Isola d'Elba, estate nella perla dell'Arcipelago Toscano
Sara Ficocelli , di SARA FICOCELLICon i suoi 224 kmq di superficie, la terza isola italiana per grandezza stupisce il visitatore con una varietà di paesaggi incredibile, tra borghi di pescatori, paesini arroccati, castelli, vallate lussureggianti e golfi incantevoli che si alternano a spiagge chiarissime di sabbia e ghiaia
Ma non siamo saliti su questo traghetto per parlare di creme. Le uniche di cui avrete bisogno, una volta sbarcati a Portoferraio, saranno quelle protettive, perchè su queste spiagge chiare il sole picchia forte, e gioca col bianco delle rocce e il verde intenso dei boschi suggerendo ogni istante una sfumatura di vita diversa, un nuovo orizzo…!-->!-->
Ma non siamo saliti su questo traghetto per parlare di creme. Le uniche di cui avrete bisogno, una volta sbarcati a Portoferraio, saranno quelle protettive, perchè su queste spiagge chiare il sole picchia forte, e gioca col bianco delle rocce e il verde intenso dei boschi suggerendo ogni istante una sfumatura di vita diversa, un nuovo orizzonte cui guardare, sognando una vita più lenta. Più bella.
Ci salverà la bellezza. Approdato sulla terraferma, lo sguardo si muove libero, il cuore resta in silenzio e ascolta: non sono battiti, è il richiamo dell'onda, è il mare che cinge come una benedizione e una condanna questi 224 chilometri quadrati che furono l'esilio di Napoleone e che ancora rappresentano una prigione dorata per 33mila elbani, assorbiti per sei mesi l'anno - da Pasqua al 15 ottobre, tanto dura la stagione - dalla gestione di un flusso turistico incessante, e per i restanti dal torpore dell'inverno isolano, che non ringrazia e non perdona, troppo suggestivo e ammaliante per essere abbandonato.
In armonia con la natura. Chi scrive ha avuto il privilegio di scoprire l'isola soggiornando nel suo hotel più storico e iconico, l'Hermitage di Portoferraio, in località La Biodola, costruito quando ancora gli architetti sapevano il fatto loro e progettavano maxi strutture a ridosso del mare senza violentare la costa ma anzi valorizzandola (per capire il senso di questa affermazione è necessario recarsi sul posto di persona). L'hotel affaccia sulla spiagga della Biodola, in assoluto una delle più belle dell'isola, con la sua sabbia color ocra, sottile e morbidissima, che conferisce all'acqua un colore chiarissimo, splendente. La cucina dell'albergo propone piatti della tradizione isolana di qualità eccellente, dal pesce alla carne passando per le verdure biologiche dell'orto, con una carta dei vini interessante e rispetto alla quale consigliamo di provare assolutamente i vini locali. Una parte della verdura bio che entra nelle cucine arriva dall'isola di Pianosa: l'Hermitage acquista gli ortaggi dalla cooperativa di detenuti che vivono ancora sull'isola.
Per gli amanti di atmosfere più intime e raccolte, altra soluzione ideale è l'Hotel Cernia Isola Botanica, in località Sant'Andrea, che come il nome suggerisce è inserito all'interno di un mini parco zen con piscina e piante straordinarie, provenienti da ogni parte del mondo e curate con talento dall'illuminato proprietario
Il giro in bici vi porterà ad affacciarvi a uno degli scorci più belli dell'isola, la Spiaggia dell'innamorata, e poi a scendere giù fino alla Tenuta Delle Ripalte, un posto meraviglioso dove all'ombra dei pini marittimi - e naturalmente di fronte al mare - brucano i cavalli del maneggio La Bosana, centro ippico costa dei Gabbiani, unico in tutta l'isola. A meno di non tornare a Capoliveri al galoppo di uno di questi, a questo punto non vi resterà che tenere i polsi fermi, le mani sui freni e affrontare la discesa che vi riporterà in paese. Vi impolvererete un po', ma a un certo punto, come cantano Fossati, De Andrè e De Gregori (ma lì si trattava di Genova) "dietro una curva, improvvisamente, il mare": lo scorgerete, e vi innamorerete di nuovo, per la centesima volta in un giorno, di quest'isola magnetica, splendente e cupa insieme, leggendaria eppure concretissima, come la vita.