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Burkina Faso: là dove i coccodrilli non fanno paura

(afp)
Bazoulé è un villaggio di 20mila anime che da tempo convivono con 100 grandi rettili, fino ad alimentarli e a sedersi sul loro dorso. Una relazione antica, con tanto di leggenda, che comincia ad attirare il turismo. Situazione politica permettendo
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Coccodrilli che aspettano il cibo che gli viene lanciato da abitanti locali e da turisti, i quali addirittura si siedono loro comodamente sopra. E chi è abituato a interagire con i rettili, addirittura nuota con loro. Non è uno zoo né lo show di ripiego proposto da uno degli aquapark che la crescente spinta dei movimenti animalisti ha indotto ad abbandonare gli spettacoli con orche e delfini.

A Bazoulé, nel Burkina Faso, la convivenza pacifica tra uomini e rettili è un fatto da molto tempo, e negli anni recenti - situazione politica permettendo - ha cominciato ad attirare il turismo internazionale. Situato a una trentina di chilometri a Ovest dalla capitale dello stato dell'Africa Occidentale, Ouagadougou, il villaggio, 20 mila abitanti in tutto, di cui circa un quarto occupano l'agglomerato principale, è residenza di fatto di un centinaio di coccodrilli, che fuori contesto possono essere definiti domestici, ma che i locali tendono a presentare come "sacri".

La leggenda locale narra infatti che, durante una gravissima siccità, occorsa tra il XIV e il XV secolo, un gruppo di questi grandi rettili che ovunque incutono terrore abbia guidato le donne del villaggio fino a una sorgente ancora sconosciuta agli umani. "Le donne avevano fatto decine di chilometri alla ricerca dell'acqua - racconta PierreKaboré, uno degli abitanti -. Un giorno hanno visto due coccodrilli che le seguivano, hanno cominciato a seguirli fino a quando gli animali hanno mostrato loro un pozzo d'acqua". Quale che sia la verità, gli abitanti del villaggio oggi si abituano sin da piccoli a convivere con i coccodrilli, a nuotare loro vicino, a sedersi sul loro dorso, ad alimentarli, per lo più con polli interi già uccisi. Ma la liaison va oltre e sconfina nel mistico: i locali hanno eletto i grandi loricati a totem sacro, a vero e proprio protettore. "Vengono visti come l'anima dei nostri antenati, alla loro morte viene dedicata loro una cerimonia funebre. Quando il villaggio cade in disgrazia, emettono dei versi che i nostri anziani cercano di interpretare, per contrastare la sventura". I "croc" hanno anche una festa. Durante la "Koom Lakré", che si tiene a fine ottobre, gli abitanti fanno dei voti e chiedono ai grandi rettili di esaudire i loro desideri in materia di buona salute, di prosperità e di bontà dei raccolti.
Una parte del campeggio-ostello (foto Association Tourisme et Développement de Bazoulé) 
Se c'è una forma di ricchezza che i coccodrilli hanno effettivamente portato nel piccolo sito africano, questa s'è manifestata sotto forma di turismo. Tanto che Bazoulé ha la sua Associazione di turismo e sviluppo, con tanto di sito internet. Nonostante la difficile accessibilità e la non proprio ottima fama internazionale del Paese, gli ospiti hanno cominciato ad arrivare. Agli ospiti, che entrano nel sito, viene fornita l'esca (un pollo intero) per attirare gli animali. L'esca viene sospesa a un bastone, affidato a una guida locale. Quando i coccodrilli escono, scattano le foto. C'è anche chi osa sedersi sulla schiena di uno degli animali. Il prezzo dell'ingresso al sito dei "Coccodrilli Sacri" è di 1000 franchi centrafricani (ca 1,5 euro) altrettanto costa l'esca.

Non tutto va però per il meglio: gli attacchi terroristici degli ultimi anni hanno allontanato i turisti occidentali: "Avevamo più di 10mila visitatori l'anno, siamo tornati a 4-5mila - riassume Raphael Kaboré, una delle guide del sito -. E c'è anche il problema del riscaldamento globale: lo stagno dove i grandi animali vivono si va progressivamente contraendo, a causa della combinazione tra temperatura media in ascesa e pluviometro al ribasso.

L'economia locale, che aveva beneficiato di un'improvvisa e inattesa iniezione di introiti grazie al turismo, ora soffre. Ma c'è chi spera che siano ancora una volta i coccodrilli a guidare la piccola comunità verso luoghi più propizi.