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Tra il Gran Paradiso e le Dolomiti, quando il passo alpino è "pedestrian only"

In bici sul Passo Sella (foto Ronny Kiaulhen) 
Sul Colle del Nivolet, a cavallo tra Piemonte e Valle d'Aosta, si replica l'iniziativa "Ai piedi tra le nuvole": il passo resta chiuso alle auto nelle domeniche estive. Quest'anno, sui Monti Pallidi, il Sella chiude a tutte le auto (elettriche escluse) al mercoledì
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Parcheggiare, spegnere il motore, scendere dall’auto. Come cambiano certi gesti meccanici se, anziché farli in una nebbiosa zona blu cittadina li si compie nella luminosa aria blu di un Parco nazionale… È in gran parte qui il successo di “A piedi tra le nuvole”, la manifestazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso che compie 15 anni e che ha anche un altro merito, quello di far conoscere il lato più nascosto e meno conosciuto del Parco, quello piemontese.

Il format è molto semplice, nelle domeniche estive (sino al 27 agosto) e nel giorno di Ferragosto, gli ultimi 6 km della magnifica e ardita strada che da Ceresole Reale conduce dapprima all’imponente diga del Serrù e poi al Colle del Nivolet sono chiusi al traffico. Per salire al valico che si affaccia su un altopiano (2500 m.) di tenore tibetano ci sono solo quattro modi: con le navette ad alta frequenza (presenti anche nei giorni feriali), in bicicletta, a piedi, a cavallo. Le auto e le moto vanno lasciate in uno dei quattro parcheggi appositamente predisposti.

Ovvio che i primi due metodi siano i più frequentati; ed altrettanto ovvio che l’iniziativa, negli anni, abbia sempre più posto l’accento sul positivo, e cioè sulle proposte di attività nella zona, anziché sul “negativo” dei divieto. Divieto che, con annesse attività varie, quest’anno si è anche allargato al vicino e solitario Vallone di Piantonetto.
 
L'altopiano del Nivolet 
Si diceva delle iniziative. L’elenco è lunghissimo ed è disponibile qui. Da segnalare, il 6 agosto da Ceresole, un’intera giornata di attività con i Guardaparco (il loro Corpo compie quest’anno 70 anni di storia ) sulle tracce dei recenti avvistamenti di lupi nella zona. Per chi ama le attività più impegnative, non mancano le escursioni guidate in mountain bike (12 agosto – Locana) e le scuole di arrampicata per principianti (12 e 13 agosto – Ceresole e Valprato Soana). Sempre in tema di mobilità… dolcissima sono molto gettonate, soprattutto dalle famiglie con bambini, le passeggiate con gli asinelli (6, 20, 27 agosto in Valsavarenche).
 
Ma, con le domeniche senz’auto, la “chicca” 2017 del versante meridionale del Parco è il nuovissimo Centro Visite inaugurato poche settimane fa a Campiglia Soana. Il tema del centro e del suo allestimento museale interattivo è di straordinaria attualità; con “L’uomo e i coltivi” si affronta per la prima volta in una struttura di questo tipo l’argomento dell’interazione tra l’attività agricola dell’uomo e l’ambiente naturale in territorio montano. Un excursus tra tecniche di coltivazione antiche e moderne — con un’area all’aperto in corso di allestimento — permette di “viaggiare” tra le epoche, passando dalle fatiche e dalle ataviche perizie degli antichi montanari sino ai problemi dello spopolamento e del conseguente disequilibrio che sono “a monte” di tanti dissesti che affliggono anche la pianura. Il nuovo Centro “L’uomo e i coltivi” si propone quasi come un complemento del celebre giardino alpino Paradisia, uno dei più importanti delle Alpi, collocato in Valnontey nei pressi di Cogne sul versante valdostano.
 
Tornando al tema delle chiusure al traffico, l’esperienza piemontese non è passata inosservata in Trentino – Alto Adige. Tra le cime dolomitiche, infatti, in un contesto pur molto diverso per flussi turistici e caratteristiche ambientali, da anni si dibatte sulla regolamentazione del traffico sulle strade di montagna e in particolare sul circuito di passi che circondano il Gruppo del Sella. Certo, è impossibile paragonare la strada senza sbocco del piemontese Colle del Nivolet con i tornanti dei passi dolomitici che mettono in comunicazione vallate al top del turismo internazionale. Però… Però quest’anno è in corso un’iniziativa importante, seppur ancora troppo timida per alcuni. Sotto il marchio di #DolomitesVives, con il patrocinio delle due province autonome di Trento e Bolzano e con la benedizione di Reinhold Messner, fino al 31 agosto, ogni mercoledì, il Passo Sella è accessibile solo a ciclisti, pedoni e veicoli elettrici. Una fitta rete di navette collega il Passo con le vallate, con partenze ogni 15 minuti dalle Valli di Fassa e Gardena e ogni 60 dalla Val Badia. Anche qui, l’accento è stato posto sulle iniziative a contorno. La zona offre già, tra rifugi, sentieri e panorami, di che godere una volta raggiunto il Passo, ma comunque, nell’area della Città dei Sassi (15 minuti a piedi dal valico), nei mercoledì di chiusura al traffico si svolgono degli eventi ad accesso libero; i prossimi avranno a tema la musica e il gusto.
 
Per finire, due consigli in zona. Il primo per uno degli itinerari più belli per raggiungere il Passo Sella senz’auto. Dalla Val Gardena, salire in auto (anche di mercoledì) o in bus sino a Plan de Gralba; di qui in funivia sino al Piz Sella. Sosta al bellissimo rifugio Comici e poi, con scarsi dislivelli e in circa un’ora sino alla Città dei Sassi, sede degli eventi, e al Passo Sella. A destra le imponenti pareti del Sassolungo, a sinistra la fortezza circolare del Gruppo del Sella. Ritorno in bus sino a Selva, Santa Cristina o Ortisei.

Il secondo consiglio per chi apprezza l’uso della bici in montagna ma non se la sente di affrontare pendenze importanti. In Alta Badia — ormai terra di elezione per le due ruote alpestri — il servizio di e-bike sharing è ormai ben rodato da diversi anni (prezzi a partire da 16 € per due ore e 29€ per mezza giornata). In sei stazioni, tre a monte (Piz Sorega, Col Alt, Piz La Ila) e tre a valle (La Villa, Corvara e La Val) è possibile ritirare e riconsegnare a piacimento le bici a pedalata assistita, comodissime sugli sterrati del magnifico altopiano badiota.