Viaggi

Budapest, un viaggio attraverso i cinque sensi

Il Palazzo Reale dal Ponte delle Catene 
A zonzo nella capitale ungherese attraverso le sue mille anime. Tra il Parlamento e la Sinagoga, tra palazzi sontuosi ed eleganti caffè testimoni di straordinarie confluenze di pensiero
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Elegante e sontuosa Budapest è stata dominata dagli Unni, dai turchi e dagli Asburgo, ma è riuscita a conservare influenze e culture diverse nonostante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi con le sue numerose terme, la sua compostezza e le sue affascinanti luci notturne che riflettono sul Danubio è diventata una meta molto ambita dai turisti. E non solo perché è economica. Budapest può essere vista in un weekend, perché è piccola, ma se si vuole visitare per bene ogni luogo di interesse quattro giorni non bastano. Ci sono alcuni edifici che vale proprio la pena scoprire. A partire dal Parlamento che è il terzo più grande al mondo dopo quello di Bucarest e Buenos Aires o la chiesa di Mattia Corvino che è un capolavoro architettonico. Budapest ha due anime: quella che di giorno fa ammirare lo skyline gotico-rinascimentale e quella che di notte incanta. Dal 1987, le rive del Danubio, il quartiere del Castello di Buda e viale Andrássy fanno parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. C’è chi la definisce “la Parigi dell’est” e proprio come tale ha un’isola nel cuore del Danubio blu. Si chiama Margherita ed è un vero e proprio polmone verde al centro della città dove gli abitanti fanno lunghe passeggiate la domenica mattina o vanno in bici. Ma cominciamo la nostra esplorazione sensoriale.

Perdersi e passeggiare fra i palazzi barocchi per le vie del centro è il modo migliore per respirare – in tutti i sensi - la vera Budapest. Dal caldo profumo che lasciano i dolci dei truck agli odori più diversi che si sentono avvicinandosi al mercato centrale, il più antico e il più grande della città ungherese. Da quando è stato ristrutturato nel 1996 è diventato una calamita per i turisti che non vogliono perdersi le specialità, ma è ancora molto frequentato anche dalla gente del posto. Continuando l’esplorazione attraverso i cinque sensi, il gusto fa da padrone quando si entra in uno dei famosi caffè che hanno una storia molto affascinante dato che da quando i turchi hanno fatto scoprire questa bevanda agli ungheresi nel 1500, ora non ne possono fare a meno e ne bevono tantissimo. Ma c’è dell’altro: nei caffè hanno cominciato a prendere forma idee e pensieri durante il fervore intellettuale del 1800. I due più importanti sono il New York e il Central Kavehaz. Il primo ha ospitato illustri scrittori ungheresi, nel secondo invece furono realizzati due importanti giornali, il Nyugat e l’A Hét. E, dicevamo, oltre all’odore di caffè, non si possono non assaggiare le buonissime torte come la Dobos, composta a strati da crema cioccolato e caramello, o il famoso e caldo strudel, non solo di mele ma anche ai frutti rossi. E poi c’è una pasticceria, che sta di fronte alla bellissima chiesa di Mattia nel Castello di Buda, famosa per una torta che prende il suo nome, la Ruszwurm, un trionfo di cioccolato da leccarsi i baffi. Nel centro di Pest, poco lontano dalla maestosa basilica di Santo Stefano – dove è conservata la mano destra mummificata del primo monarca ungherese da cui prende il nome – c’è poi Kisharang, il campanellino. Si tratta di un étkezde, un localino rustico, molto popolare in città che propone piatti semplici ma gustosi. Se avete voglia di un buon gulash casareccio, questo è il posto giusto.
La Grande Sinagoga 
Dalla mano alla corona di Santo Stefano. Se volete ammirare quella che da oltre 1100 anni è il simbolo della nazione entrate nel Parlamento, l’edificio più grande dell’Ungheria: non è meraviglioso solo all’esterno con le sue guglie che richiamano il palazzo di Westminster, ma anche al suo interno con oltre 700 sale sontuosamente decorate in oro. La corona è stata restituita solo nel 1978, in passato è scomparsa molte volte, i fascisti in fuga la portarono nel 1945 in Austria per poi arrivare in mano all’esercito americano e finire nel Kentucky. Ma anche sulla collina di Buda ci sono tracce del re Santo Stefano. Al centro della corte del Bastione dei Pescatori - luogo ideale per ammirare tutta la città - si trova la sua statua. Il complesso neogotico deve il nome alla corporazione dei pescatori che nel Medioevo difendeva questa zona. È stato ricostruito al posto di una fortezza antica da Schulek, lo stesso architetto della chiesa di Mattia.

Visivamente, lo skyline della città appare equilibrato perché il massiccio Parlamento fa da contrappeso al Palazzo reale che si erge sulla collina di Buda proprio dall’altra parte del fiume e testimonia anche la vittoria della democrazia sulla monarchia. E ancora, i numerosi ponti scandiscono il tempo sul Danubio oltre a donare una magnifica vista. Il più famoso e il più antico è il ponte delle Catene, sormontato da due torri gemelle, ma anche il verde ponte della Libertà in stile art nouveau è degno di nota. Da non perdere anche un’escursione sul battello, molto più suggestivo al tramonto.
Il Parlamento 
Teatro dell’Opera: musica per le vostre orecchie. Questo splendido edificio neorinascimentale che ogni anno accoglie numerosi spettacoli merita una visita. D’altronde, si dice che in fatto di acustica sia secondo solo alla Scala di Milano e all’Opera di Garnier di Parigi. Le imponenti colonne di marmo, i lampadari di cristalli di Boemia e i numerosi affreschi di creature mitologiche rendono il teatro ancora più affascinante. Il consiglio quindi è di godervi un’Aida o un Barbiere di Siviglia comodamente seduti sulle poltrone rosse rivivendo gli antichi momenti di fasto. Altrimenti accontentatevi della visita guidata e scoprite quale era il posto preferito da Sissi. Poco più distante e assolutamente da non perdere c’è la Grande Sinagoga. Costruita a metà dell’800 fu trascurata molto durante il periodo comunista, ma ora spicca la sua facciata merlata e arabesca con i suoi mattoni rossi e il suo rosone centrale all’interno che richiama una chiesa cristiana. È l’edificio ebraico più grande del mondo dopo la sinagoga di New York e ha più di 3mila posti a sedere.

Ma il viaggio attraverso i cinque sensi non è finito qui. Toccate con mano le grotte del labirinto del castello di Buda. Si tratta di passaggi sotterranei lunghi 1200 metri a una profondità di 16, ma in realtà sotto la collina si estende una rete di gallerie di ben 28 km scavate dalle sorgenti termali. Furono utilizzate durante l’occupazione turca, come rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale e come basi segrete durante la guerra fredda. Poi tuffatevi in una delle piscine della città. Le più famose sono quelle dei bagni Gellert perché sembra di stare in una basilica, ma anche quelle di Széchenyi meritano dato che è l’impianto più grande d’Europa con 18 piscine.