Torino. Una città si scopre a misura di turista
di PAOLO GRISERIDal Egizio allo Stadium. Dal Museo del Risorgimento a quello dell'Automobile. Complici i migliori collegamenti ferroviari, il capoluogo piemontese sta vivendo un autentico boom. E in futuro arriveranno gli itinerari industriali
Andare a Torino perché è una città d’arte? L’idea, ancora oggi, appare una follia. Per gran parte del Novecento a Torino si andava per due motivi tra loro legati: per lavorare e per trovare i parenti. Nel 2015 non era più così. Un sondaggio dell’Osservatorio Turismo Torino dice che il 68 per cento degli intervistati è arrivato nel capoluogo piemontese per svago e solo il 7 per cento per andare a trovare la zia. Naturalmente, come in molte altre città del Nord industrializzato, i viaggi per lavoro continuano ad avere un ruolo importante. Ma lo scorso anno i musei torinesi hanno avuto in complesso 4 milioni di visitatori, cifra che non si sarebbe mai immaginata un tempo. Perché andare nel capoluogo piemontese? Risponde Maurizio Montagnese, responsabile di Turismo Torino.
«Proponiamo di venire a visitare la città perché sappiamo che chi arriva per la prima volta rimarrà molto sorpreso. A…
«Proponiamo di venire a visitare la città perché sappiamo che chi arriva per la prima volta rimarrà molto sorpreso. A…
Andare a Torino perché è una città d’arte? L’idea, ancora oggi, appare una follia. Per gran parte del Novecento a Torino si andava per due motivi tra loro legati: per lavorare e per trovare i parenti. Nel 2015 non era più così. Un sondaggio dell’Osservatorio Turismo Torino dice che il 68 per cento degli intervistati è arrivato nel capoluogo piemontese per svago e solo il 7 per cento per andare a trovare la zia. Naturalmente, come in molte altre città del Nord industrializzato, i viaggi per lavoro continuano ad avere un ruolo importante. Ma lo scorso anno i musei torinesi hanno avuto in complesso 4 milioni di visitatori, cifra che non si sarebbe mai immaginata un tempo. Perché andare nel capoluogo piemontese? Risponde Maurizio Montagnese, responsabile di Turismo Torino.
«Proponiamo di venire a visitare la città perché sappiamo che chi arriva per la prima volta rimarrà molto sorpreso. Accade ormai a milioni di visitatori ogni anno». I numeri confortano l’analisi. E anche l’autorevole giudizio del New York Times che ha inserito la città nella classifica delle prime 52 mete turistiche mondiali, unica località italiana.
Nel primo anno dopo la completa ristrutturazione delle sale, il Museo Egizio ha sfiorato il milione di visitatori. La sua importanza tra gli addetti ai lavori è nota da sempre. Ma solo la nascita di un Fondazione e la presidenza di una manager culturale abile come Evelina Christilin ha trasformato il paradiso degli egittologi in un fenomeno di massa per quello che è il secondo museo Egizio al mondo dopo quello del Cairo. A meno di un chilometro di distanza c’è la cupola della Mole antonelliana, simbolo della città. Qui giganteggia il moloch di Cabiria, primo kolossal italiano del 1913, cuore del Museo Nazionale del Cinema nella città dove il cinema italiano è nato all’inizio del Novecento. Il museo è stato visitato nel 2015 da oltre 600 mila turisti. L’allestimento di Francois Confino gioca con lo spazio creato da uno dei soffitti più alti del mondo.
Nella classifica delle mete turistiche in città il Polo reale, in piazza Castello, è al terzo posto. Offre la visita agli appartamenti dei Savoia, l’armeria reale, la Galleria Sabauda. Molto visitata è la biblioteca reale dove viene esposto il famoso autoritratto di Leonardo. A pochi passi il Museo del Risorgimento, all’interno di Palazzo Carignano dove venne proclamata l’unità d’Italia. Una delle novità recenti è l’apertura al pubblico del giardino Reale, polmone verde nel centro di Torino.
Ma chi vuole davvero immergersi nelle atmosfere della corte deve prendere uno degli autobus che collegano il centro alla Reggia di Venaria, una delle perle del circuito delle regge sabaude. Il recupero di Venaria è una delle operazioni di restauro di maggiore successo. L’immensa galleria di Diana, ideale per i balli di corte, e i giardini ricostruiti studiando i quadri dell’epoca spiegano perché questa è stata nel 2015 la seconda meta del turismo a Torino, visitata da quasi 700 mila persone. Con un brusco salto si passa, in pochi chilometri, dalla Versailles dei Savoia alla reggia della Juventus. Lo Stadium e il museo bianconero sono stati visitati nel 2015 da oltre 170 mila persone. Non poteva mancare il Museo dell’Automobile. È nella zona sud della città, anche questo è stato recentemente riallestito da Confino. Accanto alle mete classiche, ci sono decine di percorsi diversi per scoprire le facce nascoste di Torino, da quella magica e sotterranea a quella notturna e underground. Imperdibile una visita al Museo del Novecento, recentemente inaugurato nei quartieri militari juvarriani. Una collezione unica di testi e cimeli del secolo breve in una delle capitali dell’industria e del movimento operaio.
