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Da Berlino a Londra, quartieri che rinascono trendy

Copenhagen, Vesterbro 
Dalla capitale tedesca in continuo divenire a Copenhagen, da Parigi alle città iberiche fino a quelle nordiche, alla scoperta delle aree che negli anni recenti si sono arricchite di musei, gallerie, negozi. E movida
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Periferie operaie, zone a luci rosse, patrie d’immigrati. Dimenticate le vetrine luccicanti delle vie alla moda. Partite invece alla ricerca dell’immagine autentica di una città, alla scoperta di sobborghi e quartieri popolari, zone dismesse rinate come nuovi avamposti di tendenza, popolati da creatività e avanguardie. Seguite questa mappa e troverete quartieri pieni di (nuova) vita.

Berlino è una città in continua evoluzione, una fabbrica d’idee in perenne divenire. Mondana, libera e anticonformista, è anche una delle città meno costose d’Europa. La zona di Kreuzberg è il suo cuore creativo. Ex quartiere turco, è diventato di gran moda grazie al boom di artisti che ci si sono trasferiti. E di locali che hanno aperto come il Watergate, dove si esibiscono le band indie. Oranienstrasse e Bergmanstrasse sono l’epicentro del quartiere, due lunghissime strade ricche di caffè multietnici, negozietti indipendenti e gallerie d’arte. La vera avanguardia però è Prenzlauer Berg, elettrizzante distretto dove trovare teatri, laboratori, bistrò e boutique. Sulla Schönhauser Allee c’è il KulturBrauerei, un vitale villaggio nato in una vecchia fabbrica di birra pieno di locali, birrerie e ristoranti. Più a Nord troviamo Copenaghen, la città più felice del mondo, secondo recenti studi.  Vesterbro, ex-quartiere a luci rosse, è il cuore più vivo, animato giorno e notte da spazi culturali, ristoranti fusion, jazz club e bar. Era un macello invece la zona di Kødbyen, che vive una seconda vita tra spazi d’arte e mete gourmand. E Istedgade, un tempo teatro di rivolte sociali, ora è una famosa destinazione di shopping, dove trovare l’autentico design danese. Se la vostra missione è fare shopping, correte da Hay Cph e troverete il meglio del Made in Danmark. Un bagno d’arte lo offre la Ny Carlsberg Glyptotek, museo che dal 1882 ospita la collezione di Carlo Jacobsen, figlio del fondatore della birra Carlsberg, con opere di Toulouse-Lautrec, Gauguin e Rodin. Restando in Nord Europa, Stoccolma vi stupirò con la zona di SoFo (South of Folkungatan). Si trova sull’isola di Södermalm questa zona emergente. Ex-periferia operaia, è ricca di gallerie, negozi, mercati vintage, ha persino un orto sociale dove chiunque può coltivare frutta e verdura. Da non perdere una cena al Bistro Barbro, locale nuovo ma già diventato un piccolo cult.

A Madrid scegliete il quartiere di Salesas. Non solo perché è la (nuova) mecca dello shopping, ricco di boutique com’è, soprattutto in calle de Barquillo. Ma soprattutto perché è stata eletta a meta gourmet della città, con locali per ogni palato e tanti tapas-bar. Prendete un aperitivo in Plaza de Santa Bárbara e cenate in calle de Almirante, piena di posti per ogni gusto. Tra i locali più amati c’è D Stage Concept.

