - che per un certo periodo le autorità locali le hanno chiuse persino agli studiosi. Ci sono voluti tre anni per ricostruire un ambiente che misura 900 metri quadrati e trasferire a Montignac, ai piedi della collina di Lascaux, le diverse pareti che riproducono con esattezza il rilievo, l'aspetto della superficie e gli oramenti artistici dell'originale, scoperto nel 1940 per caso da quattro adolescenti.
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Gli affreschi datano 17mila anni. Complessivamente, riproducono 600 animali, di cui 355 cavalli, un centianio di bovini tra bisonti e i vitelli uri (estinti circa 500 anni fa), oltre a 90 cervidi, 35 stambecchi, alcuni felini, un orso e una renna. La sala dei tori ospita pitture lunghe 5 metri.
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E così a Montignac, centro che si trova nel Sud-ovest della Francia, più o meno al centro di un romboide che ha come estremi Nord-Sud Limoges e Tolosa, con Bordeaux a ovest e Clermont Ferrand a Est, hanno pensato bene di riprodurre il tutto all'interno di un edificio-museo. La lavorazione della copia di quella che viene definita la Cappella Sistina dell'antichità è stata mostrata in queste ultime ore. La data di apertura - assicurano definitiva - del nuovo sito è fissata al 15 dicembre: il dipartimento della Dordogna avrebbe preferito un'inaugurazione estiva, poi si è cercato di arrivare in tempo per il periodo dei Santi, nel quale in Francia le scuole chiudono 10-15 giorni. Alla fine, sarà tutto pronto per Natale, e, dal 2017 si auspica che il clone ospiti 400 mila visitatori l'anno, in pratica quelli che arrivavano a visitare l'originale all'inizio del boom economico.
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Per la prima volta sarà possibile ammirare in versione integrale la celeberrima grotta, che è Patrimonio Unesco dal 1979, ma che ha sofferto anche in anni recenti di vicissitudini tali - infestazioni batteriche o fungine - che per un certo periodo le autorità locali le hanno chiuse persino agli studiosi. Ci sono voluti tre anni per ricostruire un ambiente che misura 900 metri quadrati e trasferire a Montignac, ai piedi della collina di Lascaux, le diverse pareti che riproducono con esattezza il rilievo, l'aspetto della superficie e gli oramenti artistici dell'originale, scoperto nel 1940 per caso da quattro adolescenti.
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Gli affreschi datano 17mila anni. Complessivamente, riproducono 600 animali, di cui 355 cavalli, un centianio di bovini tra bisonti e i vitelli uri (estinti circa 500 anni fa), oltre a 90 cervidi, 35 stambecchi, alcuni felini, un orso e una renna. La sala dei tori ospita pitture lunghe 5 metri.