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Kutaisi, i segreti della plurimillenaria capitale del Caucaso

Kutaisi 
Il fascino della seconda città della Georgia, uno degli insediamenti umani più antichi del mondo. Tra cattedrali, monasteri, e un paesaggio che incanta
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E’una dei luoghi abitati più antichi d’Europa: Kutaisi, capitale di numerosi regni,  la seconda città più grande della Georgia, nella regione dell’Imereti. Kutaisi è avvolta nel mistero di una storia affascinante. Il suo nome resta legato ai racconti di Apollonio Rodio, il poeta alessandrino-tolemaico che nel 3° secolo a.C. scrisse del leggendario viaggio in Colchide di Giasone e degli Argonauti alla ricerca del  Vello d’Oro:  destinazione finale della spedizione e residenza del re Eete era appunto Kutaisi/Aia. Come dimostrano le scoperte archeologiche e la tradizione dell’estrazione dell’oro con le pelli ovine (ancora oggi praticata nell’alta Svanetia), la Colchide non è solo una leggenda: è veramente esistita, nell'antichità fu un vero e proprio calderone di civiltà, e ricade nella Georgia occidentale.  
 
Per visitare Kaunas, il consiglio è concedervi il tempo di una passeggiata nel centro storico, tra via Tsisferkantselta,   via St.Nino,  via Tsereteli e  via Pushkin. Arrivate al famoso White Bridge.  In Piazza Agmashenebeli, di fronte al teatro Lado Meskhishvili, trovate la fontana di Kutaisi costruita su progetto dell’archetto David Gogichaishvilia. E’ un monumento celebrativo, voluto dallo Stato Georgiano, nel piano di ammodernamento del centro della città, per celebrare la forza della Colchide. La fontana racchiude trenta copie ingrandite di gioielli colchidi, in gran parte custoditi al Museo nazionale georgiano a Tbilisi. Se andate a vederla di sera troverete giochi di luci tra statue e specchi d’acqua.
 
Passeggiando, arrivate al Ponte Bianco. Tra tutti i ponti che attraversano la città è, senza dubbio, quello più interessante.  Fermatevi un attimo ad osservare  il fiume Rioni che scorre impetuoso. La statua che vedete sul ponte racconta la leggenda di un bambino che rubò i cappelli a due uomini vestiti eleganti e poi si buttò nel fiume per scappare. Esiste anche un’altra leggenda, che racconta  come i ragazzi della scuola maschile, sulla riva destra, si buttassero dal ponte per dimostrare il loro amore alle studentesse della scuola femminile che si trovava sulla riva sinistra del fiume.  A proposito di romanticismo, un’interessante sosta, all’angolo del ponte, è il White Stone Cafe, famoso rifugio di   poeti e scrittori. Se poi attraversate, dall’altra parte de ponte troverete, accanto al  Kutaisi Gardenia,   la piccola funivia per salire sulla collina da dove potrete ammirare quella che, nel X secolo, fu la prima capitale del Regno Unito di Georgia.
 
Omalo 
Fu qui infatti che che il re Bagrat III costruì l’imponente Cattedrale di Bagrati, simbolo dell’unione del paese.  Nel 1692 i turchi ottomani rubarono le colonne di marmo e la fecero esplodere. Fortunatamente, le colonne furono in seguito riportate in Georgia, nel 1770, da Re Salomone I.   I lavori realizzati dal 2009 al 2012 dall’agenzia nazionale per la protezione del patrimonio culturale della Georgia,  hanno reso la cattedrale cosi come la vediamo oggi, con la torre residenziale a tre piani per i vescovi di Kutaisi, gli affreschi ed il pavimento di mosaici colorati.  Importante, sui muri a nord est, la prima trascrizione dei numeri arabi in Georgia.
 
Dal 1994 la cattedrale Bagrati è  Patrimonio Unesco assieme al Monastero di Gelati che si trova a 11 chilometri a nord-est di Kutaisi. Il monastero risale al 1100 ed è molto importante dal punto di vista culturale per l’intero Caucaso, tanto che  viene indicato come   “la nuova Atene”, e “la seconda Gerusalemme”.    Fondato nel 1106 dal re Davide IV di Georgia detto Il Costruttore, ma completato dal figlio Demetrio, in epoca medievale era il luogo in cui lavoravano i maggiori scienziati del Paese, con i filosofi ed i teologi che arrivavano da Costantinopoli.  I monaci furono cacciati nel 1922, al termine della rivoluzione comunista. Come è noto, le chiese furono riconsacrate   nel 1988 ed oggi dentro il monastero di Gelati ne troviamo infatti ben tre: la chiesa della Navità, quella di San Nicola e quella di San Giorgio (più piccole).

