Tra templi massonici e chiese galleggianti: Londra come non l'avete mai vista
Partecipare alla riunione mensile dei "baffuti" più stravaganti d'Inghilterra, raccogliersi nel cimitero per cani di Hyde Park, assistere alla messa dei clown, visitare una galleria d’arte in una toilette delle donne o un vero e proprio tempio massonico, ammirare i funamboli in una vecchia centrale elettrica, pregare in una chiesa galleggiante, andare in barca a vela in un vecchio serbatoio d’acqua, scoprire la roccia da cui re Artù riuscì ad estrarre Excalibur, giocare nell’ultimo campo da bocce in erba della City. Ed ancora ammirare una sirena impagliata o un cuore di mucca, scoprire i bar e i ristoranti più insoliti. Di notte come di giorno, Londra rivela la sua eccentricità e i suoi segreti solo agli abitanti e ai visitatori che sanno uscire dai sentieri battuti. Ma per farlo è necessario sapere dove andare: ecco alcuni dei luoghi più inaspettati illustrati dalla guida "Londra insolita e segreta" di Rachel Howard e Bill Nash, nuova edizione (edita da Jonglez, disponibile anche in inglese e francese), volume che ha ricevuto il primo premio al Salone del Libro di Praga
Le barriere del Tamigi
Ad una dozzina di chilometri a valle del Tower Bridge si trova la diga del Tamigi, una serie di dieci porte mobili destinate a proteggere Londra in caso di piena del fiume. Le porte metalliche funzionano come alettoni o pinne poste in senso contrario alla corrente. Larga 520 metri, la diga consiste in una serie di porte semicilindriche fissate al letto del fiume, che ruotano verso monte. Una volta chiuse, le quattro porte più grandi sono alte come un edificio di cinque piani. La necessità di questa diga sembra sfuggire alla maggior parte dei londinesi che preferiscono non pensare alle implicazioni della sua costruzione. Nondimeno, a partire dal 1982 è stato necessario metterla in funzione decine di volte, ed è accertato che la frequenza è in crescita
I segreti di San Bartolomeo
A Londra quasi non rimangono resti dell’Alto Medioevo. La città bruciò completamente nel 1077, 1087, 1132, 1136, 1203, 1212, 1220 e 1227 e quasi tutto quello che rimase fu distrutto dalle fiamme del Grande Incendio del 1666. La chiesa di St. Bartholomew’s the Greater è uno dei rari monumenti sopravvissuti, anche se è stata bombardata da uno Zeppelin durante la prima guerra mondiale e nuovamente durante il Blitz nella seconda. Fondata nel 1123, architettonicamente l’edificio è un assemblaggio di stili disparati. L’esterno risale essenzialmente al XV e al XVI secolo. L’ingresso si trova sotto un frammento della facciata romanica occidentale, sormontata oggi da un edificio con la struttura in legno di epoca Tudor. All’interno la crociera del transetto e il coro sono romanici, come testimoniano gli archi a tutto sesto e le grandi colonne lavorate. Tra le curiosità, la tomba di Rahere, il buffone del re Enrico I Beauclerc, che fondò il priorato. Proprio di fronte si trova una graziosa piccola finestra in aggetto che dà su un oratorio, o una cappella semi-privata, riservato a un ricco priore di nome Bolton. Questa finestra è ornata del rebus di Bolton, un gioco di parole illustrato che rappresenta una freccia (bolt) che trafigge una botte (tun)
La più antica sinagoga d'Inghilterra
Aperta dal 1701, la bella sinagoga Bevis Marks fu fondata da ebrei sefarditi spagnoli e portoghesi in seguito all’aumento brusco del numero dei fedeli della piccola sinagoga di Creechurch Lane. Oliver Cromwell aveva appena permesso nuovamente agli ebrei di risiedere sul territorio inglese. Il governo aveva infatti seriamente bisogno dei capitali ebrei e, da accanito protestante, Cromwell credeva che la conversione degli ebrei al cristianesimo fosse indispensabile perché Cristo tornasse a regnare sulla terra. Questa piccola sinagoga è tanto più bella in quanto non ha subito cambiamenti dall’epoca della sua costruzione. La sinagoga ha anche una meravigliosa collezione di mobili, ancora in uso, del periodo di Cromwell e della regina Anna. Nell’intelaiatura in legno è incassata una trave proveniente da una nave reale che la congregazione aveva regalato alla regina Anna
Alla scoperta della più vecchia fonderia di campane
