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Parigi. La Biblioteca Richelieu si rinnova. E si lascia scoprire

(afp)
Lo storico sito che dai tempi del Re Sole ospita due milioni tra volumi e documenti riapre dopo 7 anni di lavori. Nuovi spazi aperti al pubblico e un "porte aperte" nel secondo weekend di gennaio per farsi conoscere. E dal 2020 anche un museo per ammirare le opere di pregio dell'immensa collezione
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Riapre dopo sette anni il Sito Richelieu della Biblioteca Nazionale di Francia. Uno scrigno seicentesco che ospiterà le cosiddette collezioni specializzate della stessa BNF (manoscritti, stampe, fotografie, arti visive, monete, medaglie, antichità e spartiti musicali), oltre naturalmente a 1,7 milioni di documenti dell'Istituto nazionale della storia e dell'Arte e ai 150 mila volumi della Ecole Nationale des Chartes, l'istituto scolastico superiore francese che forma proprio i dirigenti del sistema bibliotecario statale. Torna ma soprattutto si lascia consultare meglio dal pubblico, che ne potrà fruire come mai era accaduto in passato.

Il rinnovamento è un'operazione da 232 milioni di euro (finanziato all'80 per cento dal ministero della Cultura, al 2 dal dicastero dell'Educazione, con un contributo di oltre 20 milion della stessa Biblioteca nazionale. Un'opera di cui la première di ieri sera costituisce solamente la prima tappa, che consta di un ampliamento della struttura e sarà completato entro il 2020. Situata nel secondo arrondissement, tra il Louvre, l'Opera e les Halles, collocata in parte dell'Hotel Tubeuf, un edificio del 1635, la Richelieu-Louvois è la culla del materiale storico della BNF. E' il risultato del progetto di biblioteca reale che Jean-Baptiste Colbert sognava di creare in onore del Re Sole, che il politico mise su carta 30 anni dopo. A quell'epoca, Colbert spostò la biblioteca dei depositi legali dal castello di Blois al quadrilatero appunto composto dal Palais Mazarin, dal Tubeuf stesso, dalla Galleria Mansart e da altri due edifici, facendo anche trasferire le collezioni reali che non avevano potuto trovare spazio al Louvre.

I lavori si protrassero nei decenni e nei secoli, per subire una nuova accelerazione tra la seconda metà dell'Ottocento e i Trenta del secolo seguente. Fu allora che vennero chiamati prima Henri Labrouste, che progettò un magazzino centrale delle stampe; poi Jean-Lous Pascal e Alfred Recoura, che costruirono una nuova sala di lavoro, la Salle Ovale.

Restauri, rinnovamenti e modifiche hanno interessato proprio la Sala Labrouste e il suo magazzino, che ritrova l'antico splendore fino a diventare la sede della collezione dell'Istituto Nazionale di Storia dell'Arte. Ma soprattutto, per la prima volta, offre 400 postazioni di lettura diventando di fatto pubblico. La Rotonda delle arti e dello spettacolo apre a sua volta al pubblico, per mostrare la storica Galleria creata da Auguste Rondel nell'Ottocento, sede appunto della collezione storica a tema. Tra le novità, si segnalano la galleria di vetro creata dall'architetto parigino Bruno Gaudin, sovrasta la corte d'onore dell'edificio. Infinea biblioteca di studi e ricerche, dove si potrà avere accesso alle collezioni dell'Ecole Nationale del Chartes, occupa una parte dei Magasins Labrouste e le due ex rotonde dedicate alle medaglie e alle opere ricevute in donazione.
(ansa)
Nel 2020 il sito aprirà anche un museo, che presenterà una selezione di pezzi emblematici dei tesori della collezione, mentre anche la Salle Ovale diverrà un luogo ad accesso pubblico.

Durante la cerimonia di inaugurazione, il presidente François Hollande ha sottolineato "la fine della prima fase di un immenso cantiere, che permette alla Biblioteca nazionale di Francia, alla Ecole Nationale des Chartes e all'Istituto nazionale di storia dell'arte di trovare una cornice eccezionale ove svolgere le proprie attività". Ma soprattutto, ha auspicato il proposito che tutto questo costituisca "un eccezionale compattamento di risorse, capace di creare un polo scientifico unico, consacrato alla ricerca storica".

Il primo assaggio della nuova Biblioteca Richelieu lo si potrà avere tra il 13 e il 15 gennaio prossimi, con una sorta di weekend porte aperte a ingresso libero.