Il Paese della Rift Valley aspira a diventare uno dei cinque paesi più visitati del continente. Con 8 siti Unesco e il 70 per cento dei rilievi africani, un eden da scoprire
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L’obbiettivo è ambizioso. L’Etiopia vuole diventare una delle cinque principali destinazioni turistiche dell’Africa. E le potenzialità ci sono tutte. Situata sul Corno d’Africa, con una superficie di 1,2 milioni di Kmq ( circa quattro volte l’Italia), l’Etiopia vanta il 70% delle montagne dell’Africa, otto siti UNESCO parte del Patrimonio Culturale dell’Umanità, un sito Naturale Patrimonio Mondiale dell’Umanità e un festival ( quello di Meskel) inserito tra i Patrimoni Culturali Intangibili. In Etiopia venne, inoltre, scoperto per la prima volta e coltivato il caffè.
Il viaggio parte obbligatoriamente da Addis Ababa, la moderna capitale del paese con il suo aeroporto internazionale e l’interessantissimo Museo Nazionale che conserva lo scheletro dell’ominide "Lucy", vecchio di 3,2 milioni di anni, che ricorda al visitatore che l’Etiopia è il luogo dove il genere umano camminò per la prima volta in posizione eretta. Ma i veri tesori del paese si trovano fuori dalla capitale. Nei pressi del confine settentrionale del Paese si visitano le rovine dell’antica città di Axum, con obelischi, steli giganti, tombe reali, edifici e fortificazioni costruite tra il primo al decimo secolo d.C. Qui, nella Cappella del Tabot, nei pressi della cattedrale di Nostra Signora Maria di Sion, si dice sia conservata la perduta Arca dell’Alleanza di biblica memoria. Più a sud si incontra il fiabesco castello di Gondar, l’unico di questo tipo in Africa, edificato nel XVII secolo a protezione della città fortificata di Fasil Ghebbi, residenza degli imperatori etiopici dal 1635 al 1855.
A circa 400 chilometri di distanza ecco le suggestive chiese scavate nella roccia nel XII secolo a Lalibela, conosciuta come la Gerusalemme d’Africa. L’antica città fortificata di Harar, con le sue 82 moschee, è il quarto sito più sacro per l’Islam. Situata nell’oriente dell’Etiopia, in un ambiente naturale di grande fascino, fu edificata tra il XIII e il XVI secolo e vanta numerosi palazzi di rara bellezza, dagli interni riccamente decorati. Alla frontiera sud del paese si visitano invece i villaggi tradizionali dell’etnia Konso nei pressi della città omonima, con le caratteristiche statue in legno erette in onore dei defunti.
C’è poi l’Etiopia dei grandi paesaggi naturali. Ecco quindi le Montagne Simien, il “Tetto dell’Africa” con le sue viste infinite e gli animali endemici; i paesaggi di lava e le distese saline del Deserto dei Dancali, il luogo più basso e caldo di tutta la terra, e il vulcano Erta Ale, il lago di lava più antico al mondo, dal quale fontane di roccia colata si innalzano alte verso il cielo. Nel sud del paese si incontra il Nechisar National Park, dove vivrebbe la Caprimulgus solala, l’uccello più raro al mondo, del quale è stato avvistato ed osservato un unico esemplare vivente nel 2009. Per una rilassante sosta lacustre vale infine la pena fermarsi sulle accoglienti sponde del grande lago Tana, che ha per emissario il Nilo Azzurro, con le sue spettacolari cascate, alte ben 45 metri.