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Merida. L'anno della perla dello Yucatan

La città messicana è stata scelta come Capitale americana della cultura per il 2017. Lonely Planet l'ha scelta nella sua top 10. Un affascinante blend di cultura maya e coloniale: scopriamone le attrattive
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Il 2017 sarà l'anno di Merida. La città più grande dello stato messicano dello Yucatan è stata infatti nominata Capitale Americana della Cultura 2017  e si è aggiudicata il 4° posto nella classifica delle città da non perdere il prossimo anno secondo Lonely Planet.

Sette i tesori del suo patrimonio culturale indicati da una recente consultazione tra i suoi abitanti.  In testa alla classifica c'è la Cattedrale inaugurata nel 1598 e dedicata a  San Ildefonso, la più antica di tutto il continente, al cui interno viene celebrata l’unione tra la cultura maya e quella spagnola. Segue la Casa de Montejo, edificio costruito tra il 1542  e il 1549 dai conquistadores e conservatasi quasi intatta nel tempo. Assolutamente da vedere, secondo gli abitanti di Merida, anche El Paseo de Montejo, la strada più importante della città, lunga più di 5 chilometri e ispirata ai boulevard francesi. Lungo il cammino si incontra l'imponente Monumento a la Patria, un esempio di architettura neoindigenista o neomaya inaugurato nel 1956, dove viene presentata la storia del Messico dalla fondazione di Tenochtitlán agli anni Cinquanta del secolo scorso. Sulla sua terrazza si trova il bar Cubaro che serve  gustosi cocktail Margarita.  Tra i tesori culturali troviamo anche la Zona Archeologica di Dzibilchaltún, con il tempio delle  Siete Muñecas ( Sette Bambole), costruito in modo che,  durante l'equinozio di primavera, la luce del sole entri da una finestra ed esca dall'altra. Vengono poi il Teatro José Peón Contreras, costruito agli inizi del Novecento e ritenuto uno dei più importanti del Messico, e le numerose Haciendas, eleganti fattorie del XIX secolo ancora presenti all'interno della città. Tra le più belle, in parte restaurate e utilizzate come musei, alberghi o spazi per eventi, le haciendas  Xcanatún, Misné, San Antonio Cucul, San Antonio Kaua, San Ildefonso Teya, Santa Cruz, San Antonio Tahdzibichén, Chichí Suárez e Petcanché. Assolutamente da non perdere, anche se non appartenente ai sette tesori indicati dagli abitanti di Merida, il Gran Museo del Mundo Maya, che raccoglie oltre mille oggetti e reperti archeologici appartenenti alla civiltà Maya. Il Museo de la Ciudad, ospitato dall'ex Palazzo della Posta edificato nel 1908, illustra invece la storia di Merida, dalla sua fondazione ai giorni nostri. La Plaza Grande è il cuore pulsante della città, simbolo del centro storico più grande di tutto il Messico, dopo quello della capitale. Qui si trova il Palacio de Gobierno, costruito alla fine dell'Ottocento e testimone della turbolenta storia del Messico agli inizi del Novecento.
Merida è famosa anche per la sua cucina, che  si distingue leggermente da quella tradizionale messicana perché influenzata dalla cultura indigena locale e dai sapori dei Caraibi. Da provare in locali come La Chaya Maya, noto per la sopa de lima (zuppa di lime), il recado negro (tacchino stufato) e il manjar blanco (un dessert a base di crema di cocco).  Il mezcal migliore della città va invece degustato alla Fundación Mezcalería, un curioso ritrovo di ciclisti in stile retrò.