Calabria, un itinerario a caccia di antichità
di GIUSEPPE ORTOLANOSono innumerevoli e di grande pregio i siti archeologici della regione del Sud. Dal parco di Sibari, che custodisce i resti di 3 città antiche, a quello di Capo Colonna, da Scolacium a Bova Marina
Quante storie hanno da raccontare i parchi e i musei archeologici della Calabria. Ancora poco valorizzati affascinano i rari turisti con il loro patrimonio storico e artistico, frutto del contributo dei diversi popoli che si affacciano sul Mediterraneo e che, in epoche diverse, sono approdati sulle coste della regione. Il viaggio può iniziare dal Parco Archeologico di Sibari, che custodisce i resti stratificati di ben tre città antiche: la Sybaris arcaica, Thourioi ricostruita dagli ateniesi nel V secolo a.C e la romana Copia.
Gli scavi hanno fino ad ora messo alla luce soprattutto i resti della città romana e in particolare un edificio termale, una torre circolare per la riparazione delle imbarcazioni, il teatro, una grande villa urbana e una domus con pavimenti a mosaico. Il vicino Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide accoglie i reperti trovati durante gli scavi nella zona di Sibari, incluso lo splendido Toro Cozzante di Thourioi, bro…
Gli scavi hanno fino ad ora messo alla luce soprattutto i resti della città romana e in particolare un edificio termale, una torre circolare per la riparazione delle imbarcazioni, il teatro, una grande villa urbana e una domus con pavimenti a mosaico. Il vicino Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide accoglie i reperti trovati durante gli scavi nella zona di Sibari, incluso lo splendido Toro Cozzante di Thourioi, bro…
Quante storie hanno da raccontare i parchi e i musei archeologici della Calabria. Ancora poco valorizzati affascinano i rari turisti con il loro patrimonio storico e artistico, frutto del contributo dei diversi popoli che si affacciano sul Mediterraneo e che, in epoche diverse, sono approdati sulle coste della regione. Il viaggio può iniziare dal Parco Archeologico di Sibari, che custodisce i resti stratificati di ben tre città antiche: la Sybaris arcaica, Thourioi ricostruita dagli ateniesi nel V secolo a.C e la romana Copia.
Gli scavi hanno fino ad ora messo alla luce soprattutto i resti della città romana e in particolare un edificio termale, una torre circolare per la riparazione delle imbarcazioni, il teatro, una grande villa urbana e una domus con pavimenti a mosaico. Il vicino Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide accoglie i reperti trovati durante gli scavi nella zona di Sibari, incluso lo splendido Toro Cozzante di Thourioi, bronzo del V secolo a.C. A una decina di chilometri da Crotone, la città fondata secondo la leggenda da Ercole, si incontra il Parco Archeologico di Capo Colonna con i resti del grande Heraion Lakinion, una delle aree sacre più importanti dell'intero bacino del Mediterraneo. Sullo splendido promontorio proteso verso il mare sorgeva il maestoso santuario dedicato alla dea Hera Lacinia, del quale si ammira ancora la famosa colonna dorica che dà il nome alla zona. Di fianco il tempio sono state individuate le fondamenta di un grande edificio mentre nell'area esterna al santuario si trovano gli alloggi dei sacerdoti, un impianto termale di epoca romana e a una villa del III secolo d.C. Il Museo Archeologico situato all'ingresso del Parco illustra l'area e raccoglie i reperti rinvenuti nell'area di scavo antistante.
Una sessantina di chilometri più a sud ecco il Parco Archeologico di Scolacium che custodisce i resti della città greca di Scyllaceum, che la leggenda vuole fondata da Ulisse. Diventata romana dopo la guerra con Annibale conserva, tra gli ulivi secolari, il foro, con una particolare pavimentazione che non ha eguali in tutto il mondo romano; la curia; il cesareum (luogo dedicato al culto imperiale); il capitolium e il teatro da 3.500 posti adagiato, alla maniera greca, su una collina naturale da dove si vede il mare. Proseguendo verso sud si arriva a Monasterace Marina, dove si trovano i resti dell'antica Kaulon, fiorente colonia della Magna Grecia che pare sia stata la prima città al mondo a coniare monete in argento.
Dell'antico centro abitato affacciato sul mare, che la leggenda vuole fondato da Kaulon, eroe della guerra di Troia, si ammirano i resti del tempio dorico datato 420 a.C., di un grande altare e di alcune abitazioni civili, tra le quali la cosiddetta Casa del drago dotata di uno splendido mosaico colorato figurato con mostro marino ora esposto al Museo Archeologico di Reggio Calabria (il sito forse più popolare della regione, anche per la fama dei Bronzi di Riace che ospita). A una manciata di chilometri dal centro abitato di Locri si visita il Parco Archeologico di Locri Epizefiri con testimonianze dell'età del bronzo e del ferro e resti di epoca greca e romana. Da visitare il Museo Nazionale dedicato alla vita del centro coloniale magno-greco. Il Parco Archeologico San Pasquale di Bova Marina, chiamato anche Parco Archeoderi, è un'insolita e importante testimonianza della convivenza tra culture diverse nel passato. Gli scavi hanno infatti riportato alla luce i resti di una sinagoga ebraica di epoca tardo imperiale (IV- VI Secolo d.c. ).
