Viaggi

Se l'Appia non vi basta: la Puglia vista dalla Via Traiana

Egnazia 
Un itinerario da Fasano a Brindisi lungo la strada romana costruita all'inizio del II secolo d. C. come alternativa alla regina viarum: tra antichità come il porto di Ghathia e gioielli medievali
3 minuti di lettura
Da Fasano a Brindisi lungo l’antica Via Traiana. Costruita tra il 108 e il 110 d.C. per creare un percorso alternativo a quello della Via Appia, questa strada rimase in uso durante tutto il medioevo e oggi ritorna a vivere come itinerario turistico alla scoperta di un angolo di Puglia meno noto del vicino Salento, ma altrettanto bello. Il viaggio inizia dal Parco Archeologico di Egnazia, nei pressi di Fasano. Qui si ammirano i resti dell’antico centro portuale di Gnathia, già abitato da capannicoli e in epoca messapica, che raggiunse il massimo del suo splendore durante l’epoca romana, proprio grazie alla Via Traiana. Annesso al parco archeologico troviamo il Museo Nazionale che conserva i reperti rinvenuti nell’area di scavo, oltre a importanti testimonianze del territorio circostante.

Proseguendo lungo la costa adriatica si arriva al borgo marinaresco di Torre Canne, dove si trova il faro alto ben 35 metri che domina la costa fasanese. Edificato originariamente per volere del vicerè napoletano Toledo al fine di controllare il mare per prevenire eventuali attacchi provenienti dalle sponde albanesi dell’Adriatico, il faro fu poi ricostruito in epoca fascista, per essere poi automatizzato negli anni recenti. Scendendo verso sud si attraversa l’area del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere, caratterizzato da estesi oliveti monumentali, con la piccola stazione ferroviaria dismessa di Fontevecchia, trasformata in Casa del Parco. Nelle zona si possono ammirare antichi tratti della Via Traiana, torri d’avvistamento di epoca aragonese, dolmen,  chiese rurali, frantoi ipogei e altri insediamenti rupestri come cripte, abitazioni e stalle ricavati nelle grotte.  Lasciato il mare ci si dirige verso Ostuni, la celebre  città bianca del Salento.

Anche questo luogo, decisamente più turistico, riserva piacevoli sorprese al visitatore curioso. Iniziando dal Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale ospitato negli spazi di un ex monastero carmelitano. Al suo interno  trovano posto importanti testimonianze archeologiche del territorio ostunese, dalla preistoria sino all’età medievale, tra le quali  il calco della sepoltura paleolitica Ostuni 1, conosciuta come donna di Ostuni: una giovane ventenne che portava con sé il feto di un piccolo nascituro vissuta circa 26.000 anni a.C.  A un paio di chilometri dalla cittadina si visita il Parco Archeologico di Santa Maria d’Agnano, con la grotta dove è stata trovata la sepoltura di Ostuni 1. Immersa in una distesa di ulivi secolari, la caverna pare sia stata sede, per circa 30.000 anni, di riti e culti dedicati ad un’immagine femminile, partendo dagli antichi rituali dedicati alla dea Demetra sino alla venerazione di un’icona cinquecentesca della vergine Maria.
Riserva naturale dello Stato, Torre Guaceto 
Nei pressi della vicina spiaggia di Fiume Morelli, si incontra una vasta zona umida caratterizzata dalla presenza di specchi d'acqua leggermente salina e acidula e da antiche costruzioni ottocentesche utilizzate per la pratica dell'itticoltura. Oggi, dopo anni di abbandono, gli impianti sono di nuovo utilizzati per l’acquacoltura certificata con metodo biologico di cefali, anguille e orate. Riprendendo la strada per l’interno si arriva al borgo di Carovigno, dominato dal Castello Dentice di Frasso, di fondazione normanna e ampliato e fortificato tra il Quattrocento e il Cinquecento. Poco lontano si raggiunge il Centro Visite Al Gaw-sit di Serranova, legato alla Riserva Naturale di Torre Guaceto.

Uno  spazio espositivo che ripercorre la storia della flora e della fauna dell’area marina protetta attraverso diorami, filmati e acquari mediterranei dove, grazie a portali e ricostruzioni in 3D, è possibile rivivere nel villaggio di Torre Guaceto nell’età del bronzo.  Un bel giardino botanico raccoglie i profumi del territorio, con piante aromatiche ed erbe officinali caratteristiche della macchia mediterranea. Ancora una ventina di chilometri e siamo a Ceglie Messapica, anch’essa dominata dal castello sul quale svetta maestosa la torre quadrangolare costruita a lato di un torrione più basso d’epoca normanna. Oggi il maniero ospita la biblioteca comunale, la pinacoteca dedicata al pittore locale Emilio Notte e mostre temporanee.

Poco lontano si visita il nuovo Maac – Museo Archeologico e dell'Arte Contemporanea dove, al piano terreno, sono conservati i reperti provenienti dalle sepolture messapiche del territorio e, al primo piano, le opere d’arte contemporanea partecipanti al premio Emilio Notte nato nel 2011. Il viaggio prosegue quindi in direzione di Brindisi fino a raggiungere San Vito dei Normanni dove ammirare l’ottocentesco Palazzo Azzariti,  la chiesa barocca sconsacrata  di San Giovanni e la cinquecentesca chiesa di Santa Maria della Pietà, che  sorgeva accanto all'ospedale di ricovero per viandanti. A questo punto la Via Traiana porta finalmente a Brindisi, città troppo sbrigativamente attraversata da migliaia di turisti in attesa di imbarcarsi sui traghetti per la Grecia o di raggiungere il Salento. Qui si possono visitare il cinquecentesco Palazzo Granafei Nervegna,  all’interno del quale è stata rinvenuta un’antica domus romana, e la Casa del Turista, edificio situato di fronte alle banchine del porto il cui aspetto attuale è il frutto di vari rimaneggiamenti ed ampliamenti che si sono succeduti nel corso dei secoli.

In questo luogo pare sorgesse una delle sedi dei Cavalieri Templari che gestivano un albergo e una darsena porticata destinata ad accogliere le piccole imbarcazioni.  Dell’antico sistema difensivo della città, una volta interamente protetta da mura, restano Porta Mesagne, la porta d’accesso più antica voluta dall’imperatore svevo Federico II; il bastione Carlo V di pianta pentagonale e munito di cannoniere; il bastione San Giacomo, già esistente in epoca medioevale,  e Porta Lecce,  edificata da Ferdinando d’Aragona nel 1464. Per conoscere un po’ più a fondo la storia di quest’angolo di Puglia vale infine la pena visitare il Museo Archeologico Provinciale che ripercorre la storia e l’archeologia del territorio dalla preistoria sino alla fine dell’impero romano. La visita  termina con la suggestiva immersione nella stiva di una nave mercantile, una riproduzione fedele realizzata basandosi sul modello di un relitto ritrovato sui fondali di Torre Santa Sabina.