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Messner. "Così vi racconto i miei yak"

Reinhold Messner durante una transumanza degli yak 
Da alcuni anni il re degli Ottomila permette al pubblico di assistere alla transumanza dei bovini tibetani che alleva nella sua Solda. Ma non provate a parlargli. "In quel momento sono un pastore". La chiacchierata e i selfie sono solo rinviati al pomeriggio...
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“In quel momento sono un pastore e devo badare al gregge” a parlare è Reinhold Messner, il primo alpinista al mondo ad aver scalato tutte le quattordici vette del pianeta che superano gli 8mila metri, il primo uomo che ha conquistato l'Everest senza l'ausilio di ossigeno, un mito per gli appassionati di montagna e non solo. Ma da 30 anni a questa parte c'è un giorno in particolare in cui sveste i panni dell'esploratore e alpinista e si cala in quelli di un pastore che accompagna la mandria nei pascoli di alta montagna. Solo che in questo caso la mandria è composta da yak, i buoi tibetani.  E da una decina d'anni la transumanza estiva degli yak con Reinhold Messner  da Solda ai piedi del Gran Zebrù è diventato un appuntamento aperto anche al pubblico, un modo per sensibilizzare le persone sull'importanza dell'agricoltura di montagna, per far vivere le antiche tradizioni, per promuovere le valli altoatesine. Ma attenzione non si tratta di una allegra scampagnata in cui chiacchierare con Messner, lui in quel momento è un pastore, il tempo delle chiacchiere è rimandato una volta condotti gli yak in vetta. Partiamo dall'inizio, perché gli yak?
Ho avuto a che fare con questi animali durante le mie scalate in Tibet, portavano il materiale al campo base, poi li ho conosciuti meglio vivendo con i nomadi. Sono bellissimi, hanno corna molto belle e un pelo lungo che arriva anche 30 centimetri d'inverno. Un mio amico mi ha detto 'Perché non li porti in Europa?' e così negli anni Ottanta l'ho fatto.

Che difficoltà ha incontrato?
La casa principale degli yak è il Tibet, loro vivono al freddo, arrivano persino a sopportare temperature di meno 40 gradi fuori dalla stalla. Per loro va bene l'alta quota e dovevamo trovare in Italia un habitat simile al Tibet. A Solda, quando sono a valle stanno a 2mila metri, mentre d'estate sulla montagna arrivano fino al margine del ghiacciaio a 3000-3500 metri. Si sono ambientati così bene che è nato un secondo allevamento nel Cadore e ne stanno per inaugurare un terzo a Plan de Corones. In alta montagna servono le greggi che pascolano e tutelano l'ambiente.

Com'è composta la mandria che guida nella transumanza estiva?
Ci sono 25 animali di cui 6 vitelli. E' bellissimo guardarli mentre attraversano il fiume che li porterà alla partenza dell'escursione. La corrente lì è molto forte e potrebbe trascinare via i vitellini, ma per istinto la madre li protegge mettendoli nella parte alta, da dove proviene la corrente, e fa scudo con il suo corpo e il vitellino si aggrappa alle zampe anteriori. Per il resto sono animali come tutti gli altri, occorre rispettarli, non ci si deve avvicinare quando hanno i vitelli.
Messner sul Nanga Parbat nel 1978 
Di solito partecipano tante persone all'escursione?
Forse anche troppe (ride n.d.r.) L'ultima volta erano 2–300 e nel corso della salita la colonna si tira anche per un chilometro.  Ci sono tanti austriaci e italiani, ma anche belgi, olandesi e qualche giapponese incuriosito. Io faccio personalmente la transumanza da 30 anni, negli ultimi tempi abbiamo deciso di aprirla al pubblico per farla conoscere e far conoscere anche il territorio, il paesaggio è molto bello. È importante per le nostre vallate che l'agricoltura di montagna non muoia.

Che fate durante il percorso? Le fanno domande?
Durante la salita sono solo, con me ci sono due o tre aiutanti per controllare la mandria. I partecipanti devono stare dietro a una distanza di 30 metri. Seguono la transumanza. Sono un pastore in quel momento lì. Il tempo per incontrarsi e parlare c'è più tardi nella giornata, nel pomeriggio.

L'appuntamento per la transumanza estiva del 2016 è il 28 giugno. Quando Reinhold Messner condurrà i suoi yak ai pascoli di alta quota del Madriccio, dove i bovini tibetani trascorreranno la bella stagione. Per chi volesse accompagnare la mandria di yak fino al pascolo estivo ai piedi del Gran Zebrù (una delle cime del Gruppo dell’Ortles) il punto di incontro e di partenza è alle ore 9.30 alla stazione a alle della funivia di Solda, in Val Venosta. L'escursione fino al rifugio Città di Milano dura circa due ore e mezza.  In seguito, alle ore 15, nel Messner Mountain Museum Ortles (una delle cinque strutture che compongono il progetto museale dedicato alla montagna da Reinhold Messner) si avrà la possibilità di parlare con il grande scalatore e ricevere autografi da Reinhold Messner personalmente. Non è necessaria la prenotazione. Per informazioni 0473/613015, info@ortlergebiet.it oppure www.ortler.it