La fonderia di campane di Whitechapel (la più vecchia manifattura inglese, in attività senza interruzioni dal 1570) si trova sull’area di un’antica stazione di posta, The Old Artichoke, dal 1738. Per problemi di sicurezza e sanità (si lavora il metallo fuso) non è possibile visitare i locali quando la fonderia è in attività: le visite guidate hanno luogo solo alcuni sabati. Si può allora vedere la fonderia così come la lasciano gli operai il venerdì sera. Generalmente è il mastro fonditore che accompagna i visitatori, assicurando un’introduzione dettagliata ai misteri della fabbricazione delle campane. Una volta al mese, quando si fondono grosse campane (il resto del tempo si fabbricano solo campanelli e carillon), l’odore intensissimo del metallo incandescente si spande in tutto l’edificio. La fonderia di Whitechapel fuse nel 1858 la sua più grande e celebre campana, il Big Ben, di 13 tonnellate e mezzo
Nel regno delle star
Il Cinema Museum è una collezione di immagini e di oggetti che si trova in fondo ad un vicolo di Kennington, nell’antica casa di correzione di Lambeth, dove un ragazzino di 9 anni chiamato Charlie Chaplin e suo fratello Sidney furono "corretti" nel 1896. Oggi il luogo è pieno di proiettori manuali, manifesti Art Deco, programmi d’epoca, pile di riviste a partire dal 1911 e circa 5 chilometri di pellicola cinematografica. Si deve questa favolosa collezione a Ronald Grant, che ha accumulato più di un milione di immagini, locandine e fotografie, le più antiche risalenti al 1895, anno in cui i fratelli Lumière proiettarono le primissime "attualità" a Parigi. Vi è anche una macchina per i biglietti del 1917 che distribuiva gettoni metallici di forma diversa secondo le tariffe, in modo tale che le impiegate potessero sentire la differenza al buio. Queste usavano anche dei vaporizzatori di essenze floreali per "camuffare l’odore di sigaretta e di mille impermeabili bagnati il sabato sera”
Una vecchia centrale elettrica popolata di funamboli
Il Circus Space, l’unica istituzione in Gran Bretagna ad offrire un diploma universitario in studi circensi, ha eletto domicilio in un’antica centrale elettrica proprio vicino ad Hoxton Square, dove aspiranti equilibristi e trapezisti vengono da tutta Europa ad affinare il proprio talento. Anche i dilettanti audaci possono iscriversi ai corsi che si tengono la sera e durante i fine settimana. L’edificio, abbandonato negli anni Cinquanta, venne ripreso in mano nel 1994 da un gruppo di circensi che lo trasformarono in una palestra di prova. Grazie ai lavori di restauro, costati 1,2 milioni di sterline, gli studenti possono ora allenarsi sotto le alte volte delle stanze che ospitavano il generatore e il motore a combustione, in un ambiente in stile post- industriale
La pompa del colera
All’angolo di Broadwick Street e Poland Street si trova una pompa di metallo nero su uno zoccolo ottagonale. Una piccola targa informa i passanti che questa copia vi è stata collocata nel 1992. L’originale era certamente dall’altro lato della strada, davanti ad un pub chiamato John Snow, in omaggio al medico che scoprì le cause dell’epidemia di colera del 1854. Come scrisse Judith Summers nella sua Storia dei quartieri più pittoreschi di Londra (A History of London’s Most Colourful Neighborhood, Bloomsbury, Londra, 1989), "verso la metà del XIX secolo, Soho era un quartiere insalubre in cui si camminava negli escrementi tra stalle, mattatoi, antri lugubri impregnati di sporcizia con fogne sommarie e ripugnanti. Ma sotto i pavimenti di cantine piene da scoppiare si stendeva qualcosa di ancora più immondo: un immenso strato di escrementi provenienti da fosse nere vecchie quanto le case, gran parte delle quali mai pulite. Come una bomba, questo focolaio di infezione nascosto non aspettava che il momento di esplodere, il che avvenne durante l'estate del 1854". Solo nel settembre di quell’anno morirono di colera 500 abitanti di Soho. Il dottor John Snow (1813-1858), un anestesista che abitava a Soho Square, ne dedusse che la pompa dell’acqua di Broad Street (come era chiamata allora), certamente inquinata, era all’origine dell’epidemia. In un primo tempo le autorità non diedero retta alla sua teoria. Ma bastò che il dottor Snow strappasse di forza la manovella della pompa perché l’epidemia si arrestasse
Il Museo di odontologia
