Tra Toscana e Campania, ecco le 13 Spighe Verdi, Bandiere Blu dell'agriturismo
di SIMONE COSIMILa prima edizione del riconoscimento targato Fondazione per l'educazione ambientale (e Confagricoltura), che premia le località dell'entroterra: da Castellina in Chianti ad Agropoli, l'eccellenza in nove regioni
Nasce quest’anno un nuovo riconoscimento battezzato Spighe verdi, diretta filiazione delle Bandiere Blu. Si tratta di un programma che dal mare volge lo sguardo all’entroterra, all’agricoltura e alla sostenibilità premiando i comuni rurali più attenti alla valorizzazione delle risorse naturali locali. Anche se non mancano diverse località costiere. Ad assegnarlo la Fee Italia, sezione italiana della danese Foundation for Environmental Education, che insieme a Confagricoltura ha selezionato 13 località in 9 regioni, da Lavagna in Liguria a Ragusa in Sicilia passando per il gioiello di Montefalco, in Umbria.
Spighe Verdi, iniziativa tutta italiana e non internazionale come le Bandiere Blu, nasce come strumento di guida nei confronti degli amministratori. Un po’ come le Blue Flag hanno innescato un circuito virtuoso in tante località marittime e portuali la Fee spera che i comuni rurali, passo dopo passo, siano spinti a sce…
Spighe Verdi, iniziativa tutta italiana e non internazionale come le Bandiere Blu, nasce come strumento di guida nei confronti degli amministratori. Un po’ come le Blue Flag hanno innescato un circuito virtuoso in tante località marittime e portuali la Fee spera che i comuni rurali, passo dopo passo, siano spinti a sce…
Nasce quest’anno un nuovo riconoscimento battezzato Spighe verdi, diretta filiazione delle Bandiere Blu. Si tratta di un programma che dal mare volge lo sguardo all’entroterra, all’agricoltura e alla sostenibilità premiando i comuni rurali più attenti alla valorizzazione delle risorse naturali locali. Anche se non mancano diverse località costiere. Ad assegnarlo la Fee Italia, sezione italiana della danese Foundation for Environmental Education, che insieme a Confagricoltura ha selezionato 13 località in 9 regioni, da Lavagna in Liguria a Ragusa in Sicilia passando per il gioiello di Montefalco, in Umbria.
Spighe Verdi, iniziativa tutta italiana e non internazionale come le Bandiere Blu, nasce come strumento di guida nei confronti degli amministratori. Un po’ come le Blue Flag hanno innescato un circuito virtuoso in tante località marittime e portuali la Fee spera che i comuni rurali, passo dopo passo, siano spinti a scegliere strategie di gestione che giovino all’ambiente e alla qualità della vita della comunità. La procedura è stata messa a punto seguendo, nella scrematura delle candidature, lo schema Uni-En Iso 9001-2008.
Per portare i comuni rurali a imboccare un percorso come Spighe Verdi Fee Italia e l’associazione di categoria delle aziende agricole hanno condiviso un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità. Quali sono? Figurano nel gruppo la partecipazione pubblica, l’educazione allo sviluppo sostenibile, il corretto utilizzo del suolo, la presenza nel territorio di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura, la qualità dell’offerta turistica. Non basta: sono finiti nell’analisi anche gli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con attenzione alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche e del paesaggio così come l’arredo urbano e l’accessibilità.Toscana e Campania sono le due regioni con il maggior numero di riconoscimenti assegnati. La prima con i comuni di Castellina in Chianti, Massa Marittima e Castagneto Carducci, la seconda con Agropoli, Positano e Pisciotta. Le restanti sette regioni finite nell’elenco hanno raccolto una Spiga Verde ciascuna: Serralunga di Crea (Piemonte), Lavagna (Liguria), Caorle (Veneto), Matelica (Marche), Montefalco (Umbria), Ostuni (Puglia) e Ragusa (Sicilia).
Spighe Verdi si basa dunque sull’esperienza di Fee nella gestione del programma internazionale Bandiera Blu, un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri di gestione sostenibile integrale del territorio, attraverso un complesso iter procedurale che vanta 30 anni di applicazione in 67 Paesi nel mondo. Il nuovo progetto si rivolge invece ai Comuni utilizzando, per indagare la sostenibilità agricola, i principi del protocollo EcoCloud battezzato da Confagricoltura.
