Dalla casa natale del Sommo Poeta al suo sepolcro, un'andata e ritorno da 380 km percorribili in 20 giorni. E' l'itinerario, percorribile a piedi e in parte in mountain bike, dedicato all'autore della Commedia. Tra Toscana ed Emilia, a passo davvero lento
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Da Firenze a Ravenna, nei luoghi che hanno ispirato il Sommo Poeta. È il Cammino di Dante, un suggestivo itinerario che segue gli antichi sentieri medievali che collegavano, ai tempi del poeta, le due città. Percorribile a piedi e, in alcuni tratti, anche in mountain bike e a cavallo, la via è ricca di rimandi ai luoghi citati nella Divina Commedia e alle vicende politiche, religiose e storiche che hanno anticamente caratterizzato queste terre.
Si parte da Firenze, la città in cui il Sommo Poeta nacque e visse fino all’esilio del 1302, dove si visita il quartiere dantesco, con la Casa di Dante, le case-torri (torre della Castagna), la Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi (la chiesa di Dante) e 33 epigrafi dantesche. Ci si sposta poi al Battistero, dove fu battezzato Dante; a Palazzo Vecchio dove è conservata la maschera funeraria del poeta; nel duecentesco Palazzo del Bargello Palazzo, dove è custodito un ritratto di Dante attribuito a Giotto, e a San Miniato al Monte, citato nell'ascesa al Purgatorio. Si prosegue quindi per il borgo di San Piero a Sieve, con il suggestivo centro storico che si arrampica sul colle dominato dalla fortezza di San Martino, e a Scarperia, abitato tuttora circondato dalle mura del Trecento, all'interno delle quali si visita Palazzo dei Vicari, sede del Museo dei Ferri Taglienti, dedicato all'attività dei coltellinai locali. Nella vicina Sant'Agata si trova il sito archeologico di Montaccianico con i resti del castello della famiglia Ubaldini, dove probabilmente Dante sostò nell'estate del 1302. Ancora una quindicina di chilometri ed eccoci nel medievale Borgo San Lorenzo, dove visitare la millenaria romanica Pieve di San Lorenzo dove è esposta la Madonna con bambino di Giotto. Superato San Godenzo, in direzione di Marradi si arriva alla cascata dell'Acquacheta, visitata dal Sommo Poeta nel 1302.
Da Firenze a Ravenna, come Dante
Immerso nei boschi dell'Appennino del parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il salto ispirò alcuni famosi versi dell'Inferno. Marradi è il luogo natio, vissuto e cantato, del poeta Dino Campana e punto di partenza di sentieri che conducono ad antichi eremi e abbazie. Prima di lasciare la Toscana si passa quindi da Palazzuolo Sul Senio, borgo medioevale con il trecentesco Palazzo dei Capitani. Nella vicina Badia di Susinana fu sepolto nel 1302 Maghinardo Pagani definito da Dante "il leoncel dal nido bianco/che muta parte dalla state al verno" che affrontò in battaglia il Sommo Poeta e i guelfi l'11 giugno 1289 nella piana di Campaldino, a fianco dei Ghibellini, per poi giurare fedeltà al Comune di Bologna e alla parte guelfa il 16 ottobre dello stesso anno. Oltrepassato il bel borgo medioevale di Brisighella, con la Rocca Manfrediana, la Torre dell'Orologio e il Santuario del Monticino, e Faenza, nota in tutto il mondo per sua produzione ceramica, si arriva a Ravenna, la città dove si trova la tomba di Dante, che qui morì nel settembre 1321 a causa di una febbre malarica contratta nelle paludi di Comacchio. Al Museo Diocesano e in quello Nazionale si ammirano testimonianze materiali dell’epoca del soggiorno ravennate del Sommo Poeta, mentre alla Biblioteca del Centro Dantesco sono conservate le raccolte librarie e artistiche legate al culto dantesco. Gli Antichi Chiostri Francescani, dove ancora si può vedere il luogo dove furono nascoste le ossa di Dante, sono spesso sede di spettacoli ed eventi performativi legati al poeta.
Prima di lasciare Ravenna è d'obbligo ammirare i mosaici bizantini dei monumenti paleocristiani Patrimonio dell'Umanità Unesco, che hanno reso celebre la città nel mondo. Per ritornare a Firenze si può utilizzare il Treno di Dante, che collega Faenza al capoluogo toscano attraverso la linea Faentina, una ferrovia transappenninica a bassa velocità in funzione dal 1893.
Il percorso si sviluppa attraverso un anello di circa 380 Km congiungendo la Romagna e il Casentino, per un totale di 20 tappe fisse, da percorrersi in senso antiorario. I due estremi del percorso – punti di partenza e arrivo – sono appunto rappresentati dalla Tomba di Dante a Ravenna, e il Museo Casa di Dante a Firenze.