Hotel Puerta América, Spagna
Ogni piano, una diversa avventura
Ideato da diciannove agenzie di progettazione, l’hotel Puerta América, con dodici piani e spazi in comune, offre uno stile unico. Un catalogo per la scelta del tema presente nei diversi piani è fornito al momento dell’accettazione: vi verrà richiesto di visionarlo con attenzione o di visitare il sito web in anticipo. Anche se i piani hanno una struttura simile, quando si esce dall’ascensore ci si trova di fronte ad ambienti molto diversi, che variano dalla futuristica plastica rossa, al marmo nero o ai più tradizionali legno e pelle. Al primo piano, progettato da Zaha Hadid, ogni oggetto sembra fuoriuscire dal muro. Il bagno è un blocco unico dal pavimento al soffitto, e cambia colore secondo la stanza. Il cestino dei rifiuti è un’autentica sfida per i clienti che faranno fatica a trovarlo. L’ottavo piano “light in motion”, progettato da Kathryn Findlay, vuole suggerire il tocco femminile. Rifiutandosi di prendere in considerazione muri o porte, Findlay ha utilizzato tende bianche per separare il bagno dalla stanza, interamente bianca e formata da un ambiente unico. Bisogna armarsi di pazienza per sopportare il nono piano, il “Boxes of Colours” di Richard Gluckman: ogni oggetto infatti è nascosto nelle scatole. La scatola più grande, al centro della stanza, contiene la televisione. Nel bagno, la prima cosa in evidenza è una grande scatola di vetro che contiene la doccia con una porta scorrevole, separata dalla camera da letto, e una tenda bianca di metallo. Il look spoglio contrasta con la retro illuminazione: non dimenticate di chiedere come si spengono le luci altrimenti farete fatica ad addormentarvi
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