“Crediamo fermamente che le politiche di gestione sostenibile del territorio debbano essere allargate a tutte le realtà – ha spiegato nella cerimonia tenuta oggi a Roma Claudio Mazza, presidente di Fee Italia – abbiamo ben chiaro che le criticità ambientali si devono affrontare con una visione di sistema più ampia, coinvolgendo tutti i soggetti della comunità locale in un percorso di miglioramento continuo”. Mentre Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, è tornato a sottolineare la centralità del comparto: “L’attività agricola è parte fondamentale del processo di sostenibilità dei territori e il ruolo della nostra organizzazione è quello di evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ed innovazione che le aziende già attuano o sperimentano – ha detto – ecco perché l’esperienza di Fee nella gestione del programma internazionale Bandiera Blu si integrerà con i principi del progetto EcoCloud di Confagricoltura, esempio di come le aziende agricole possano attuare pratiche sostenibili che coinvolgano e migliorino tutta l’azienda nei suoi aspetti ambientali, economici e sociali”.
Spighe Verdi, iniziativa tutta italiana e non internazionale come le Bandiere Blu, nasce come strumento di guida nei confronti degli amministratori. Un po’ come le Blue Flag hanno innescato un circuito virtuoso in tante località marittime e portuali la Fee spera che i comuni rurali, passo dopo passo, siano spinti a scegliere strategie di gestione che giovino all’ambiente e alla qualità della vita della comunità. La procedura è stata messa a punto seguendo, nella scrematura delle candidature, lo schema Uni-En Iso 9001-2008.
Per portare i comuni rurali a imboccare un percorso come Spighe Verdi Fee Italia e l’associazione di categoria delle aziende agricole hanno condiviso un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità. Quali sono? Figurano nel gruppo la partecipazione pubblica, l’educazione allo sviluppo sostenibile, il corretto utilizzo del suolo, la presenza nel territorio di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura, la qualità dell’offerta turistica. Non basta: sono finiti nell’analisi anche gli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con attenzione alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche e del paesaggio così come l’arredo urbano e l’accessibilità.Toscana e Campania sono le due regioni con il maggior numero di riconoscimenti assegnati. La prima con i comuni di Castellina in Chianti, Massa Marittima e Castagneto Carducci, la seconda con Agropoli, Positano e Pisciotta. Le restanti sette regioni finite nell’elenco hanno raccolto una Spiga Verde ciascuna: Serralunga di Crea (Piemonte), Lavagna (Liguria), Caorle (Veneto), Matelica (Marche), Montefalco (Umbria), Ostuni (Puglia) e Ragusa (Sicilia).
Spighe Verdi si basa dunque sull’esperienza di Fee nella gestione del programma internazionale Bandiera Blu, un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri di gestione sostenibile integrale del territorio, attraverso un complesso iter procedurale che vanta 30 anni di applicazione in 67 Paesi nel mondo. Il nuovo progetto si rivolge invece ai Comuni utilizzando, per indagare la sostenibilità agricola, i principi del protocollo EcoCloud battezzato da Confagricoltura.
“Crediamo fermamente che le politiche di gestione sostenibile del territorio debbano essere allargate a tutte le realtà – ha spiegato nella cerimonia tenuta oggi a Roma Claudio Mazza, presidente di Fee Italia – abbiamo ben chiaro che le criticità ambientali si devono affrontare con una visione di sistema più ampia, coinvolgendo tutti i soggetti della comunità locale in un percorso di miglioramento continuo”. Mentre Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, è tornato a sottolineare la centralità del comparto: “L’attività agricola è parte fondamentale del processo di sostenibilità dei territori e il ruolo della nostra organizzazione è quello di evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ed innovazione che le aziende già attuano o sperimentano – ha detto – ecco perché l’esperienza di Fee nella gestione del programma internazionale Bandiera Blu si integrerà con i principi del progetto EcoCloud di Confagricoltura, esempio di come le aziende agricole possano attuare pratiche sostenibili che coinvolgano e migliorino tutta l’azienda nei suoi aspetti ambientali, economici e sociali”.