Thailandia, il turismo eco-solidale sulla via della seta
di RAFFAELE ALOIA
Situata in un paesaggio tropicale lussureggiante, la Thailandia è una terra dove convivono tradizione e modernità. Un modo per conoscere e praticare un turismo più consapevole è il Community Based Tourism, ovvero turismo basato sulla comunità. Sono molteplici i programmi attivi in tutto il paese, dalle isole del sud alle montagne settentrionali. Si contribuisce così a preservare le antiche tradizioni e al sostentamento delle comunità locali
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Un'esplosione di colori, odori, sapori. La gentilezza degli abitanti, sempre pronti a dare una mano o a regalare un sorriso con la loro semplicità e umanità. Paesaggi da sogno che la rendono ogni anno l'icona perfetta per le vacanze di milioni di visitatori. Non è difficile capire il perché la Thailandia, l'antico Siam, sia ai primi posti delle classifiche delle destinazioni turistiche più in voga.
Ma se per molti rimane la meta di una vacanza tradizionale, è prima di tutto un paese rurale, popolato da un'impressionante varietà di persone di diverse etnie che vivono lontano dalla città e dal modo di vita occidentale. Nel loro villaggio, in armonia con il loro ambiente e le loro tradizioni, seguendo un modello di esistenza ispirato all’autosufficienza.
Proprio su questo modello in Thailandia si sta sviluppando il Community Based Tourism, ‘turismo fondato sulla comunità’, un approccio orig…
Un'esplosione di colori, odori, sapori. La gentilezza degli abitanti, sempre pronti a dare una mano o a regalare un sorriso con la loro semplicità e umanità. Paesaggi da sogno che la rendono ogni anno l'icona perfetta per le vacanze di milioni di visitatori. Non è difficile capire il perché la Thailandia, l'antico Siam, sia ai primi posti delle classifiche delle destinazioni turistiche più in voga.
Ma se per molti rimane la meta di una vacanza tradizionale, è prima di tutto un paese rurale, popolato da un'impressionante varietà di persone di diverse etnie che vivono lontano dalla città e dal modo di vita occidentale. Nel loro villaggio, in armonia con il loro ambiente e le loro tradizioni, seguendo un modello di esistenza ispirato all’autosufficienza.
Proprio su questo modello in Thailandia si sta sviluppando il Community Based Tourism, ‘turismo fondato sulla comunità’, un approccio originale in cui i viaggiatori vengono ospitati nelle case autoctone stimolando uno scambio culturale, a metà tra l'esplorazione antropologica e l'ecoturismo.
Il principio fondamentale di questo nuovo modo di viaggiare è il rispetto delle popolazioni locali e dei loro costumi, celebrando antiche tradizioni e credenze. Così culture diverse si incontrano, la saggezza locale si diffonde, l'ambiente e la fauna del posto si proteggono. Nei villaggi il visitatore comprende il valore delle risorse, condividendole con gli abitanti in modo sostenibile. E, cosa più importante, la gestione e i benefici portati dal turista vengono reinvestiti nella comunità.
Tutto iniziò qui
Arrampicato su un altopiano nella provincia di Lamphun, circondato da piantagioni di caffè e canna da zucchero, si trova Prabat Huay Tom, un villaggio della tribù Karen. La comunità fu fondata nel 1978 in occasione della visita di Sua Maestà Re Bhumibhol, che verificate le condizioni di vita estremamente povere delle tribù di questa area, prese il villaggio sotto il suo patronato. Oggi a Prabat Huay Tom si può sperimentare lo stile di vita tradizionale dei Karen e ammirare la loro capacità di tessere i tessuti e tingerli con colori naturali. Anche chi ama la natura può trovare la sua dimensione: i visitatori possono organizzare passeggiate e trekking su percorsi naturali e praticare bird-watching lungo il fiume Ping, dove in aprile fioriscono le orchidee.
Incontaminata dal cuore verde
L’atmosfera tipica, rilassata e amichevole delle popolazioni del nord della Thailandia pervade Mae Chaem, villaggio rimasto estraneo allo sviluppo moderno, immerso tra i Parchi Nazionali di Doi Inthanon e Op-Luang. La zona si anima di visitatori soprattutto durante la stagione delle piogge, quando i bellissimi campi di riso terrazzati sono in preparazione per il raccolto. Mae Chaem è famoso anche per la sua tessitura, in particolare del cotone Tin Jok, usato per le gonne e i vestiti tradizionali. La missione della comunità è quella di preservare e condividere la cultura locale, in particolare la lavorazione delle sue pregiatissime stoffe.
Lo scrigno della seta
Per tramandare alle nuove generazioni la conoscenza delle stoffe tradizionali e i metodi antichi di tessitura e tintura, dieci anni fa è stato fondato a Lamphun l'Haripunchai Hand Weaving Institution. L'obiettivo della scuola di salvaguardare le usanze si unisce alla necessità di rendere attuali i prodotti. Così la seta Pha Mai e il cotone Dok Yok, prodotti pregiati tipici del nordest del Paese ma ricercati in tutto il mondo, vengono lavorati secondo le usanze locali, con particolare attenzione alle mode del momento.
Thailandia, l'arte della seta come identità di un popolo
Tessitura come stile di vita
“Le donne che non sanno tessere la seta non troveranno marito”. È questo il monito della comunità di Chonnabot, nella provincia di Khon Kaen. Qui la tessitura ha un ruolo centrale nella vita del villaggio: la tradizione si trasmette di madre in figlia ed è praticamente impossibile trovare una giovane che non sia in grado di usare il telaio. L'area è rinomata a livello mondiale per la produzione di cotone e seta e per la lavorazione 'Mudmee', una tecnica per cui i fili vengono dipinti ancora prima di essere intessuti. Tutti sono coinvolti nella lavorazione dei filati e non è insolito trovare le porte aperte, con i visitatori che soggiornano e apprendono da vicino questa antichissima arte.
Koh Klang simbolo di auto-sufficienza
Una tradizionale barca porta i viaggiatori dalla costa di Krabi fino a questa piccola isola. Le ordinate file di case, le piccole imbarcazioni da pesca e, soprattutto, l’accoglienza e i caldi sorrisi dei residenti saltano subito all'occhio. La vita della comunità di Koh Klang è inestricabilmente collegata all'ambiente circostante: terra fertile, mare incontaminato e foreste di mangrovie. Con gli abitanti dell'isola si intravedono turisti a pesca, tra i campi, nel laboratori tessili intenti a decorare il più pregiato Batik della Thailandia, condividendo il loro stile di vita auto-sufficiente.
La “terra dei sorrisi” non è fatta solo di spiagge, templi e vita notturna. Viaggiando a contatto con le popolazioni locali, si scopre qualcosa di unico in ogni luogo. Chi vuole sentirsi parte della comunità viene accolto a braccia aperte e coinvolto in un'esperienza che non si dimentica facilmente.