Viaggi

Israele contemporanea, musei e murales per un fine settimana di cultura

Gerusalemme, interno del padiglione dove sono custoditi i Rotoli del Mar Morto. Credits: Franco Borrelli  
Tra Gerusalemme e Tel Aviv. Libri millenari custoditi in padiglioni all'avanguardia accanto a sculture degli artisti oggi più quotati: ecco come alla tradizione dal sapore mediorientale e dal respiro internazionale, si affiancano poli museali e gallerie tra i più importanti al mondo
3 minuti di lettura
Una Terra dalla tradizione millenaria che costituisce uno degli Stati più giovani al mondo, con meno di 70 anni di vita: da qui nasce il paradosso che evidenzia la compenetrazione di due piani, apertura alla modernità da una parte e preservazione delle origini dall'altra.

Ecco perché l'arte contemporanea offre un valido termometro del Paese: libri millenari custoditi in padiglioni tecnologici, giovani artisti che si esprimono in contesti underground, una casa museo, dove la scultrice ancora abita, in un edificio costruito dagli ebrei turchi. Così alla sua storia, che la rende una delle mete spirituali più frequentate, e al sapore mediorientale e internazionale, si può sommare anche la scoperta dei poli museali e gallerie, in un weekend in Israele dedicato alla cultura. A partire dal Museo d'Israele di Gerusalemme, la più grande istituzione culturale del Paese, tra le più importanti del globo. La collezione qui custodita conta ben 500mila pezzi che spaziano dall'archeologia, all'arte contemporanea e a quella ebraica, dalle sculture a cielo aperto ai Manoscritti del Mar Morto, i testi biblici più antichi mai rinvenuti, oggi conservati nel Santuario del Libro. Per la loro esposizione al pubblico, un intero padiglione separato dagli altri edifici è stato inaugurato nel 1965: una cupola bianca immersa in una fontana che ne bagna costantemente la sommità sovrasta la vasta sala circolare, studiata per una ottimale conservazione dei fragili frammenti. Vicino al Santuario, un imponente modello riproduce la città di Gerusalemme al tempo del Secondo Tempio, prima della distruzione da parte dei Romani nel 66 d.C.

Accanto a questi reperti e opere che rievocano la storia dell'antico Paese si alternano meraviglie dei giorni nostri, quali il Billy Rose Art Garden, il giardino panoramico disegnato dallo scultore giappo-statunitense Isamu Noguchi, che si snoda intorno ai padiglioni. Si può quindi passeggiare specchiandosi nel lavoro di Kapoor realizzato ad hoc per il museo nel 2010, o riconoscere statue di Picasso e Rodin, sparse tra piante, pietre e sentieri irregolari. E i big esposti non finiscono qui. Tralasciando le sale che riuniscono le testimonianze prodotte dai popoli attraverso i secoli, dalla Groenlandia alla Magna Grecia, ci sono tele, foto, video e installazioni realizzate a partire dagli anni '70 firmati da Hesse, Gormley, Hirst, Kentridge e Lichtenstein, solo per citare i più noti. E per ricordare il ghetto più antico del mondo, nato 500 anni fa a Venezia, fino al 30 giugno 2017 una mostra ne rievoca i tratti più significativi.

"Le nostre collezioni coprono un periodo di un milione e mezzo di anni", racconta a Repubblica James Snyder, uno dei direttori del Museo d'Israele, "riflettendo come uno specchio l'evoluzione della cultura su scala globale. Proprio per la natura universale dei nostri pezzi, il messaggio che veicoliamo ai visitatori, parte di un tessuto sociale così ricco formato da ebrei, cattolici e musulmani, è che tutti gli elementi sono connessi tra loro attraverso il tempo e lo spazio, proprio come la popolazione di Israele".
Gerusalemme, esterno del padiglione dove sono custoditi i Rotoli del Mar Morto. Credits: Franco Borrelli 
Dalla combinazione di moderne infrastrutture tecnologiche all'interno di un edificio di 150 anni fa, tra le prime case a Gerusalemme ad essere costruita fuori dalle mura della Città Vecchia, nasce uno dei centri culturali più amati dalla popolazione: la Ticho House. Un tempo dimora della pittrice Anna Ticho, scomparsa nel 1980, e di suo marito Abraham, conserva oggi disegni preparatori, tele e modelli dal 15esimo secolo ai giorni nostri, con opere provenienti da tutto il mondo, Parmigianino, Delacroix, Kandinsky, Chagall, ma con un occhio di riguardo per gli artisti israeliani odierni. Nemmeno a farlo apposta, il suo rinomato caffè-ristorante si chiama Piccolino e serve cibi italiani dal sapore e influsso kosher.

Terminata la giornata nei siti più istituzionali, per chiudere in bellezza non si può non visitare il mercato di Mahane Yehuda: di giorno uno dei suk più famosi di Gerusalemme, di notte si trasforma in una galleria en plein air, dove le serrande abbassate dei locali che poche ore prima vendevano dolci, frutta e prodotti tipici ospitano i murales che ritraggono personaggi della storia, da Mahatma Gandhi a Golda Meir. Opera degli street artists Solomon Souza e Berel Hahn, queste 140 coloratissime persiane fanno da sfondo a un vero e proprio centro della movida: musica, tavoli e sedie come per incanto trasformano il mercato in un quartiere di vita notturna hypster.

A Tel Aviv, la città dove si va al mare tutto l'anno e l'età media degli abitanti è di 36 anni, si trova un museo diviso in tre poli, con collezioni che spaziano dal 16esimo al 21esimo secolo. Fondato nel 1932 dal primo sindaco di Tel Aviv, Meir Dizengoff, nella sua casa in Rothschild Boulevard, il museo ha cambiato volto negli anni, trasferendosi in tre differenti edifici: il padiglione di Helena Rubinstein per l'arte contemporanea, costruito nel cuore della città nel 1959 e che oggi funziona prevalentemente per le esposizioni temporanee, l'edificio principale, in Shaul Hamelech Boulevard, aperto nel 1971 e, adiacente ad esso, il padiglione intitolato a Herta e Paul Amir inaugurato nel 2011. Progettato dall'architetto americano Preston Scott Cohen, questo complesso grande come un quartiere, dalla modernissima architettura geometrica, è un punto di riferimento per l'arte a livello mondiale.
Gerusalemme, Museo d'Israele. Credits: Franco Borrelli 
E per concludere il viaggio alla scoperta degli artisti contemporanei una tappa obbligata è la casa-museo di Ilana Goor. Situata nella Città vecchia del quartiere di Jaffa, di fronte al mare, la struttura fu costruita nel 1742 come ristoro per i pellegrini e, dopo essere stata prima una fabbrica di saponi e poi una sinagoga, fu acquisita nel 1983 da Ileana Goor, poliedrica scultrice, che la trasformò nella sua casa atelier.

Mobili dalle ardite linee di bronzo, statue di marmo, installazioni murali e pitture compongono l'arredamento delle sale e del meraviglioso terrazzo, tra biblioteca, cucina e saloni. Per i più fortunati, poi, c'è la possibilità di incontrare l'artista, oggi ottantenne, per le stanze di quella che è ancora a tutti gli effetti la sua casa, perché Ileana Goor vive proprio qui, in simbiosi con i visitatori, le proprie opere e il mare.