Uno straordinario centro storico racchiuso all’interno di una delle cinte murarie più belle del mondo. Una rete di viuzze a collegare piazze e monumenti che si mescolano con botteghe, negozi, caffè, trattorie e antiquari.
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La storica definizione di “città delle cento chiese” è sicuramente riduttiva. Attribuitagli per i tantissimi luoghi sacri che la popolavano e la popolano all’interno ed all’esterno delle sue mura, rende solo in parte l’idea della grandezza storica ed artistica di una delle città italiane più belle e ricche di tesori e meraviglie.
Accanto ai tanti edifici sacri, alcuni di straordinaria bellezza, sorgono, a testimonianza della potenza e della ricchezza dei mercanti lucchesi, torri e palazzi costruiti nel corso dei secoli, elementi ancora fortemente caratterizzanti il tessuto urbanistico cittadino, soprattutto il bellissimo centro storico, quello racchiuso all’interno delle mura.
Particolarmente affascinante, la Lucca antica custodisce splendidi capolavori. Svariati sono gli accessi alla città vecchia che consegnano, chi vi acceda, al suo intreccio di strade e vicoli, alle tante piazze e piazzette, ai suoi cortili, ai caffè ed ai ristoranti. E’ da via Vittorio Emanuele II che affondiamo nel cuore della città ed iniziamo la visita al suo centro. Tra edifici storici e botteghe giungiamo nell’alberata piazza Napoleone, la principale della città, nata nel 1806 durante la dominazione napoleonica del Principato di Lucca da parte di Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone. Per questo la piazza porta il nome dell’imperatore. Sulla piazza s’affaccia il Palazzo Ducale, detto anche Palazzo Pubblico, che ospita il Museo del Risorgimento, fondato nel 1925 come “Museo della Guerra”. Al suo interno sono custoditi la bandiera del 1821 della Carboneria ed oggetti legati a Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Interessante anche l’armeria dove vi sono armi di differenti nazioni e periodi storici. Poi oggetti d’uso quotidiano, quadri, lettere ed abiti.
Uno scorcio sulla Piazza Anfiteatro (foto Arturo Cocchi)
E’ percorrendo poi via Pozzotorelli che giungiamo in piazza San Michele, tra le più belle della Toscana, cuore della città e principale punto d’incontro dei lucchesi, circondata da una bella cortina di palazzi medioevali dalla particolare architettura con finestre polifore, archi a sesto acuto o a tutto sesto. Tra gli edifici principali ci sono il quattrocentesco Palazzo Pretorio e Palazzo Gigli risalente alla prima metà del Cinquecento. Tesoro della piazza, situata nel cuore della stessa, è la splendida chiesa di San Michele in Foro. Quando se ne giunge al cospetto se ne rimane incantati. Fortemente influenzata dallo stile romanico pisano, presenta una facciata ornata da quattro ordini di logge e sormontata da una grande statua dell’arcangelo Michele con ali a lamine metalliche, con ai suoi lati due angeli. Sempre sulla facciata si aprono, sotto gli archi, losanghe ricassate. Al bellissimo esterno si unisce l’interno, a tre navate, con volta a botte, che propone, tra le opere, la Madonna con Bambino in terracotta smaltata di Andrea della Robbia, la Pala Magrini di Filippino Lippi e l’altorilievo della Vergine scolpito da Raffaello da Montelupo.
Proseguiamo su via Roma per svoltare poi in via Fillungo, strada che taglia il centro della città, cuore dell’attività artigianale e commerciale cittadina sulla quale s’affacciano svariati edifici medievali, oreficerie e pelletterie. All’angolo con via dell’Arancio è situata la medievale Torre delle Ore, la più alta, con i suoi cinquanta metri d’altezza, delle centotrenta torri che dal Medioevo ad oggi hanno impreziosito il cuore di Lucca. Dotata d’orologio nel 1390, merita una visita; sono duecentosette i gradini in legno della scala in cima alla quale incanta il settecentesco meccanismo a carica manuale dell’orologio pubblico, tra i pochi ancora funzionanti in Europa. La vivace via Fillungo giunge fin nei pressi di una delle zone più caratteristiche e scenograficamente singolari d’Italia, la bella Piazza dell’Anfiteatro, detta anche Piazza del Mercato.
