Utah, il fascino selvaggio del Bryce Canyon
Complici l'altitudine e la complicata accessibilitò, non è il più famoso (per quanto lo sia) né uno dei più visitati tra i parchi nazionali del Southwest degli Stati Uniti. È ciononostante imperdibile, il Bryce Canyon, una sorta di anfiteatro naturale, sul quale giacciono pinnacoli sedimentari (hoodoos) che altro non sono che quello che resta dell'erosione che ha progressivamente portato via il resto della montagna. Il risultato è un paesaggio letteralmente irripetibile, che si ammira dall'alto, arrivando con l'auto o con un pullman ai 2400-2600 metri del cuore del parco nazionale. Da lì la montagna può essere discesa a pietri attraverso numerosi passaggi che ruotano attorno ai pinnacoli. Eccoli in queste splendide immagini (Ethan Miller-Getty Images-AFP). Situato a circa 4 ore e 420-430 chilometri sia da Las Vegas (da dove si arriva da Sud-Ovest), che da Salt Lake City (che invece si trova a Nord-Est), lo splendido sito in qualche modo soffre la concorrenza di molti vicini illustri, a cominciare dal Grand Canyon, passando per la Monunent Valley e per i parchi nazionali Zion, Arches e Canyonland, senza contare l'area del Glen Canyon (e Antelope Canyon) o, poco (per gli standard Usa) più lontano, la stessa Death Valley, e il fatto stesso di essere collocato in una vallata che è di per sé una deviazione rispetto a qualsiasi highway. Senza contare che l'innevamento invernale rende la zona accessibile per un periodo limitato dell'anno. Chi si trovasse in quell'area nelle prossime settimane (anche fino a inizio autunno) è avvertito...