Basilea. Un percorso reale e virtuale per scoprire Erasmo
di VALENTINA BERNABEI
Una mostra a tema e un'app per scoprire la liaison tra l'intellettuale olandese e la città dove morì. Un modo diverso per scoprire anche la bellezza (e i musei) della culla elvetica dell'arte
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Conoscere una città con la realtà virtuale e la realtà aumentata, grazie a dispositivi personalizzati e accessibili a tutti, partendo da un museo e da una mostra.
Si tratta di “Erasmus MMXVI”, progetto espositivo che parte dall’Historisches Museum di Basilea, città che ha avuto un ruolo centrale nella vita del filosofo umanista Erasmo da Rotterdam. L’intellettuale olandese morì nel 1536 proprio a Basilea, dove si trova una grande collezione dei suoi oggetti personali, dall’ anello con sigillo alla clessidra, passando per monete e medaglie. Dal 20 maggio, con la mostra “Erasmus MMXVI”, curata da Marcel Henry, si possono conoscere le tappe principali della vita di Erasmo in un percorso guidato nella città stessa, con un tour audio della durata di un'ora.
Basilea. Il percorso d'arte sulle orme di Erasmo
I visitatori saranno guidati da una app realizzata appositamente per l’esposizione (con lo stesso nome «Erasmus MMXVI») che si potrà scaricare dal sito sul proprio smartphone personale. In alternativa, possono essere presi in prestito dispositivi già muniti della app alla biglietteria dell’Historisches Museum.
Dallo stesso sito può essere scaricato gratuitamente un tipo di carattere grafico sviluppato appositamente per la mostra, poiché ricorre il 500° anniversario della stampa della traduzione di Erasmo del Nuovo Testamento greco, testo fondamentale per la Riforma Luterana e per la storia di Basilea.
Basilea. Il percorso d'arte sulle orme di Erasmo
Ma non ci sono solo realtà virtuale e tecnologia. I musei di Basilea offrono la mostra giusta anche a chi rimane legato alla concretezza delle opere d’arte. Al museo Tinguely, l’edificio costruito dall’architetto Mario Botta sul bordo del Reno, oltre a poter interagire con quasi tutte le opere della collezione dell’artista svizzero Jean Tinguely (1925-1991), è in corso (fino al 16 maggio) “Prière de toucher –il tatto nell’arte”, in cui il visitatore è invitato a toccare la maggior parte delle opere esposte.
Agli appassionati della scultura è consigliata la mostra “Sculpture on the move 1945-2016”, una grande esposizione temporanea (fino al 18 settembre) inaugurata recentemente in occasione dell’ampliamento del Kunstmuseum con il nuovo edificio progettato dagli architetti Christ & Gantenbein. La mostra è quindi diffusa nei tre edifici che compongono il Kunstumuseum, che comprende in tutto circa quattromila dipinti e sculture e trecentomila disegni e stampe dal Quattrocento ai giorni nostri.
Impossibile, infine, non visitare la Fondazione Beyeler sia per la sua architettura, progettata da Renzo Piano, sia per la sua ricca collezione, che comprende oltre trecento opere d’arte del XX e XXI secolo. Appena conclusa la mostra dedicata a Jean Dubuffet, inaugurerà a fine maggio un’esposizione dedicata ad Alexander Calder e a Fischli/Weiss. Di Calder, come di altri artisti contemporanei, si possono ammirare sculture e opere anche nel grande parco Berower che circonda la Fondazione: ottima la vista dal caffè e ristorante.