Questo piccolo museo di odontologia è un annesso della biblioteca dell’Associazione Dentisti della Gran Bretagna. Una delle conclusioni salienti che si ricava dalla visita è la nostra fortuna nel poter beneficiare delle cure dentarie attuali. È solo a partire dal 1921 che la professione di dentista fu regolamentata: prima di allora, ognuno poteva esercitarla. I vecchi trapani derivavano dal girabacchino da falegname e ne avevano la robustezza meccanica, come attesta la pubblicità per "l’attrezzatura da dentista (dental engine) di Mr Shaw, con la sua ampolla d’olio e le sue chiavi inglesi". Le protesi erano generalmente scolpite nelle zanne di tricheco o d’ippopotamo. La vetrina più spaventosa è sicuramente quella che contiene gli strumenti per l’estrazione: questi oggetti utilizzati per strappare i denti spesso li rompevano o a volte provocavano la frattura della mascella
E nel parco spuntò un dinosauro
I dinosauri in cemento a grandezza naturale di Sydenham Hill, opera dello scultore Benjamin Waterhouse Hawkins, sono una delle testimonianze più singolari dell'epoca vittoriana a Londra. Furono costruiti nel 1853, attorno ad uno stagno, nel parco del Crystal Palace. I dinosauri, concepiti per istruire il proletariato britannico, affermavano il darwinismo, indignando l'aristocrazia, l'alta borghesia e la Chiesa Anglicana. Lo studio dei dinosauri era agli inizi: il termine "dinosauro" venne in effetti coniato solo nel 1842 da Richard Owen, conservatore dell'Hunterian Museum, che funse da consulente ad Hawkins. Fino al 2003, i dinosauri furono in parte inghiottiti dalla vegetazione: passeggiando attorno allo stagno si vedevano spuntare all'improvviso dall'oscurità le teste di cemento. Da allora l'installazione è stata completamente restaurata, gli animali sono stati ridipinti rispettando il più possibile i colori originali e sono stati persino aggiunti al gruppo due nuovi pterodattili
Un'escursione anfibia sul Tamigi
Duck Tours propone un’escursione sul Tamigi a bordo di un veicolo anfibio chiamato DUKW (da cui l’analogia con l’inglese duck, anatra), ideato originariamente per lo sbarco delle truppe in Normandia il 6 giugno 1944. L’escursione inizia con il Parlamento, Whitehall e Piccadilly, prima di scendere verso Buckingham Palace per passare, lungo gli argini, davanti all’abbazia di Westminster e alla Tate Gallery. La Duck attraversa poi il Tamigi all’altezza di Vauxhall Bridge per dirigersi al centro del fiume, lungo la sede del servizio di sorveglianza del territorio, prima di risalire fino al cuore di Londra e tornare indietro. Una volta sulla terraferma, i passeggeri vengono rapidamente sbarcati davanti a Lambeth Palace. Un mezzo eccellente per visitare il centro di Londra
Un inaspettato giardino segreto
Nascosto all’interno della cinta di una chiesa in rovina e circondato da edifici, il giardino di St. Dunstan-in- the-East è molto apprezzato all'ora di colazione dagli impiegati degli uffici adiacenti. La vegetazione unita alle rovine evoca la raffinatezza delle "follie" gotiche di moda all’epoca vittoriana. Un’impressione accentuata dalla guglia della chiesa, uno degli esempi di architettura neo-gotica lasciati da Sir Christopher Wren, che la aggiunse all’edificio danneggiato dal Grande Incendio di Londra del 1666
La più antica chiesa cattolica inglese e una reliquia sinistra
Ely Place è una deliziosa strada chiusa, e qui si trova St. Ethelreda, la più antica chiesa cattolica inglese. Costruita nel 1250, è ciò che resta del palazzo episcopale di Ely, i cui 29 ettari di orti, vigne e prati si estendevano fino al Tamigi. All’interno di questa piccola chiesa gotica si trova, tra i martiri della riforma protestante, una sinistra reliquia della santa patrona St Ethelreda. Una parte della mano livida, che fu donata alla chiesa nel XIX secolo, è conservata in un reliquiario dorato a destra dell’altare. Scampata alla conquista normanna, la mano sfuggì alla persecuzione dei cattolici sulla tenuta del duca di Norfolk. Se desiderate vederla, saranno felici di mostrarvela
L'unica chiesa galleggiante di Londra
Ancorata al West India Quay, di fronte al museo dei Docklands, questa vecchia chiatta da trasporto è stata acquistata nel 2003 in Olanda da un’associazione di mercanti cristiani. Una volta rimessa a posto, ha attraversato il mare del Nord fino alla sua posizione attuale, uno degli ultimi angoli pittoreschi di un ambiente urbano condannato alla modernità. Dopo la sistemazione del quartiere nel 1991, il numero dei residenti di Canary Wharf era aumentato e le associazioni cristiane si resero conto che avrebbero potuto trovare nuovi adepti. Nata come semplice gruppo di studio della