Il viaggio nella Calabria dei beni culturali può, infine, proseguire andando alla scoperta di testimonianze di epoche più recenti, come la Cattolica di Stilo, bellissima chiesetta bizantina del secolo IX a pianta quadrata con cinque cupole al cui interno si ammirano quattro colonne provenienti dal Tempio di Kaulon. Da non perdere anche la nota fortezza di Le Castella a Isola capo Rizzuto, diventata famosa grazie al film Brancaleone alle Crociate. Uno dei simboli della Calabria turistica le cui origini risalgono ad Annibale, che pare qui si fosse fatto costruire una torre. Sulla spiaggia si ammira un busto bronzeo dedicato a Giovanni Dionigi Galeni Occhiali detto Ucciali, nato a Le Castella e diventato uno dei più prestigiosi ammiragli della flotta turca, corsaro e pascià di Tripoli e Tunisi, salvatosi della sconfitta di Lepanto. Prima di lasciare la Calabria è quasi d'obbligo un'ultima sosta alla Galleria di Palazzo Arnone di Cosenza che ospita testimonianze pittoriche di vari periodi tra i quali dipinti sei-settecenteschi di scuola napoletana e pittori, anche calabresi, che frequentavano la corte borbonica mantenendo rapporti con ambienti culturali di respiro europeo.
Gli scavi hanno fino ad ora messo alla luce soprattutto i resti della città romana e in particolare un edificio termale, una torre circolare per la riparazione delle imbarcazioni, il teatro, una grande villa urbana e una domus con pavimenti a mosaico. Il vicino Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide accoglie i reperti trovati durante gli scavi nella zona di Sibari, incluso lo splendido Toro Cozzante di Thourioi, bronzo del V secolo a.C. A una decina di chilometri da Crotone, la città fondata secondo la leggenda da Ercole, si incontra il Parco Archeologico di Capo Colonna con i resti del grande Heraion Lakinion, una delle aree sacre più importanti dell'intero bacino del Mediterraneo. Sullo splendido promontorio proteso verso il mare sorgeva il maestoso santuario dedicato alla dea Hera Lacinia, del quale si ammira ancora la famosa colonna dorica che dà il nome alla zona. Di fianco il tempio sono state individuate le fondamenta di un grande edificio mentre nell'area esterna al santuario si trovano gli alloggi dei sacerdoti, un impianto termale di epoca romana e a una villa del III secolo d.C. Il Museo Archeologico situato all'ingresso del Parco illustra l'area e raccoglie i reperti rinvenuti nell'area di scavo antistante.
Dell'antico centro abitato affacciato sul mare, che la leggenda vuole fondato da Kaulon, eroe della guerra di Troia, si ammirano i resti del tempio dorico datato 420 a.C., di un grande altare e di alcune abitazioni civili, tra le quali la cosiddetta Casa del drago dotata di uno splendido mosaico colorato figurato con mostro marino ora esposto al Museo Archeologico di Reggio Calabria (il sito forse più popolare della regione, anche per la fama dei Bronzi di Riace che ospita). A una manciata di chilometri dal centro abitato di Locri si visita il Parco Archeologico di Locri Epizefiri con testimonianze dell'età del bronzo e del ferro e resti di epoca greca e romana. Da visitare il Museo Nazionale dedicato alla vita del centro coloniale magno-greco. Il Parco Archeologico San Pasquale di Bova Marina, chiamato anche Parco Archeoderi, è un'insolita e importante testimonianza della convivenza tra culture diverse nel passato. Gli scavi hanno infatti riportato alla luce i resti di una sinagoga ebraica di epoca tardo imperiale (IV- VI Secolo d.c. ).
Il viaggio nella Calabria dei beni culturali può, infine, proseguire andando alla scoperta di testimonianze di epoche più recenti, come la Cattolica di Stilo, bellissima chiesetta bizantina del secolo IX a pianta quadrata con cinque cupole al cui interno si ammirano quattro colonne provenienti dal Tempio di Kaulon. Da non perdere anche la nota fortezza di Le Castella a Isola capo Rizzuto, diventata famosa grazie al film Brancaleone alle Crociate. Uno dei simboli della Calabria turistica le cui origini risalgono ad Annibale, che pare qui si fosse fatto costruire una torre. Sulla spiaggia si ammira un busto bronzeo dedicato a Giovanni Dionigi Galeni Occhiali detto Ucciali, nato a Le Castella e diventato uno dei più prestigiosi ammiragli della flotta turca, corsaro e pascià di Tripoli e Tunisi, salvatosi della sconfitta di Lepanto. Prima di lasciare la Calabria è quasi d'obbligo un'ultima sosta alla Galleria di Palazzo Arnone di Cosenza che ospita testimonianze pittoriche di vari periodi tra i quali dipinti sei-settecenteschi di scuola napoletana e pittori, anche calabresi, che frequentavano la corte borbonica mantenendo rapporti con ambienti culturali di respiro europeo.