Un tour serale nella metropoli asiatica, tra bar, terrazze e lounge con splendida visuale sulla baia. Una nightlife che non finisce mai
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La notte di Hong Kong è appiccicosa, musicale, esageratamente alcolica e molto, molto illuminata. Gialla, rossa, bianca e perfino gold: ecco la giostra che accende sui grattacieli, alle otto esatte, i sogni dei turisti e degli expat europei (tanti) che qui hanno trovato una bella possibilità. Ragazzi come il francese Thimothee Becqueriaux, barman dal baffetto sottile, di rara simpatia, finito nella top list dei migliori bartender di H.K. che dal bancone del The Continental (Pacif Place) distribuisce poetici cocktail con petali di fiori in attesa che gli ospiti si siedano per gustare i piatti di Joey Sergentakis, chef di madre italiana e padre greco che propone a fine serata un sorbetto battezzato Alaska dalla gelida forma nivea. Un dessert da annotare sul taccuino insieme al variegato melting pot che siede ai tavoli del ristorante cinese. Si fa per dire. Sì, perché se è vero che la città non ha più l’aura coloniale della madre britannica dal 1997, non si riconosce altrove tratto più spiccato d’internazionalità modello asiatico. Capita anche da Duddell’s (Shanghai Tang Mansion, 1 Duddell Street - Central. Tel.00852-25259191) dove la nazionalità dei convitati si mescola con l’arte, il buon gusto e il business. Esattamente come si mescolano aperitivi, cene e incontri. Il locale, arredato dal designer inglese Ilse Crawford, ha specchiati pavimenti in marmo e mobili effetto Finlandia anni Sessanta, una cucina cantonese raffinatissima, molti tè pregiati e opere alle pareti che arrivano da ogni parte del mondo. Sembra di essere a Berlino, ma anche un po’ a Parigi.
VIsta sul porto dal 49mo piano della "Upper House", Cafè Gray De Luxe
Impossibile equivocare, invece, il carattere modaiolo di Sevva (25/F Prince’s Building, 10 Chater Road, Central): un palcoscenico spalancato a 360 gradi sulle mille luci di H.K. Dicono che abbia la vista più bella dell’isola e conquistare uno dei tavoli (bassi e parecchio scomodi) sulla strabiliante terrazza per un drink è sempre un’impresa, soprattutto dal tramonto in poi. Il vicino Mandarin Oriental (5 Connaught Road -Central, tel. 00852- 25220111) è, invece, un classico del lusso, ma assicura un aperitivo doc che può ancora sorprendere. L’ospitalità è, ovviamente, leggendaria.
Più easy e frequentato dagli expat europei, The Woods (17 Hollywood Road - Central) non gode di alcuna vista sullo skyline scintillante, ha un ingresso “underground” ma propone cocktail davvero originali (la cui lista si legge su una levigata tavoletta di legno che sembra proprio un tagliere), un arredo che si ispira alla natura e un’atmosfera tranquilla, molto apprezzata dai ragazzi “sopravvissuti” alla convulsa giornata di lavoro. Disegnato da Ashley Sutton divenuto celebre per i suggestivi scenari notturni proposti a Bangkok - e ispirato nei colori al Far East, Ophelia (Tel. 00852-25201117) è certamente l’ hip bar più nuovo. Dall’atmosfera dark e surreale, merita un blitz quantomeno per ascoltare un po’ di musica. Se riuscite a tollerare la coda e la selezione all’ingresso, una volta entrati sarete ipnotizzati sia dal bancone che dal ristorante. Provare per credere.
L'intrattenimento dell'Ophelia
Nel “top floor” di The Wellington, il VEA - nome nato dalla crasi di Vicky et Antonio - regala ai suoi ospiti un caleidoscopio di sapori stravaganti, un viaggio ai confini della cucina molecolare ed eccellenti cocktail ”firmati” Antonio Lai. La serata, insomma, resterà senz’altro nell’album dei ricordi, ma bisogna essere disposti a non badare troppo al portafoglio, visto che il menù degustazione ammonta a 1.300 dollari H.K. (poco più di 150 euro) a persona e non include gli specialissimi drink (Tel.00852-27118639).
Ma la notte di Hong Kong è anche musica a tutto volume, quella che assorda e ti fa ballare fino all’alba per dimenticare il caldo che appiccica i vestiti. Succede al meglio al dragon-I (The Centrium, 60 Wyndham Street, tel.00852- 31101222), la discoteca di Central più conosciuta e frequentata dai giovani. La location è esclusiva, i “buttadentro” sono giganteschi e il buio avvolge tutto intorno a te. Un timbro sul palmo della mano e puoi fare “un po’ di struscio” lungo la strada che accoglie tantissimi altri frizzanti locali, meno cool del dragon-I ma affollatissimi. C’è tempo per entrare e bere ovunque. Qui si smobilita all’alba. E anche se lo skyline è invisibile da queste parti, le luci di H.K. sono sempre accese.