Bibbia, la congregazione è diventata sempre più importante: si è insediata in un pub prima di riunirsi in una sala di preghiera ecumenica, per gettare poi l’ancora nel 2003 su questo molo. La chiatta è sistemata come un bar, con tavolini e caffè gratuito a volontà. Vi si celebra una messa all’ora di pranzo il mercoledì e il giovedì e alle 18 la domenica
Un museo degli interni domestici
Protetto dal frastuono da prati impeccabili dove giocano scoiattoli-acrobati, questo edificio del XVIII secolo era in origine un ospizio prima di essere trasformato in un museo dedicato agli interni domestici inglesi, di cui presenta i saloni delle classi medie dal 1600 al 1990. La particolarità del luogo sta in parte nella struttura stessa, tutta in lunghezza, dell’edificio. Il corridoio principale è fiancheggiato da una serie cronologica di sale, in ognuna delle quali è ricostituito lo stile di un’epoca nei minimi dettagli, dalle austere boiserie di quercia del periodo elisabettiano alle decorazioni floreali di quello vittoriano. Le altre gallerie del museo sono dedicate agli interni del XX secolo, dalle linee sensuali degli anni '30 al minimalismo dei loft degli anni '90. I giardini del museo Geffrye sono stati concepiti in funzione degli interni delle differenti epoche: il giardino a labirinto riproduce ad esempio i motivi a intarsio dell’armadio di quercia della sala elisabettiana
Un ex cinema grandioso
La grande hall nella quale oggi (purtroppo) si gioca a bingo è stata la prima sala cinematografica inglese (aperta al pubblico dal 1931) a essere classificata di prima categoria: il livello di conservazione più rigoroso che possa ottenere un edificio. Se l’esterno non ha nulla di particolare, l’interno al contrario fa pensare alla cattedrale di Chartres come l’avrebbe sicuramente concepita l’architetto Liberace. La sala fu commissionata da Sidney Bernstein, un russo esiliato, creatore del canale televisivo Granada, ed è opera di Fyodor Fyodorovich Kommisarzhevsky, arredatore e regista russo che fu brevemente sposato con l’attrice Peggy Ashcroft. Oltre alle dorature pesanti, il foyer è bordato di specchi gotici e di finte finestre, con scale in marmo circolari ai due lati. Tutto questo è molto sobrio se paragonato alla sala di spettacolo: sotto un soffitto a cassettoni, la scena è contornata da arcate da cattedrale, simboli araldici e lampadari di vetro, oggi in parte nascosti dagli schermi e dalle luci del bingo. Intorno alla sala, le volte sono dipinte in stile medievale. L’avvento della televisione fece rapidamente crollare il numero degli spettatori e il cinema chiuse le sue porte nel 1973. Le ha riaperte nel 1991 per accogliere gli attuali giocatori di bingo
I segreti delle stelle
Bisogna assolutamente prenotare un posto per assistere ad una delle "Evenings with the stars" organizzate dall’osservatorio di Greenwich: oltre alla splendida serata astronomica che trascorrerete, potrete eccezionalmente approfittare - il parco di Greenwich normalmente chiude al tramonto – della magnifica veduta notturna sulle torri di Canary Wharf o sul London Eye. Dopo una visione del cielo stellato in un planetario ultramoderno, i visitatori sono invitati a salire su una torre che termina con una cupola a bulbo. Questa prodezza astronomica dell’epoca vittoriana è oggi il settimo telescopio al mondo. Fu concepito da Sir Howard Grubb nel 1893 ed occorsero 8 anni per terminarlo. Pesa 1,4 tonnellate (102 chili il solo obiettivo). Il telescopio è inclinato parallelamente all’asse di rotazione della terra, in modo da poter seguire le stelle da oriente verso occidente facendo solo ruotare il supporto
Ieri santuario per cavalli, oggi oasi per artisti
Nascosto in fondo ad una stradina pavimentata l’Horse Hospital era, all’epoca della sua gloria durante il periodo vittoriano, un santuario per cavalli male in arnese. Oggi è un’oasi per artisti d’avanguardia. Dalla hall rosa fucsia, una rampa ripida dotata di lastre che impedivano ai cavalli di scivolare (attenzione, sono pericolose con i tacchi), conduce ad una sala che sa di chiuso e di tabacco freddo. Si tratta della cosiddetta "camera della cultura pop", dove un pubblico di personaggi originali e di ogni genere assiste agli eventi artistici più eclettici di Londra. È uno dei rari luoghi di Londra in cui si può facilmente iniziare a conversare con degli sconosciuti. Spesso tacciato di essere la "replica" dell’Istituto di arte contemporanea, l'Horse Hospital è stato fondato nel 1993 dal sarto Richard Burton, uno dei pionieri della moda punk insieme a Vivienne Westwood e Malcolm McLaren. Tredici anni dopo la sua apertura, l'Horse Hospital fece sensazione inaugurando la prima retrospettiva delle creazioni punk di Vivienne Westwood