Che cosa manca? Risolto con l’alta velocità il principale problema, quello dei collegamenti (4 ore da Roma Termini, meno di una da Milano), il prossimo passo è quello di valorizzare anche il patrimonio industriale trasformandolo in meta turistica. A Detroit si fa. Ford ha allestito una passerella per turisti sopra le linee di montaggio. Si vedrà anche a Torino un giorno? «Non dipende da noi», sorride Montagnese. Una delle ristrutturazioni più importanti (fine anni 80) è stata quella dell’ex fabbrica del Lingotto. Oggi ospita il Salone nazionale del Libro (apre domani) e il Salone del gusto. Altri due buoni motivi per visitare la città.
«Proponiamo di venire a visitare la città perché sappiamo che chi arriva per la prima volta rimarrà molto sorpreso. Accade ormai a milioni di visitatori ogni anno». I numeri confortano l’analisi. E anche l’autorevole giudizio del New York Times che ha inserito la città nella classifica delle prime 52 mete turistiche mondiali, unica località italiana.
Nel primo anno dopo la completa ristrutturazione delle sale, il Museo Egizio ha sfiorato il milione di visitatori. La sua importanza tra gli addetti ai lavori è nota da sempre. Ma solo la nascita di un Fondazione e la presidenza di una manager culturale abile come Evelina Christilin ha trasformato il paradiso degli egittologi in un fenomeno di massa per quello che è il secondo museo Egizio al mondo dopo quello del Cairo. A meno di un chilometro di distanza c’è la cupola della Mole antonelliana, simbolo della città. Qui giganteggia il moloch di Cabiria, primo kolossal italiano del 1913, cuore del Museo Nazionale del Cinema nella città dove il cinema italiano è nato all’inizio del Novecento. Il museo è stato visitato nel 2015 da oltre 600 mila turisti. L’allestimento di Francois Confino gioca con lo spazio creato da uno dei soffitti più alti del mondo.
Nella classifica delle mete turistiche in città il Polo reale, in piazza Castello, è al terzo posto. Offre la visita agli appartamenti dei Savoia, l’armeria reale, la Galleria Sabauda. Molto visitata è la biblioteca reale dove viene esposto il famoso autoritratto di Leonardo. A pochi passi il Museo del Risorgimento, all’interno di Palazzo Carignano dove venne proclamata l’unità d’Italia. Una delle novità recenti è l’apertura al pubblico del giardino Reale, polmone verde nel centro di Torino.
Ma chi vuole davvero immergersi nelle atmosfere della corte deve prendere uno degli autobus che collegano il centro alla Reggia di Venaria, una delle perle del circuito delle regge sabaude. Il recupero di Venaria è una delle operazioni di restauro di maggiore successo. L’immensa galleria di Diana, ideale per i balli di corte, e i giardini ricostruiti studiando i quadri dell’epoca spiegano perché questa è stata nel 2015 la seconda meta del turismo a Torino, visitata da quasi 700 mila persone. Con un brusco salto si passa, in pochi chilometri, dalla Versailles dei Savoia alla reggia della Juventus. Lo Stadium e il museo bianconero sono stati visitati nel 2015 da oltre 170 mila persone. Non poteva mancare il Museo dell’Automobile. È nella zona sud della città, anche questo è stato recentemente riallestito da Confino. Accanto alle mete classiche, ci sono decine di percorsi diversi per scoprire le facce nascoste di Torino, da quella magica e sotterranea a quella notturna e underground. Imperdibile una visita al Museo del Novecento, recentemente inaugurato nei quartieri militari juvarriani. Una collezione unica di testi e cimeli del secolo breve in una delle capitali dell’industria e del movimento operaio.
Che cosa manca? Risolto con l’alta velocità il principale problema, quello dei collegamenti (4 ore da Roma Termini, meno di una da Milano), il prossimo passo è quello di valorizzare anche il patrimonio industriale trasformandolo in meta turistica. A Detroit si fa. Ford ha allestito una passerella per turisti sopra le linee di montaggio. Si vedrà anche a Torino un giorno? «Non dipende da noi», sorride Montagnese. Una delle ristrutturazioni più importanti (fine anni 80) è stata quella dell’ex fabbrica del Lingotto. Oggi ospita il Salone nazionale del Libro (apre domani) e il Salone del gusto. Altri due buoni motivi per visitare la città.