Non solo Olanda. Dalle Cicladi alla Mancia, i mulini-icona d'Europa
di MICOL PASSARIELLO
Spagna. Lungo la Ruta de Don Quijote
Nei Paesi Bassi, a maggio, c'è persino la Giornata nazionale a tema. Ma pale e macinatoi si trovano in molte altre aree d'Europa. Dall'itinerario "Don Quijote" alle isole greche e perfino a Londra
3 minuti di lettura
La pala che gira con la forza del vento. O la ruota che smuove le acque. Le antiche costruzioni in legno. Il rumore unico delle macine. I mulini sono un patrimonio unico, da riscoprire e tutelare. Un tempo erano il simbolo dell'economia rurale, venivano costruiti su colline dolci, in cima alle scogliere o sulle rive di un corso d’acqua. Oggi di questi capolavori di ingegneria e tecnica con radici secolari è rimasto poco. Non sono molti infatti i mulini ancora funzionanti, alcuni sono diventati musei d’artigianato, altri strutture d’accoglienza, come b&b o abitazioni. Dalla Spagna all’Olanda, siamo partiti alla ricerca dei più suggestivi, per un viaggio indietro nel tempo.
In Grecia sono le Isole Cicladi a custodire il più ampio tesoro di questi imponenti marchingegni. Sulle alture di queste isole, in particolare sulle zone più ventose di Santorini e Mykonos, si trovano mulini a vento perfettamente custoditi, che portano lontano la mente, a quando queste isole erano brulle e selvagge. Avamposti di tendenza, oggi alle Cicladi nei mulini si può anche soggiornare. A Chora, per esempio, si può spendere un weekend o una vacanza tra i mulini di Kato Myli, trasformati in hotel e abitazioni moderne.
La Spagna non è da meno. La zona de La Mancha, che non a caso ha ispirato le prodi avventure del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, è ricchissima di mulini. Si trovano lunga la Ruta de Don Quijote, che parte da Toledo. Una prima serie di giganti mulini, bianchi e cilindrici, si incontrano sulla strada per Consuegra, sede dell’antico “castrum” romano: sono i tipici mulini de La Mancia, quelli di cui parlava Cervantes appunto. Alcuni si possono ancora visitare, e offrono un’esperienza davvero fuori dal comune.
Olanda, Spagna e non solo. Mulini da ammirare
Ma se parliamo di mulini è l’Olanda la vera regina. Ha persino una “Giornata Nazionale dei Mulini”, celebrata il secondo sabato di maggio con parate, mercati culinari, musica e giochi. Di mulini l’Olanda ne possiede quasi mille, di cui buona parte in ottime condizioni. Per visitare queste antiche costruzioni l’ideale è dirigersi a Zaanse Schans, piccola comunità nell’area di Zaandam. Qui se ne trovano di ancora funzionanti, si può entrare e ci si può arrampicare sulle ripide scalette in legno, curiosando tra meccanismi, macine e tavole, per scoprire come erano fatti questi strumenti di un tempo. Alternativa, è spingersi nei dintorni del villaggio di Kinderdijk, a quindici chilometri da Rotterdam, area protetta dall'Unesco diventata famosa per i suoi storici mulini. Questi giganti di legno sono ben diciannove, tutti del 1740 e ancora in ottime condizioni, eletti a fiero simbolo del Paese assieme agli zoccoli e ai tulipani. Per capirne da vicino i meccanismi si può visitare l’unico mulino aperto al pubblico: il “mulino n.2“.Ci si può arrampicare in cima al mulino, scoprirne gli ingranaggi e i meccanismi, l’utilità e i tanti impieghi. E da lassù godersi anche il bel panorama circostante. Ogni anno, durante il secondo weekend di settembre, le luci dei mulini di Kinderdijk si accendono di sera e danno vita a una grande festa colorata, per uno spettacolo fuori dal comune che dura tutta la notte. Anche Schiedam è una zona ricca di mulini. A soli 10 minuti da Rotterdam, è una città famosa per i suoi mulini, considerati i più grandi del mondo. Ne ospitava ben venti tutti dedicati alla produzione di un particolare distillato locale. Qui a metà giugno si svolge il celebre Jenever Festival, dove i distillatori olandesi di jenever (ginepro) mostrano le loro abilità tradizionali nei vecchi mulini utilizzati per secoli per la produzione del celebre distillato locale. E per arricchirsi sulla storia dei mulini a vento niente di meglio che il museo olandese Museummolen, che ne racconta ogni dettaglio.
Una meta meno conosciuta poi è la Slovenia, un tempo ricca di mulini. Specie nella Dolina Mlinov, valle sulle pendici della collina Temnjak, dove un tempo ventinove mulini a vento e acqua servivano gli abitanti macinando grano, mais, orzo e avena. Quello di Tomažin, del XVIII secolo, è ancora in funzione. Per avere un’idea si può visitare la struttura di Vovk, che risale a 450 anni fa. Visitando la zona è possibile entrare e farsi raccontare dai custodi la storia di questo affasciante mezzo, che con il suo lavoro sfamava tutta la regione circostante.
Londra, la zona dell'Hill Mill
In Portogallo, poi, è la zona di Alentejo, circa un’ora a sud di Lisbona, a custodire alcuni dei più importanti mulini d’Europa. In questa regione selvaggia, fatta di dune, riserve naturali, foreste di pini, praterie e spiagge bianche, si trova Odemira. Qui, tra querce da sughero, uliveti e villaggi di casette bianche si trovano diversi mulini, ben mantenuti dalle aggressioni del tempo. Ma ce ne sono anche vicino Alcácer do Sal e Carrasqueira, costruito su palafitte all’estuario del Sado. Per visitare la zona niente di meglio che seguire la Rota Vicentina, fra Santiago do Cacém e il Cabo de São Vicente, Caminho Histórico che percorre città e villaggi, o il Trilho dos Pescadores, il Sentiero dei pescatori.
Ma di mulini è piena l’Europa, e può capitare di imbattersi in uno di questi enormi pezzi di storia ovunque, anche in piena città. Così a Londra, nel cuore hipster dell’East End, a portare in un viaggio temporale è The House Mill, mulino ad acqua che risale al 1776. Non è più in funzione ma si può visitare. Ospita un caffè, un piccolo museo e organizza periodicamente mostre e degustazioni. E mentre si scrutano ruote, corde e ingranaggi, visitando il mulino si scopre anche un altro tesoro, la storia di questa zona alla moda di Londra. www.visitbritain.com