Il museo Hunteriano
Il Royal College of Surgeons ospita oggi due musei: il Wellcome Museum (aperto solo ai praticanti e agli studenti) e l’Hunterian Museum, costituito dalla collezione di anatomia comparata e da esemplari patologici di un eminente chirurgo del XVIII secolo, John Hunter. Nel 1783 questo appassionato collezionista si trasferì in una grande dimora di Leicester Square, dove trasformò la sua collezione in un museo (la sua statua si trova ancora al centro della piazza). Notoriamente scontroso e aggressivo, divenne nondimeno il più grande chirurgo della sua epoca. Ma il successo non lo rese più saggio: nel 1793 morì per un attacco di cuore durante una lite. Nel 1799 il governo acquistò la sua collezione, che fu incorporata nel museo del Royal College of Surgeons. Alla fine del XIX secolo, il museo contava circa 65.000 esemplari, relativi sia all’anatomia che alla patologia, oltre che alla zoologia, alla paleontologia, all’archeologia e all’antropologia. Oggi il museo dispone non solo di denti, crani e scheletri, ma anche di inquietanti modelli pedagogici in cera, strumenti dentali e chirurgici storici, dipinti, disegni e sculture
Leighton House, un'ala del palazzo di Aladino a Londra
Numerose residenze private di Holland Park furono costruite dagli artisti che frequentavano questo quartiere alla fine del XIX secolo. Lord Frederic Leighton (1830-1896), presidente dell’Accademia Reale, faceva parte del famoso "circolo di Holland Park". L’esterno di questo palazzo ha un aspetto modesto, mentre all’interno tutto è stato concepito per produrre una viva impressione sui visitatori. Secondo Mary H. Krout, una scrittrice americana che si recò a Leighton House nel 1899 "si direbbe un’ala del palazzo di Aladino abbandonata a Londra da un genio gentile e poi dimenticata". La hall d’ingresso è rivestita di magnifiche piastrelle blu-verde e un pavone impagliato sta ai piedi della grande scala. A sinistra si trova la sala araba: preziose mattonelle islamiche, mosaici ed iscrizioni in arabo mettono in valore, al centro della sala, una fontana di marmo nero. Il resto della dimora è decorato in maniera altrettanto sontuosa: tappeti orientali e camini ornati di arabeschi. La sua ricca collezione comprende opere di Edward Burne-Jones, Albert Moore e George Frederic Watts, che abitava all’angolo della strada, in Melbury Road. Il grande atelier di Leighton è ornato di fregi che sembrano essere stati presi dal Partenone. Concerti di musica da camera sono organizzati dalla Società musicale di Kensington e di Chelsea, in presenza di personalità dell’élite londinese
Un gioiello poco noto
Fondata nel 1841 da Thomas Carlyle, la London Library (la biblioteca di Londra) è un gioiello poco conosciuto. Si trova in un palazzo costruito appositamente in una delle piazze più lussuose di Londra. L’ingresso stretto e ingannevole permette di accedere ad un labirinto di file di scaffali su più livelli; con le sue poltrone di cuoio screpolato e i suoi ritratti patinati, l’interno ha conservato il suo fascino originario, così come un sistema di classificazione eccentrico che risale all’epoca di Edoardo VII: i libri sono ordinati alfabeticamente per soggetto, in maniera tale che è possibile trovarsi davanti ad un’opera di tauromachia cercando un libro sull’arte del tatuaggio. La collezione conta più di un milione di libri e periodici che risalgono al XVI secolo. Una stanza contiene tutti i numeri del Times dal 1820 al 2000
Il più grande tempio induista fuori dall'India
Questo edificio spettacolare, che si trova a pochi metri dalla triste e sinistra North Circular (la circonvallazione che attraversa la periferia nord di Londra) è il più grande tempio induista al di fuori dei confini dell’India. Inaugurato nell’agosto 1995 da Sua Santità Pramukh Swami Maharaj, la sua costruzione ha richiesto l’uso di 5.000 tonnellate di roccia calcarea bulgara, marmo indiano e italiano, oltre a 26.300 pietre cesellate a mano in India da 1.526 artigiani specializzati, trasportate poi via mare a Londra e collocate in meno di tre anni. Il tempio è composto da sette shikhar (o pinnacoli), sei cupole, 193 colonne e 55 tipi di decorazioni del soffitto. Raffigurazioni di divinità e motivi decorativi che illustrano la fede induista ricoprono le pareti, i soffitti e le finestre. Il cuore del mandir, o tempio, è rappresentato dai murti, le immagini sacre delle divinità che vengono riverite come dei viventi