Raggiungere Kutaisi dall’Italia oggi è ancora più facile, grazie ai due nuovi voli settimanali operativi dal 31 maggio che si sono aggiunti al collegamento da Milano avviato nel 2016 (operati dalla Wizz Air e dalla Georgian Airways). I dati parlano di una destinazione sempre più apprezzata: nell’ultimo anno è stata scelta da 7,6 milioni di italiani, ovvero il 19% in più rispetto all’anno precedente (il trend è in crescita, oggi il turismo in Georgia rappresenta  il 6,8% del Pil).

Kutaisi è anche ottima come base di partenza per visitare alcune delle bellezze della Georgia occidentale, andando e tornando in giornata, come il  monastero Motsameta, dell’XI secolo,  a circa 6 chilometri di distanza. Si trova su un promontorio, sopra un’ansa del fiume Tskhaltsitela,  tra valli profonde e bellissime montagne. E’un luogo spettacolare ed avvolto da leggende (il nome Motsameta significa “luogo dei martiri”): si narra che, tra il 720 ed il 730, due fratelli, David e Costantine Mkheidze, signori della regione, siano stati gettati nel fiume con le pietre legate al collo, come punizione per aver rifiutato di convertirsi all’Islam.  I loro corpi vennero sepolti nella cripta della chiesa ed onorati come martiri, dopo la cacciata dei musulmani (il fiume dove furono rinvenuti i due fratelli senza vita porta appunto il nome di  Tskhaltsitela, che significa acque rosse). Si dice che se si cammina tre volte sotto il passaggio della tomba dei due fratelli martiri, questi risponderanno alle preghiere.  Nel 1923, la polizia segreta sovietica sequestrò le ossa dei due santi e le depose nel museo di Kutaisi. Dopo numerose proteste locali, le reliquie furono restituite ma la leggenda narra che tutti i poliziotti sovietici che sequestrarono le spoglie dei due fratelli, non fecero una bella fine.

Altra destinazione raggiungibile da Kutaisi (a 15 chilometri di distanza) è Tskaltubo, cittadina termale. Si trova a cento metri sul livello del mare nella pianura di Kolkheti, ai piedi del Caucaso. Dentro il centro termale si respira un’atmosfera anni Cinquanta, davvero particolare per godersi   le speciali proprietà benefiche delle  acque, considerate  tra le migliori al mondo e  consigliate per il trattamento di circa settanta malattie. Un posto consigliato a chi cerca del buon relax, famoso per gli inverni miti e per le sorgenti naturali di radon, la cui temperatura naturale di 33-35 gradi permette all’acqua di essere utilizzata senza che venga riscaldata.
Le Grotte di Prometeo 
 Altro posto che merita una visita è senza dubbio la riserva naturale di Sataplia. Fondata nel 1935, protegge un patrimonio archeologico di gran valore (il nome, in georgiano, significa “miele”, per la presenza di numerosi sciami di api selvatiche).  Fu scoperta  dall’ambientalista Petre Chabukiani ed è una sorta di Jurassic Park, con le sue oltre duecento impronte di dinosauro e una grotta lunga 350 metri, Sataplia Cave, che si trova nell’omonimo vulcano (494m),   ormai spento. Per entrare, passate dalla  parte est della collina e godetevi una camminata di trecento metri (con una larghezza di 12 metri ed una altezza di 10 metri), circondati da stalattiti e stalagmiti. Troverete che la temperatura dell’aria e quella dell’acqua hanno gli stessi gradi. Arrivate poi fino allo spettacolare punto di osservazione fatto in vetro: da lì potrete ammirare una vista spettacolare su Kutaisi e su tutta la regione dell’Imereti.

Sempre per gli amanti delle grotte, a venti chilometri da Kaunas trovate le  grotte di Prometeo, uno dei complessi   più grandi e più interessanti d’Europa. Incantevoli sono i misteriosi paesaggi sotterranei, accompagnati da luci e musica classica, per un chilometro e mezzo di percorso. Se volete potete poi allungare il giro   salendo a bordo della barca che effettua un tour di 10 minuti. Per continuare ad immergervi in un viaggio eccitante, tra le forze della natura che lavorano per creare paesaggi spettacolari, andate a vedere il Canyon Okatse, a circa 42 chilometri dall’antica capitale del Regno della Colchide, nel villaggio di Gordi. Potete camminare per un chilometro   accanto al bordo del canyon, tra profonde valli, fiumi e splendide cascate alte fino a 70 metri. Altro canyon interessante è quello di  Martvili, 55 chilometri a nord di Kutaisi  in direzione nord-ovest.
Un pochino più lontano (a 60km da Kutaisi) troverete invece il Pilastro Katskhi,  una colonna naturale di calcare, alta 40 metri. Si dice che sia stata scalata per la prima volta durante una spedizione nel 1944. Sulla cima,  i resti di una piccola chiesa medievale, risalente al IX-X secolo e altre strutture archeologiche, presumibilmente costruite da monaci eremiti provenienti dal Medio Oriente. Le chiese sono state recentemente ricostruite, e nuovamente abitate dai monaci. Anche se ai visitatori non è permesso di scalare il Pilastro Katskhi,  l’esperienza è davvero indimenticabile e molto spirituale.