Tra sci, fondo e freeride. Val d'Aosta, montagna dura e pura
di MARCO BERCHI
Cogne, sci di Fondo (Paolo Rey)
A dispetto del glamour di località come Courmayeur, la Vallée rimane destinazione ideale per chi ama l'inverno, i suoi sport e la natura. Tra attrattive classiche e nuove, la nostra guida per il 2017
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
Montagna vera. Tante località dicono di esserlo, poche lo sono realmente. Anche per merito — o per colpa — di un fattore oggettivo e quindi indiscutibile: la quota. Cui si accompagnano orografia e austerità del paesaggio. Di essere montagna vera può quindi fregiarsi la Valle d’Aosta, a dispetto dei timidi 580 m. di altitudine del suo capoluogo e grazie alla cerchia di Quattromila che la contorna e che la rende pressoché unica nel novero delle destinazioni turistiche montane di facile accesso.
Sulle montagne vere succedono cose che spezzano la routine dei selfie. Succedono inconvenienti come un vento fortissimo che causa il blocco di una telecabina; e succede di vedere all’opera i migliori soccorritori alpini del pianeta che in diretta mondiale compiono un’operazione da manuale. Ma, inconvenienti a parte, di luoghi da emozioni invernali forti la Valle e le sue valli sono assai ricche. Ecco un rapido giro d’orizzonte, in s…
Montagna vera. Tante località dicono di esserlo, poche lo sono realmente. Anche per merito — o per colpa — di un fattore oggettivo e quindi indiscutibile: la quota. Cui si accompagnano orografia e austerità del paesaggio. Di essere montagna vera può quindi fregiarsi la Valle d’Aosta, a dispetto dei timidi 580 m. di altitudine del suo capoluogo e grazie alla cerchia di Quattromila che la contorna e che la rende pressoché unica nel novero delle destinazioni turistiche montane di facile accesso.
Sulle montagne vere succedono cose che spezzano la routine dei selfie. Succedono inconvenienti come un vento fortissimo che causa il blocco di una telecabina; e succede di vedere all’opera i migliori soccorritori alpini del pianeta che in diretta mondiale compiono un’operazione da manuale. Ma, inconvenienti a parte, di luoghi da emozioni invernali forti la Valle e le sue valli sono assai ricche. Ecco un rapido giro d’orizzonte, in senso antiorario.
GRESSONEY
Lo sanno solo i veri appassionati: qui c’è una delle piste nere più belle e più tecniche delle Alpi. È intitolata a Leonardo David, il campione azzurro gressonaro scomparso nell’85 dopo un drammatico incidente in competizione, e si snoda su pendii del Weissmatten. Un nome che a sua volta segnala l’antica cultura walser, che questa vallata condivide con le altre che circondano a raggiera il massiccio del Rosa. Da Gressoney la Trinité si raggiungono sci ai piedi e con lo skipass Monterosa Ski la contigua vallata di Ayas e gli impianti piemontesi di Alagna Valsesia.
CERVINIA
La perla della Vallée per qualità e quantità di domaine skiable, per uno sci di alta quota che spazia sino a Zermatt. Una vera e propria esperienza sciistica è la discesa “Reine blanche”: con lo skipass internazionale si sconfina in Svizzera e si prende la funivia del Piccolo Cervino (3883 m.); da qui si percorrono ben 22 km di ininterrotta discesa sino a Valtournenche (1524 m.). Più breve (11 km.) ma con panorami fantastici la pista del ghiacciaio del Ventina, dal Plateau Rosa a Cervinia.