Un mulino in città
Come gran parte dei terreni comunali (common) di Londra, quelli di Wimbledon erano in origine destinati all’agricoltura. L’ultima testimonianza di quest’utilizzo è un mulino situato nell’angolo nord-orientale dell’area. Anche se i mulini ad acqua erano numerosi lungo il corso del fiume Wandle, la comunità locale volle produrre la propria farina. A questo fine, nel 1817, venne concessa a Charles March l’autorizzazione a costruire un mulino a vento "a condizione di fondare e dirigere quest’industria a beneficio del vicinato". I mugnai erano anche tenuti a sorvegliare gli appassionati di duelli, che solevano incrociare le loro spade sul terreno comunale. Il mulino venne chiuso nel 1864, quando il conte Spencer decise di far costruire la sua nuova dimora e di recintare Wimbledon Common per farne il suo giardino privato. Gli abitanti del quartiere si opposero al suo progetto, che fu sospeso grazie alla promulgazione di una legge, il Wimbledon" Putney Commons Act del 1871, che restituì il terreno comunale ai residenti. Il mulino venne adattato per poter accogliere sei famiglie. Lord Baden-Powell, il fondatore dello scoutismo, era uno dei residenti. Il mulino venne in seguito trasformato in un piccolo museo
Il grandioso murale di Cable street
La bella composizione di Cable Street, che ricorda a prima vista la pittura sociale del grande artista messicano Diego Rivera, commemora la "Battaglia di Cable Street" del 1936. Vestito con una giacca militare nera, pantaloni da cavallo grigi, stivali, un cappello nero con la visiera e una fascia rossa al braccio, il politico Oswald Mosley era alla testa di una spedizione punitiva della British Union of Fascists (BUF) nell’East End, quartiere nel quale era concentrata la comunità ebrea di Londra. La BUF era sicura della protezione della polizia ma un gran numero di antifascisti, ebrei,
irlandesi, socialisti e comunisti si recarono sul posto in segno di protesta. Furono elevate delle barricate, ma non vi furono veri e propri combattimenti, solo scambi di insulti. La BUF dovette comunque ritirarsi. Questa pittura murale, iniziata nel 1976, è opera di diversi artisti locali che la terminarono nel 1993. Nella scena, in alto a destra, un’elica in movimento fa eco ad altri turbinii: un uomo lancia in aria dei volantini, altri corrono verso le barricate, i cavalli si dimenano in uno spazio ristretto. Un personaggio in slip, molto somigliante a Hitler, è trascinato comicamente via dal vento, lontano dal centro dell’azione
Il Museo dell'Associazione britannica di ottica
Nel sottosuolo di un bella residenza privata del XVIII secolo, è stato creato nel 1901 il cupo ma meraviglioso museo dell’Associazione britannica di Ottica. Il museo conta più di 11.000 oggetti relativi alla storia dell’optometria, tra cui 2.000 paia di occhiali: a stringinaso, occhialini, monocoli, binocoli, lenti d’ingrandimento, occhiali da sub, binocoli da teatro muniti di uno scompartimento segreto per il tabacco da fiuto, occhiali da sole con lenti affumicate rosa, jealousy glasses con lenti nascoste sui lati, occhiali da parrucca che scorrono nei capelli posticci, insieme ad ogni tipo di astucci sofisticati. Altri modelli – come gli occhiali con i tergicristalli con una pila incorporata nella montatura, o un marchingegno a molla per catapultare le lenti a contatto nell’occhio – non hanno mai avuto successo. Neil Hadley, il conservatore del museo, accompagna di persona i visitatori per mostrare i pezzi più rari, come un amuleto dell’antico Egitto raffigurante l’Occhio di Horus, che permetteva ai morti di guardare nell’altro mondo
L'architettura della nuova Londra
New London Architecture (NLA) ha come scopo di promuovere il progresso della sistemazione urbana e di presentare le ultime innovazioni in campo architettonico. Spaziose e ingegnose, le sale di esposizione sono raramente piene, anche se si trovano a due passi da Tottenham Court Road. Il loro punto forte è un modello monumentale del centro di Londra a scala 1/500, che permette di misurare bene lo spazio e le distanze tra i principali monumenti, mettendo in evidenza le ultime realizzazioni. Progetti di edifici d’avanguardia, molti dei quali nella periferia – asili circondati dal verde o edifici per uffici il cui tetto nasconde turbine eoliche destinate ad economizzare energia – sono esposti temporaneamente intorno al modello. L’NLA organizza ogni martedì incontri sulle opportunità e le sfide del restauro urbano, che si tratti di grattacieli o di piste ciclabili, della gestione dei rifiuti o di alloggi sociali. A disposizione anche un’eccellente libreria specializzata in architettura e una biblioteca