Ma l’emblema di questa rinascita è l’East End londinese, ovvero Shoreditch e Hackney. Fucina di avanguardie creative, è ricco di gallerie d’arte, boutique indipendenti, locali alla moda, caffè organici, fattorie urbane e fiorai bucolici. Andateci nel weekend, che inizia a Southwark Street, dove il sabato c’è Borough Market, mercato che porta in tour tra i sapori del mondo e vende prodotti organici dagli orti cittadini. Si tiene sempre di sabato Broadway Market, un caleidoscopio di profumi e sapori, dove assaggiare la cucina di ogni angolo del mondo, tra banchi di sushi, tacos messicani, piatti vegetariani e torte fatte in casa. Il mercato più famoso è l’Old Spitalfield, nuova Portobello che la domenica rallegra tutta la zona con vestiti e modernariato. Da non perdere anche Flower Market di Columbia Road, uno degli appuntamenti più amati dagli eastenders, colorato mercato dei fiori diventato un appuntamento domenicale irrinunciabile.
Parigi. Rue Sainte-Marthe 
Vienna, invece, vi stupirà con il suo animo giovane e le tante opere di design di fresca inaugurazione. I motivi per visitarla sono tanti, come il nuovo edificio dell'archistar Jean Nouvel sul Canale del Danubio: all'interno si trova il centro Stilwerk con circa trenta negozi, ma anche due ristoranti e un hotel. Vale la pena una tappa al nuovo porto fluviale, il Twin City Liner, ideato dalla coppia Dasch&Fuchs. E un giro nella zona più trendy e giovane di Vienna, quella del settimo distretto, dove si concentrano piccole boutique, gallerie d’arte e negozi di design dove frugare in cerca di pezzi da portare a casa.

Anche Bruxelles ha un animo alternativo. Si chiama Ixelles, quartiere un tempo abitato dalla comunità africana, oggi diventato di gran moda perché riesce a combinare l’eleganza della Capitale belga con una ventata giovane. Se la vostra missione è fare compere, optate per le boutique di avenue Louise, dove gli stilisti emergenti espongono le loro creazioni accanto alle costose boutique delle griffe. Rue Bailli è letteralmente un museo a cielo aperto con i suoi magnifici edifici Art nouveau. Merita una visita l’hotel Solvay, monumento protetto dall’Unesco, costruito nel 1894 dall’architetto Victor Horta. E per animare la serata place Flagey è il ritrovo più amato da nottambuli e viveur, ricca com’è di bar e ristoranti di tendenza dove trascorrere la serata.

È ricca di vita notturna anche la zona di Kallio, ad Helsinki. Era un vecchio quartiere operaio prima di diventare il più amato dagli artisti. Scrollata l’immagine grigia e degradata di qualche anno fa, oggi questo vitale quartiere rinasce con ristoranti di ogni tipo, locali bohémien, gallerie d’arte, club dove ballare fino al mattino e teatri d’avanguardia dove trovare performance e musica. Il suo centro è il mercato di Hakaniemi, da visitare nel weekend.

Quindi, Parigi. Dirigetevi nella zona di Ménilmontant, l’ex periferia degradata vicino Belleville. E’ il lato più disordinato, multiculturale e giovane della Capitale francese. Si vede dalla sua proposta culinaria: rue Sainte-Marthe è un susseguirsi di ristoranti libanesi, cinesi e vietnamiti: si passa dall’humus, Manaqish (sorta di pizzette condite con timo, formaggio o carne) e gli squisiti baklava con miele e pistacchi, ai croccanti Involtini primavera o il pollo e zenzero in salsa di caramello. Rue Dénoyez è una piacevole passeggiata tra caffè, artisti di strada e atelier di artigiani.

Lisbona non è da meno. L’anima più autentica della città è l’Alfama, intricato sali scendi di vicoli stretti, con localini e negozi storici. Ma una zona più interessante e defilata è Mouraria, tra il Castello di Sao Jorge e la piazza di Martim Moniz. Ghetto musulmano nel 1147, è qui che Maria Severa intonava i primi versi di fado. Mercado de Fusão di Piazza Moniz incanta con le sue mille specialità, offrendo una sosta gourmet a base del tipico street food portoghese. Le strade del quartiere sono giovani laboratori culturali in fermento, tra murales e piccoli atelier, come lo studio-galleria di Camilla Watson, in Largo dos Trigueiros. Fermatevi a bere una birra con mariscos (frutti di mare) alla storica Cervejaria Ramiro. E da Tentações de Goa per le sue sperimentazioni indo-portoghesi, espressione della multiculturalità del quartiere. Poi riposatevi a bordo del tram 28, un modo low cost per girare il centro, arrampicandosi fino al Miradouro de Santa Luzia. Arrivare lassù è una sfacchinata, ma in premio c’è la vista su tutta la città.