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Luberon. Il fascino del bastione della Provenza

Ménerbes, chiesa 
Un massiccio montuoso stipato di borghi arroccati, di vigne e panorami mozzafiato. Da Oppéde-le-Vieux a Ménerbes, suggerimenti per scoprire un territorio che molti hanno scoperto grazie a "Un'ottima annata" di Ridley Scott
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Ancora Luberon. Questo tassello di Provenza stretto intorno all’omonimo massiccio montuoso, zeppo di villaggi arroccati, vigne e panorami di charme, deve la sua impennata di fama ai bestseller di Peter Mayle (tra cui Un’ottima annata, dal quale Ridley Scott ha tratto un film). C’è chi sostiene che la notorietà abbia nuociuto alla zona, affollandola di turisti e facendo lievitare i prezzi. In realtà, salvo qualche caso estremo, col suo fascino intatto nasconde angoli ancora molto tranquilli ed esempi eccellenti di recupero di centri storici. Oppède Le Vieux è uno di questi. Minuscolo paese abbarbicato su una montagnola boscosa, abbandonato nell’Ottocento in favore della più fertile pianura, oggi affianca case ancora in rovina ad altre restaurate di fresco, in una bella armonia di pietra e vegetazione spontanea. Ci si arriva dalla piana, tra papaveri e ciliegi, attraversando il suo doppio di recente fondazione, Oppède Les Poulivets, simpatico e funzionale. Poi, lasciata l’auto ai piedi della rocca, si sale a piedi attraversando un parco botanico, percorrendo sentieri sinuosi immersi nei profumi mediterranei. In piazza, tra qualche ristorante e bed&breakfast, frequentata soprattutto da artisti e amanti della tranquillità, l’atmosfera è romanticamente decadente e i ritmi rilassati. Si sale ancora, su un sentiero sassoso circondato dalla boscaglia, fino a raggiungere il nucleo più antico del borgo, con la chiesa Notre Dame d’Alidon, dalle linee essenziali e quasi appoggiata sulla roccia, e le rovine inaccessibili del castello.
L'Isle-sur-la-Sorgue 
A Ménerbes, considerato ufficialmente uno dei più bei villaggi di Francia, non c’è stato gran bisogno di restauri, ma solo di valorizzare le ottime doti di partenza. Stretto e lungo, anzi lunghissimo, il borgo-fortezza si estende su un costone panoramico affacciato da un lato sulla pianura e dall’altro sulla collina boscosa. Tra le eleganti case in pietra chiara con le persiane azzurre c’è anche quella che Picasso regalò a Dora Maar al termine della loro storia. Giardini e piazzette panoramiche accompagnano fino agli archi del Comune e alla facciata signorile della Maison de la Truffe et du Vin, la Casa del Tartufo e del Vino, dedicata ai prodotti d’eccellenza del territorio, la cui cantina organizza degustazioni. Pochi passi oltre, il paese termina sullo strapiombo con una severa chiesa romanica e annesso cimitero antico, coperto di erba alta. Ci si può fermare ad aspettare il tramonto con un calice doc o scendere a valle per il Museo del Cavatappi del produttore La Citadelle, che raccoglie oltre 1200 modelli dal XVII secolo ad oggi.

Sconfiniamo di pochi chilometri dal Luberon per raggiungere una località con cui neppure Peter Mayle fu tenero: “la sola cosa che non puoi trovare a L’Isle sur La Sorgue, è un affare”. In effetti questo borgo di pescatori costruito su palafitte nel XII secolo è oggi famoso soprattutto per i suoi grandi mercati antiquari, e anche per qualche grossa truffa lì perpetrata. Al di là di antiquité et brocante, concentrati in nuovi quartieri tematici, con pezzi di tutti i livelli e per tutte le tasche, e di tutte le fiere a loro dedicate, il centro storico ha una struttura originalissima per questa zona e merita una visita. I canali che lo attraversano gli hanno fatto guadagnare il titolo di “Venezia contadina”, e hanno affascinato diversi papi avignonesi e persino il Re Sole.
Sguardo su Oppede-le-Vieux 
Insegne settecentesche e qualche grande ruota ad acqua ricordano i tempi in cui L’Isle era un importante centro manifatturiero, famoso per la produzione di mobili e tessuti, quando le ruote in attività erano ben settanta. Proprio la sede di un’antica manifattura, la Maison Biehn, ospita oggi il Museo Villa Datris (www.villadatris.com), che organizza nei suoi scenografici spazi mostre di scultura contemporanea. Anche il Centro d’Arte Campredon è dedicato all’arte del nostro tempo, mentre La cattedrale di Notre Dame des Anges è un bell’esempio di barocco provenzale, con cappelle commissionate dalle diverse confraternite cittadine. Sarà anche diventato di moda, ma questo pezzo di Midi continua a riservare belle sorprese.