Uno scarabocchio di metallo tra i tetti
L’ampliamento del dipartimento di arti plastiche del Goldsmith College è un edificio di sette piani rivestito in metallo con finestre che paiono essere state perfettamente ritagliate nel materiale e che permettono agli artisti di approfittare dell’aria e della luce del giorno. L’architetto Will Alsop ne ha fatto uno dei punti di riferimento di New Cross, ricoprendo il tetto con uno scarabocchio gigantesco di metallo costituito da 72 volute e pesante più di 25 tonnellate. Sul lato sud la scala di sicurezza, una gabbia indipendente di acciaio prefabbricata, non è meno spettacolare. Sulla facciata dell’edificio gli atelier sono vetrati a tutta altezza e i passanti possono spiare gli artisti in erba al lavoro. Di notte l’edificio è illuminato da una luce industriale che forma curiose zone d’ombra e di luce sulla superficie metallica
Un albero di semafori
Fin dall’uscita della metropolitana di Canary Wharf si potranno distinguere all’orizzonte delle luci verdi, rosse e arancioni che scintillano nel mare d’acciaio delle facciate di vetro. In mezzo ad una rotatoria, all’incrocio di Heron Quay Bank, Marsch Wall e Westferry Road, si erge una struttura alta 80 metri dove si aggrovigliano ben 75 semafori che lampeggiano in maniera casuale. È un artista francese, Pierre Vivant, ad aver installato nel 1998 questa struttura, sostituendola a tre platani che il traffico aveva finito per soffocare. Simile ad un albero, la scultura è un intrico di rami dalle luci lampeggianti. Secondo l’artista, "il disegno in movimento creato dalle luci riflette il ritmo incessante delle attività domestiche, commerciali e finanziarie dei dintorni". Un dispositivo che può far innervosire gli automobilisti, ma per i pedoni che si fermano ad osservarlo il gioco ritmico delle luci è quasi rilassante rispetto all’agitazione che regna nella zona
La visionaria Dennis Severs House
Con la sua lanterna accesa e le silhouette che si stagliano nella cornice delle sue persiane, la casa al n° 18 si distingue in modo singolare dalla frenetica attività commerciale della vicina Bishopsgate. Quando alla fine degli anni 1970 l’artista canadese Dennis Severs acquistò questa casa di dieci stanze, Spitalfields era un quartiere povero. Per ricostituire nella casa un autentico ambiente del XVIII secolo, Severs iniziò a riempirla di ritratti anonimi e di cianfrusaglie recuperate al mercato delle pulci. Armato di una candela e di un catino dormiva in ogni stanza, immaginando la vita degli abitanti che lo avevano preceduto e cercando di impregnarsi della loro energia. Poco a poco questi compagni immaginari presero forma in una famiglia di filatori di seta, i Jervis, le cui vite di fantasia diedero origine ad una messa in scena minuziosa che ancora oggi i visitatori possono apprezzare. Severs morì nel 1999, ma è sempre possibile tuffarsi nel suo mondo decadente e fantastico. Ogni stanza è stata sistemata per evocare momenti del quotidiano delle generazioni successive dei Jervis tra il 1724 e il 1914. Tutto questo in un sovraccarico visivo al quale si aggiungono l’odore dei biscotti allo zenzero e del vino alle spezie, così come il rumore degli zoccoli, il suono delle campane e i frammenti di una conversazione appena mormorata. L’effetto è volutamente teatrale
Incredibili sculture sul fiume
Oltre a finanziare l’ormai famoso Millennium Dome, il governo ha sbloccato dei fondi per incoraggiare gli artisti a sviluppare progetti di arte urbana nel quartiere. Due tra i migliori risultati si trovano sul Tamigi e si possono contemplare dal Thames Path (questo sentiero è più facilmente accessibile da Greenwich, con un breve percorso a piedi tra costruzioni industriali in stato di abbandono). Slice of reality (fetta di realtà) è un’opera di Richard Wilson, uno scultore con una predilezione per i materiali industriali. Si tratta della sezione trasversale di una draga di 600 tonnellate e 20 metri di altezza ancorata nel letto del fiume. Con la bassa marea sembra che la scultura possa capovolgersi, perché poggia su una piccola base. Una memoria straordinaria del passato marittimo di Londra. La seconda scultura, Quantum Cloud, (Nuvola quantica), è opera di Anthony Gormley, oggi il più famoso creatore inglese di arte urbana. A prima vista si potrebbe credere che quest’opera monumentale (30 metri di lunghezza) rappresenti una nuvola formata da migliaia di pezzi cavi d’acciaio. Ma fissando lo sguardo sul centro della nuvola si comincia a distinguere il contorno di una figura umana. Il fiume, come sfondo, è scelto a puntino: il grido dei gabbiani risuona nella scultura, animata da questi echi e dai riflessi e dalle ombre del Tamigi
