Moai, steppa antartica e chiese in legno: magie da isole cilene
di GIUSEPPE ORTOLANO
Chiesa in legno nell'isola di Chiloé
Di fronte alla costa dello splendido paese australe si trovano ben 3.700 pezzi di terra piccoli e grandi. Da Pasqua a Chiloé, senza dimenticare Navarino o Juan Fernandez, le mille cose da scoprire
2 minuti di lettura
Rapa Nui e le altre 3700 isole cilene (chile.travel, differenti l'una dall'altra ma accomunate da una natura incontaminata e dalle tracce di antiche e affascinanti culture. La più facile da visitare è l'isola di Chiloè, chiamata anche l’Isla Grande per le sue dimensioni (è lunga 180 chilometri e larga 50). La più estesa isola del Cile e la quinta del continente affascina il visitatore con le sue pittoresche e colorate palafitte costruite sull’acqua, le variopinte chiese in legno (16 delle quali dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall’Unesco) e la natura dei parchi nazionali. Come il Parco Nazionale di Chiloè che si sviluppa dalla costa del Pacifico verso l’entroterra a tutela di ampie distese di foresta indigena sempreverde dove è possibile avvistare oltre 110 varietà di uccelli, oltre a volpi e al pudù meridionale, il cervo più piccolo del mondo. Il Parco Tantauco rappresenta il lato selvaggio dell'isola ed è uno dei 35 luoghi più importanti del nostro pianeta per la sua biodiversità. Attraversato da una fitta rete di oltre 130 km di sentieri, percorribili tutto l'anno, può essere visitato a piedi o in kajak, con la possibilità di alloggiare in campeggi attrezzati.
Non solo Pasqua: lo spettacolo delle isole cilene
Tra i centri abitati di Chiloè vale la pena visitare Ancud, l'antica capitale dell'isola con eleganti palazzi, un lungomare incantevole, il panoramico Fuerte Sant’Antonio e il Museo Regional de Ancud che racconta la vita quotidiana, la mitologia e l’artigianato a Chiloè. L'attuale capitale è la più vivace cittadina di Castro, con i suoi negozi di artigianato, le colorate palafitte sul lungomare e l'Iglesia San Francisco, una delle sedici Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che vanta una facciata gialla ornata da decorazioni viola e malva. Dalcahue è famosa per la fiera dell’artigianato della domenica, dove acquistare souvenir in legno intagliato e i classici maglioni, le sciarpe e i cappelli in oveja, lana tinta con pigmenti naturali ricavati da radici, foglie e fango ferroso. Chonci-Cucao è invece un piccolo villaggio di pescatori, dove visitare la chiesa di San Carlos de Borromeo, il Museo Vivente delle Tradizioni Chochinas e il Museo del Acordeon Chilote, dedicato alla fisarmonica locale. Una breve gita in traghetto permette di vedere alcune delle isole limitrofe dell’arcipelago di Chiloé. Come la piccola Isla Mechuque; l'affascinante Isla Quinchao, dai verdi pascoli e i villaggi con le case di legno e mulini ad acqua, e l'Isla de Lemuy, dalle splendide spiagge di sabbia fine. I vicini isolotti di Puñihuil rappresentano l’unico luogo al mondo dove convivono i pinguini di Humboldt e quelli di razza magellanica.
L'Isola Robinson Crusoe
667 km a ovest dalla costa cilena di Valparaiso si incontra l'arcipelago Juan Fernandez, composto da tre isole vulcaniche e una manciata di piccoli isolotti, anticamente utilizzati come punto di approdo e rifugio da pirati e cacciatori di foche. L'isola più famosa è quella di Robinson Crusoe ( chiamata anche Más a Tierra), che ospitò per quattro anni e quattro mesi il naufrago Alexander Selkirk, qui abbandonato da una nave corsara nel 1704. Oggi la si può visitare ripercorrendo i luoghi in cui visse il naufrago e raggiungendo luoghi ancora incontaminati come il cerro Centinela, Puntas de Isla e Puerto Frances.
La Riserva Nazionale Pinguinos de Humboldt comprende le isole disabitate di Chanaral, Damas e Choros dove nidificano branchi di pinguini di Humboldt e si ammirano leoni marini, delfini, pellicani e molte varietà di uccelli marini. Nella Terra del Fuogo, ai bordi dell'Antartide cilena si incontra l'Isla Navarino, con l'impressionante catena montuosa Dientes de Navarino. La meta ideale per un ardito trekking antartico attraverso scenari misteriosi e selvaggi, battuti dal forte vento.
Cile. Isla Navarino: magica foresta pluviale
La magia del Parco Etnobotanico di Omora. Siamo nell'estremo Sud della Patagonia cilena, sull'Isola Navarino, in prossimità di Puerto Williams, che è la città più meridionale del pianeta. In quest'area si concentrano una buona parte delle diversità di cui l'area tra il Canale del Beagle e lo Stretto di Magellano è capace: un misto di foresta sempreverde e di vegetazione boschiva di muschi e licheni che in quei luoghi, data l'altissima piovosità, formano al suolo uno strato permanentemente umido sul quale letteralmente si affonda, quando si cammina. Sono oltre 1000, le specie di piante reperibili in una regione che ha una sua peculiarità: a dispetto dell'elevatissima piovosità, e di una temperatura media annua inferiore ai 10 gradi centigradi (siamo intorno al 55° parallelo sud), il termometro non va mai sotto lo zero. L'area è raggiungibile con navi o battelli: spettacolare la crociera che da Punta Arenas (Cile) raggiunge Ushuaia (Argentina), e che ha tra le sue tappe Puerto Williams e, naturalmente, Capo Horn
Molto più lontano, a ben 3.600 km a ovest dalla costa cilena, ecco la remota e famosa Isola di Pasqua, chiamata Rapa Nui dai suoi abitanti polinesiani. Uno dei luoghi più sperduti del pianeta, culla di una cultura mistica e ancora poco conosciuta. Sparsi per tutta l’isola si trovano circa 1000 moai, imponenti figure scolpite nel tufo, che si ergono sugli ahu, altari e luoghi di sepoltura dei defunti. Il più grande centro cerimoniale è l’Ahu Tongariki, con 15 giganteschi moai in posizione eretta. Rapa Nui è fatta anche di spiagge bianche dalle acque calde, come quella di Anakena; suggestivi porti pescherecci, come Caleta Hanga Roa dominato da una piattaforma cerimoniale con due superbi moai, e sorprendenti spiagge color rosa, nate dalla miscela tra i detriti rossi di corallo e la sabbia bianca.