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Castelli e Trabocchi. Abruzzo, ultima spiaggia a est

Trabocchi 
La splendida area compresa tra Ortona e Vasto è caratterizzata dai pontili pescherecci, la cui origine è tuttora incerta. Una meta ideale per gli amanti degli itinerari slow. Anche (o forse soprattutto) lontano dall'estate
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Nel romanzo Trionfo della morte, Gabriele D'Annunzio li definì “grandi macchine pescatorie composte da tronchi scortecciati, di assi e gomene, che biancheggiavano singolarmente, simili allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano”. Sono i Trabocchi,  antichi pontili in legno simili a giganteschi ragni protesi verso il mare, da secoli utilizzati lungo un tratto della costa abruzzese per la pesca. La loro origine è incerta. Secondo alcuni studiosi risalgano all’VIII sec. d.C., quando contadini-pastori, non esperti di mare, provarono ad  ntegrare la loro attività agricola pescando da queste palafitte protese verso l'Adriatico. Per altri furono introdotti nel Seicento da un gruppo di falegnami e funai ebrei cacciati dalla Spagna che, una volta raggiunto questo tratto di costa e  non sapendo andare per mare, inventò queste strane macchine che permettevano loro di pescare direttamente da riva. Oggi l…
Nel romanzo Trionfo della morte, Gabriele D'Annunzio li definì “grandi macchine pescatorie composte da tronchi scortecciati, di assi e gomene, che biancheggiavano singolarmente, simili allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano”. Sono i Trabocchi,  antichi pontili in legno simili a giganteschi ragni protesi verso il mare, da secoli utilizzati lungo un tratto della costa abruzzese per la pesca. La loro origine è incerta. Secondo alcuni studiosi risalgano all’VIII sec. d.C., quando contadini-pastori, non esperti di mare, provarono ad  ntegrare la loro attività agricola pescando da queste palafitte protese verso l'Adriatico. Per altri furono introdotti nel Seicento da un gruppo di falegnami e funai ebrei cacciati dalla Spagna che, una volta raggiunto questo tratto di costa e  non sapendo andare per mare, inventò queste strane macchine che permettevano loro di pescare direttamente da riva. Oggi la Costa dei Trabocchi abruzzese si estende  da Ortona a Vasto, sfiorando la vicina Puglia. Recentemente riscoperta dal turismo slow che ama il mare  fuori stagione, quando le spiagge ritornano deserte, ha visto la trasformazione di alcuni trabocchi in insoliti monumenti alla cultura marinara e rustici locali dove si può ancora assaporare il pesce freschissimo, appena pescato. Il viaggio inizia ad Ortona, piacevole città marinara situata su un promontorio a picco sul mare. Parzialmente distrutta durante la  la seconda guerra mondiale conserva ancora i resti del Castello Aragonese, costruito nel 1445; dell'imponente Cattedrale di San Tommaso e del cinquecentesco Palazzo Farnese, oggi sede della pinacoteca Cascella. Il seicentesco Palazzo Corvo ospita l'Enoteca Regionale d’Abruzzo, dove si degustano e acquistano i migliori vini della regione. Una ventina di chilometri più a sud, nel piccolo borgo marinaro di Vallevò, ecco il trabocco di Punta Tufano, che organizza visite guidate, attività di pesca, degustazione di prodotti locali e pranzi. 

Tra gli altri trabocchi recuperati quello di Punta Turchino, in una piccola sporgenza della costa a Portelle nei pressi di San Vito Chietino;  il Trabocco Valle Grotte  e il Trabocco Punta Cavalluccio, oggi trasformati in piacevoli ristoranti di pesce; il Trabocco Pesce Palombo,  nel territorio di Fossacesia in località la Fuggitelle, ricostruito una ventina di anni fa dopo che una  forte mareggiata lo aveva distrutto, e il vicino Trabocco Punta Rocciosa, con   più di cent'anni di vita, aperto per degustazioni di prodotti e piatti locali. In posizione dominante sullo  splendido Golfo di Venere si visita l'antica Abbazia di San Giovanni in Venere, un monastero del XII secolo sorto nel luogo dove tra il 529 e il 543 era stata costruita una prima chiesa cristiana, nell'area occupata da un tempio dedicato  alla dea Venere Conciliatrice. L'abbazia rappresenta uno dei monumenti religiosi più importanti d’Abruzzo.
Ortona. Castello Aragonese 
Proseguendo ancora verso sud si incontra la Riserva Naturale Regionale Lecceta Litoranea di Torino di Sangro, uno dei rari boschi litoranei sull’Adriatico dove vive e si riproduce la testuggine terrestre. Il viaggio lungo la bella Costa dei Trabocchi si può concludere a Vasto, l’antica Histon o Histonium, chiamata per la sua bellezza l'Atene degli Abruzzi. I monumenti del centro storico, dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore - dove è  conservata la sacra spina, ovvero un pezzo della corona di spine che cinse la testa di Gesù Cristo - al  cinquecentesco Palazzo D’Avalos, attuale sede del Museo Archeologico e della Pinacoteca,  testimoniano il glorioso passato della cittadina. Da visitare anche il Parco Archeologico delle Terme Romane, con gli eleganti mosaici di scene marine, e il seicentesco Palazzo della Penna, costruito, secondo la leggenda, in una sola notte da cento diavoli. E dove è situata oggi Punta Penna la leggenda vuole che una volta ci fosse la splendida città di Buca, misteriosamente sparita nel nulla: una vera e propria Atlantide abruzzese.