Le stanze segrete di Somerset House
Ogni due settimane, delle visite guidate svelano i tesori storici e le stanze segrete di Somerset House. Non resta molto dell’edificio originario, costruito nel 1547 da Edward Seymour, duca di Somerset. Successivamente, Giorgio III incaricò William Chambers di spianare il terreno in riva al fiume per costruirvi un edificio in stile palladiano destinato al governo e a società erudite. La Navy Board, il Ministero della Marina, fu il primo inquilino di Somerset House e vi restò 90 anni. Ne è testimonianza una ricca collezione di opere d’arte nautica e curiosità architettoniche come la scala di Nelson, la cui struttura a sbalzo ricorda la prua di una nave. La passeggiata lungo il ruscello che circonda Somerset House fa capire perché il luogo sia stato utilizzato come scenario per film come Jack lo Squartatore. L'edificio più spaventoso è la Casa dei Morti (Dead House), una cripta umida e abbandonata nella quale sono incastrate nei muri cinque pietre tombali. Una delle lapidi commemora Father Hyacinth "who died 169". Si ignora perché questi personaggi riposino in questa cripta. Alcuni affermano che si tratta di cattolici che lavoravano per la regina Enrichetta Maria di Francia, moglie di Carlo I d’Inghilterra. Nel 1630 domandò a Inigo Jones di costruire in questo luogo una cappella cattolica, a quell’epoca l’unica in terra inglese. La regina fece anche costruire un piccolo cimitero cattolico. Queste cinque tombe sono apparentemente ciò che ne resta
L'atelier nei vagoni della metropolitana
Alcuni creatori, architetti e cineasti si dividono quattro vagoni della Jubilee Line sfuggiti allo sfascio, che sono stati trasformati in locali a prezzi abbordabili per imprese di giovani creativi. "Avevo bisogno di un atelier, ma non ne avevo i mezzi, allora ho pensato di costruirmene", afferma tranquillamente Auro Foxcroft, un creatore di mobili al quale sono stati necessari quattro anni per soddisfare il suo desiderio. Dopo aver persuaso la società della metropolitana londinese a vendergli quattro vagoni fuori uso al prezzo di £500 ciascuno, ha passato due anni a cercare un luogo nel quale metterli. Il consiglio municipale ha finito per concedergli il permesso di issare i suoi vagoni su un viadotto di Shoreditch, a condizione che Foxcroft rinnovasse il sottostante magazzino abbandonato. Così questa specie di caverna con le volte di mattoni forate dai lucernari si è trasformata in un villaggio sotterraneo (Village Underground), una vetrina eccezionale per nuovi talenti. Si accede ai quattro vagoni con una vertiginosa scala a chiocciola su un lato dell’edificio. Foxcroft e l’architetto Nicholas Laurent hanno rinnovato i vagoni con accessori non dannosi per l’ambiente: vernici biodegradabili, materiali di recupero e pannelli solari
Un Museo unico
Nascosto nel cuore del campus labirintico del Collegio universitario di Londra (University College London), questo museo di storia naturale è uno dei più antichi e particolari della Gran Bretagna. Questa collezione disparata ricorda insieme la soffitta di un incallito collezionista vittoriano, o l’atelier di Damien Hirst. Le vetrine sono piene di scheletri di scimmie, rospi in conserva, boccali di lombrichi e crani di elefanti. Il museo dispone di circa 62.000 esemplari; particolarmente impressionanti lo scheletro a spirale di un anaconda di 250 kg, la testa tagliata in due di un wallaby che galleggia nella formalina e il cuore di un elefante. Vi sono anche specie sconosciute, come il pesce-palla a tre denti, e specie scomparse, come il quagga, una specie di zebra, o anche una scatola con ossa di dodo. E se non siete convinti che gli uccelli discendano dai dinosauri, l’impronta del primo uccello conosciuto, l’archeopterix, ve ne darà la prova. Il museo fu creato nel 1827 da Robert Grant, un pioniere della teoria dell’evoluzione e il primo professore di zoologia e di anatomia comparata d’Inghilterra