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Perle architettoniche e darkness. La Cechia delle miniere

Znojmo, cunicoli 
Non solo Praga e Terme. Il Paese di Kafka offre tanti gioielli nascosti. A cominciare dalle città la cui storia è legata all'estrazione di metalli preziosi (e no). Da Jilava a Jáchimov e Kutná Hora, scopriamole
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Antiche miniere d'oro e argento e misteriosi labirinti sotterranei che attraversano le città con cunicoli che si snodano e si incrociano su più piani. È l'affascinante volto nascosto della Repubblica Ceca, da scoprire tralasciando almeno per una volta Praga per visitare Jihlava, Jáchymov e Kutná Hora, antiche città minerarie, sorte nel medioevo nei luoghi di estrazione dei metalli preziosi. Centri abitati dalla passata prosperità e ricchezza, che sotto i re boemi erano protetti da privilegi speciali. Il viaggio inizia a  Kutná Hora, importante centro dove si estraeva l'argento, conosciuto anche con il soprannome di “ scrigno dei tesori di Boemia” e dichiarato nel 1995 Patrimonio Unesco. Il Museo Ceco dell'Argento,  ospitato in tre edifici in stile tardo gotico, illustra l'attività di estrazione e  lavorazione del minerale. La visita alla vicina miniera d'argento, scavata in epoca medievale, si effettua indossando l’apposita attrezzatura  con lampada, casco e grembiule protettivo e si svolge tra allestimenti d’epoca e riproduzioni di antichi macchinari trainati da cavalli. Usciti all'aperto la visita alla città prosegue con il suggestivo intreccio di vicoli medievali che porta alla cattedrale gotica di Santa Barbara e al Collegio dei gesuiti, sede della Galleria della Boemia centrale, in gran parte dedicata all’arte figurativa del XX e XXI secolo.

Nei dintorni di  Kutná Hora si visitano numerose cantine vinicole, alcune anche bio, le cui origini risalgono in alcuni casi al 1101. Si prosegue quindi per  Jihlava, oggi moderno capoluogo della regione di Vyso?ina. La visita del Museo della Vysocina offre l'opportunità di scoprire il glorioso e ricco passato della città e di scendere sottoterra, dove un vasto labirinto sotterraneo, lungo ben 25 chilometri, collega le cantine  delle case medievali alle antiche miniere. Assolutamente da non perdere la misteriosa galleria fosforescente o splendente, che si illumina quando la guida speleologica spegne tutte le luci. A Jihlava si visitano anche la casa-museo dove alla fine dell'Ottocento è cresciuto Gustav Mahler e il parco dedicato al compositore, sorto sul luogo della sinagoga, bruciata nel 1939. Nel vicino cimitero ebraico  riposano  genitori e fratelli di Mahler. Anche la città di  Znojmo è attraversata da un vasto labirinto sotterraneo, con una trentina di chilometri di cunicoli  scavati dal XIII al XVII secolo.
Il centro di Tábor 
Il percorso visitabile è lungo circa mille metri, resi particolarmente suggestivi da allestimenti  (il laboratorio degli alchimisti e un esempio di cella carceraria) e suggestioni tra il fiabesco e l’horror. La grande sala che  ricorda l’atmosfera dei tribunali medievali ospita invece l’enoteca dedicata ai vini prodotti dalle cantine intorno alla città e nei vigneti del monastero di Louka, sede  della Znovín Znojmo, il maggiore produttore di vino del Paese. Il viaggio nella  Repubblica Ceca sotterranea si conclude a Tábor, nella Boemia meridionale,  dove si visita  un singolare passaggio segreto che collega tra di loro gli scantinati medievali delle case raccolte intorno a Piazza Zizka. Fondata da membri del  movimento riformista ussita nel XV secolo, la città ha preso il nome dalla montagna Thabor in Israele e doveva essere un esempio di nuova società guidata solo dalle leggi divine e priva di proprietà privata. Una sorta di antico comunismo religioso. Una storia raccontata nelle sale del Museo Civico che si trova nel vecchio municipio, uno dei monumenti gotici più importanti della Repubblica Ceca. Poco lontano si visita la Grotta di Chýnov, scoperta nel 1863 durante i lavori in una cava.