Viaggi

La Paz, Potosí, Uyuni. Magie d'altura dalla Bolivia

La Paz sovrastata dall'Illimani 
Il fascino lunare del paese andino. Dall'antica capitale Sucre allo spettacolare deserto di sale, tra vestigia precolombiane e monumenti coloniali del Cinquecento. Paesaggi accecanti e bellissimi
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Due le porte d'ingresso per i viaggiatori provenienti dall'Europa che vogliono visitare la Bolivia, il suggestivo Tibet delle Americhe. La meno impegnativa è Santa Cruz de la Sierra, città di recente sviluppo economico alle falde della montagne che, pur essendo piuttosto anonima, dispone di un buon aeroporto internazionale. L'arrivo a La Paz, una delle metropoli più alte del mondo, è decisamente più impegnativo, anche se molto più interessante. L'aeroporto si trova a oltre 4000 metri d'altezza mentre  il centro città  è leggermente più basso (3640 metri sul livello del mare), creando qualche problema di adattamento e disturbi tipici del mal di montagna a buona parte dei turisti. Dominata dai picchi innevati delle Ande, tra i quali spicca quello inconfondibile del Nevado Illimani che raggiunge i 6.462 metri, la capitale della Bolivia affascina per il suo abbagliante cielo azzurro e il centro storico, dove si visitano la cattedrale, alcuni interessanti edifici coloniali e i caratteristici Mercado Negro e  della Hechiceria. Quest'ultimo è conosciuto anche come "mercato degli stregoni" (Los Brujos) per la  vendita di erbe, pozioni e talismani ai quali la credenza popolare attribuisce effetti curativi. Gironzolando per La Paz ci si rende subito conto che la Bolivia è un paese dove oltre il 50% degli abitanti è di origine indigena e conserva gelosamente le sue tradizioni, i vestiti e la lingua.

Le altre città boliviane che vale la pena visitare sono l'antica capitale Sucre e Potosì, uno dei principali centri di estrazione dell'argento. Sucre, fondata nel 1538  e dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Unesco, conserva un centro coloniale ancora in gran parte intatto. Tra i monumenti da visitare la cattedrale risalente al 1551, la settecentesca Casa de la Libertad, i conventi de San Felipe Neri e di Santa Teresa e diverse chiese. Il Museo de Arte Indigena, con sede in un edificio del Seicento, espone un'interessante raccolta di ceramiche ed indumenti tradizionali e il Museo del Tesoro, ospitato nella casa più antica di Sucre, racconta la storia e i diversi utilizzi dei metalli e delle pietre preziose presenti in Bolivia. A una sessantina di chilometri da Sucre tutte le domeniche si svolge il Mercato di Tarabuco, ritenuto il più autentico di tutto il paese. Anche Potosì è Patrimonio Unesco. Situata a oltre 3800 metri d'altezza è il punto di partenza per un'avventurosa visita guidata alle miniere di zinco, piombo e argento del vicino Cerro Rico. In città si ammirano la neoclassica cattedrale, la settecentesca Torre de la Compañía, la chiesa e convento di San Francisco e il museo della Casa de la Moneda. 
Piramidi di sale nel Salar de Uyuni 
A circa sette ore di viaggio da Potosì si incontra la cittadina di  Uyuni, porta d'ingresso per lo spettacolare Salar: un bianchissimo e accecante deserto di sale dove si possono ammirare enormi cactus,un inquietante cimitero di treni, paesaggi unici al mondo e un hotel di mattoni di sale.  Copacabana è invece la principale località turistica sul lago Titicaca, da dove partono le escursioni in barca verso la Isla del Sol, con la celebre scalinata Inca, e la Isla della Luna.

Le mete consigliate agli amanti dell'archeologia sono, infine, Samaipata, con il Parco Arcehologico El Fuerte, Patrimonio Unesco e importante sito religioso-militare pre-colombiano, e soprattutto Tiahuanaco, con la spettacolare Puerta del Sol, la  Piramide di Akapana e altri resti di questa longeva cultura che abitò la Bolivia dal 1500 a.C. fino al 1200 d.C. Se rimane ancora qualche giorno a disposizione vale la pena raggiungere il borgo di Valle Grande per ritrovare i segni del passaggio di Che Guevara, qui assassinato dai militari. Un museo diffuso racconta le ultime giornate di vita del guerrigliero argentino.
Sucre