Zona di ristoranti, osterie, bar e trattorie, la piazza è accessibile attraverso quattro porte a volta, è di forma ellittica chiusa e presenta, lungo tutta la sua circonferenza, botteghe, negozi e locali. Edificata sui resti dell’antico anfiteatro romano del II secolo d.C., risale all’epoca medievale. Vi si tenevano le riunioni dei cittadini e fu progressivamente riempita di costruzioni che sarebbero poi state utilizzate come polveriere, carceri o depositi di sale.
A due passi dalla piazza c’è la basilica romanica di San Frediano dagli splendidi mosaici in stile bizantino che impreziosiscono la facciata e dall’interno con quaranta diverse colonne romane. Costruito in varie epoche il campanile, dal basamento in pietra scura anteriore al XII secolo, e dalla parte alta in pietra chiara, rifatta nel XIII secolo, che presenta su ogni lato monofore, bifore, due registri di trifore e due di quadrifore, mentre in cima a tutti e quattro i lati spicca la merlatura ghibellina.
La chiesa dei Santi Giovanni e Reparata (foto Arturo Cocchi)
Ci perdiamo ancora tra i pittoreschi vicoli fino a giungere in via delle Chiavi d’Oro, all’ombra della Torre di Giunigi, la più importante di Lucca, eretta in pietra e mattoni, con, sulla sua sommità, un giardinetto pensile con alcuni lecci. Altra tappa in piazza San Giusto sulla quale sorge l’omonima chiesa del XII secolo, poi via San Giovanni dove si trova la prima sede dei vescovi della diocesi, la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata. Poi la Cattedrale di San Martino, fondata, secondo la tradizione, da San Frediano nel VI secolo, dalla facciata ispirata a quella del duomo di Pisa, arricchita da elementi legati allo stile romanico lucchese, dal bel porticato un tempo occupato da cambiavalute in affari con i pellegrini in transito. Ricco anche l’interno, a tre navate, con pregevoli opere d’arte tra cui il “Monumento Funebre di Ilaria del Carretto” realizzato da Jacopo della Quercia e collocato nella Sacrestia, “L’Ultima cena” di Jacopo Tintoretto e “l’antico crocifisso del Volto Santo”.
A due passi dal Duomo c’è il Museo della Cattedrale, interessante percorso storico che consente di apprezzare i cambiamenti artistici delle varie epoche, tra collezioni di reperti lapidei e statue, dipinti, calici e candelieri, codici e messali.
Lucca è un percorso ininterrotto d’arte e bellezze, storia e cultura, ma anche un susseguirsi di scorci emozionanti, angoli di grande suggestione, tra eleganti boutique e gastronomie, pasticcerie e gioiellerie, negozi di ricami e sculture, botteghe di tessuti e restauratori, trattorie e ristoranti dove fermarsi ed assaggiare un piatto di tornelli, i tipici tortelli di pasta fresca ripieni di manzo e maiale, uova, pane ammorbidito in brodo, conditi con sugo di carne e spolverati di parmigiano, oppure il coniglio in umido con pomodoro, cipolla, olive amare, aglio e peperoncino, da accompagnare magari con un vino rosso delle colline lucchesi.
La loggia del Palazzo Pretorio, sulla Piazza di San Michele (foto Arturo Cocchi)
Tra le soste imperdibili anche la Pinacoteca Nazionale di Palazzo Mansi, lussuoso palazzo cinquecentesco di via Galli Tassi, dove sono esposte le opere donate da Leopoldo II d’Asburgo-Lorena nella seconda metà dell’Ottocento, collezione di dipinti di differenti scuole pittoriche che dal XIV vanno fino al XVIII secolo, tra cui opere di Tintoretto, Guido Reni e Domenico Beccafumi. Belle le molte sale del palazzo che conservano l’arredo originario, la raccolta di pitture lucchesi, la collezione di tessuti e arredi del periodo compreso tra il XVIII e il XX secolo.
Non si può lasciare la città senza averla ammirata dalla straordinaria cinta muraria di oltre quattro chilometri di lunghezza. Un’opera imponente frutto di oltre un secolo e mezzo di lavori, iniziati nel 1504 e conclusisi nel 1648. Erette con finalità protettive, viste le temibili mire espansioniste di Firenze, furono poi convertite in passeggiata pedonale da Maria Luisa di Borbone, in carica tra il 1815 ed il 1824. I lucchesi amano farvi attività fisica e passeggiarvi, fermandosi, talvolta, per ammirare la loro città e godersi la sua poesia.