GRAN SAN BERNARDO
Piccolo, soleggiato, a misura di famiglie, il comprensorio di Crevacol è sopra il villaggio di Saint Rhémy en Bosses, patria di un sorprendente prosciutto crudo di montagna dop. Siamo a poca distanza dal colle del Gran San Bernardo e dal tunnel omonimo che conduce in Svizzera, aperto tutto l’anno. Il valico stradale, invece, è chiuso nei mesi invernali ma i canonici agostiniani, che vivono nell’Ospizio fondato sul colle a 2500 metri da Bernardo da Mentone nel 1050, sono lassù dodici mesi all’anno e anche in inverno la loro comunità accoglie i viandanti. Che oggi sono escursionisti attrezzati ed esperti che con pelli di foca o racchette da neve impiegano circa due ore e mezza salendo al valico dal lato svizzero. Li attende un’esperienza davvero unica, tra i silenzi innevati di un luogo che ha visto passare, anche con Napoleone, la storia europea.
COURMAYEUR
Nella località più glamour della Vallée, tre scelte agli antipodi l’una dall’altra. Salire con la nuova funivia Skyway sino a Punta Helbronner per entrare nel regno di sua maestà il Monte Bianco e inebriarsi di panorami glaciali dai 3466 m. della fantastica terrazza panoramica. Oppure calzare gli sci stretti e avventurarsi lungo le magnifiche piste da fondo della Val Ferret, in un’ambiente tra i più belli e suggestivi delle Alpi. Infine — terza scelta ma solo per esperti freerider — puntare alle discese “face au Mont Blanc”: i nomi di Youla, Arp e Dolonne sono diventati negli ultimi anni famosi in tutto il mondo. Basta invece essere buoni sciatori ma bisogna attendere la primavera e assoldare una guida alpina per un’altra esperienza indimenticabile: la discesa della Vallée Blanche, in fuoripista da Punta Helbronner sino a Chamonix. Freeride, Vallée Blanche (Enrico Romanzi) LA THUILE
Quasi nascosta, riservata, silenziosa. La Thuile (www.lathuile.it) è un vero villaggio di montagna ed è anche l’unica località valdostana, con Cervinia, a dare accesso a un comprensorio sciistico internazionale grazie all’Espace San Bernardo, collegamento con la francese La Rosière. La Thuile è anche sede dell’unica tappa valdostana della Coppa del Mondo di sci: sulla pista Franco Berthod, disegnata dal campione svizzero Bernhard Russi, si svolgono gare femminili di velocità.
RHEMES
Se cercate silenzio, tranquillità e quel piacevole senso di isolamento che la montagna invernale sa dare, la Val di Rhèmes è il posto ideale. Una sola seggiovia e quattro tappeti da principianti (ma ben due piste nere) permettono di calzare gli sci ma qui la vera attrattiva sono gli scenari… da Alaska, con la muraglia della Granta Parei che domina lo sfondo della valle. Fondo, racchette e famosi itinerari scialpinistici completano l’offerta.
COGNE
Le due seggiovie e la telecabina pare che chiedano scusa di esistere. A Cogne infatti si fanno discese ma qui il re è il fondo e il suo regno sono i Prati di Sant’Orso, immenso spazio verde preservato dagli edifici del paese che pure lo costeggiano su un lato. Siamo nel cuore del Parco del Gran Paradiso e Cogne ha la caratteristica di riuscire ad abbinare la migliore hotellerie dell’intera Valle d’Aosta con la wilderness che, ad esempio, ha permesso nei mesi scorsi a una coppia di gipeti di nidificare e dare alla luce un piccolo a pochissimi km. di distanza in linea d’aria dal capoluogo. Il centro visite del Parco a Cogne (e quelli di Rhèmes e Valsavarenche) sono aperti con orari variabili sino all’8 gennaio.
PILA
Dall’autostrada alle piste. È uno dei must di Pila, la stazione-balconata raggiungibile in cabinovia direttamente da Aosta. Quello di Pila è forse il comprensorio valdostano più completo, con soluzioni che spaziano dalle famiglie alle esigenze dei più scatenati freestyler. La perfetta esposizione garantisce giornate soleggiate e i Quattromila, pur distanti, ci sono e si vedono perfettamente. Un consiglio? La pista 1 “Chamolé”, appartata, poco frequentata, con lunghi tratti fra alte conifere e con scorci a picco su Aosta e il fondovalle.