Alla Basilicata l'Oscar del turismo online: è la regione italiana con la migliore reputazione sul web
di SIMONE COSIMITerza edizione per Italia Destinazione Digitale, una pachidermica analisi su oltre 13 milioni di recensioni che determina la considerazione che la rete ha dei diversi territori. Trentino il più accessibile, Umbra la più autentica, Sicilia la preferita oltreconfine
La mole dei dati analizzati non può che spingerci a definirli gli Oscar online delle Regioni Italiane. Sono i premi assegnati da Travel Appeal sotto l’insegna “Italia Destinazione Digitale”, insieme a Best Western Italia, Destination Italia, Human Company, Keesy e Unicredit. Già, perché la startup specializzata in intelligenza artificiale applicata all’industria del turismo ha analizzato ben 13 milioni di recensioni nel corso del 2018 (oltre 7,5 in più rispetto all’anno precedente, in pratica quasi il doppio) per sfornare una monumentale indagine sulla percezione dell’offerta ricettiva italiana in rete.?Come, cioè, gli ospiti vedano e giudichino strutture, territori, attrazioni, appartamenti, hotel. In un bilancio di quella che è la loro reputazione online, ormai fondamentale nella scelta e nell’orientamento dei viaggi per il weekend fuori porta come per la trasferta intercontinentale.
Quest&rsq…
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La mole dei dati analizzati non può che spingerci a definirli gli Oscar online delle Regioni Italiane. Sono i premi assegnati da Travel Appeal sotto l’insegna “Italia Destinazione Digitale”, insieme a Best Western Italia, Destination Italia, Human Company, Keesy e Unicredit. Già, perché la startup specializzata in intelligenza artificiale applicata all’industria del turismo ha analizzato ben 13 milioni di recensioni nel corso del 2018 (oltre 7,5 in più rispetto all’anno precedente, in pratica quasi il doppio) per sfornare una monumentale indagine sulla percezione dell’offerta ricettiva italiana in rete.?Come, cioè, gli ospiti vedano e giudichino strutture, territori, attrazioni, appartamenti, hotel. In un bilancio di quella che è la loro reputazione online, ormai fondamentale nella scelta e nell’orientamento dei viaggi per il weekend fuori porta come per la trasferta intercontinentale.
Quest’anno vince la Basilicata, che si aggiudica appunto il titolo di regione con la miglior reputazione digitale osservata sulle diverse piattaforme in cui i turisti raccontano e giudicano le loro esperienze (Google, TripAdvisor, Booking, Expedia, Hotels.com, Facebook, Airbnb, Homeaway e Wimdu). Il punteggio è di 90,2 punti su 100 ed è basato sull’analisi semantica e quantitativa delle recensioni in rapporto a tutte le strutture ricettive attive online nell’ultimo anno.
Anche se la regione più recensita è l’Emilia-Romagna (in media 59 recensioni a struttura) e quella per la migliore accessibilità il Trentino (94,2 in base all’analisi semantica e quantitativa delle recensioni che parlano di servizi dedicati agli ospiti con disabilità in rapporto alla totalità delle recensioni e alle strutture che indicano questo genere di servizi sui canali di distribuzione online nell’ultimo anno). I turisti stranieri, invece, amano di più la Sicilia (89). L’Abruzzo, al contrario, esce dalla corposa analisi della startup come la regione più accogliente (95,5), la Liguria come quella più tecnologica (67,5) e l’Umbria è invece percepita come “più autentica” (92,3).
Nell’ultimo anno le recensioni pubblicate dagli ospiti per raccontare l’esperienza di soggiorno in Italia sono d’altronde cresciute del 15% ed è stato il settore degli appartamenti e affitti a breve termine a trainare la tendenza (+20%), rispecchiando anche un cambiamento nelle abitudini di viaggio delle persone. La parte del leone la fa Google (+208%) che scalza TripAdvisor, in sensibile discesa del 21% (ma lo storico sito è stato appena rilanciato e ne arriverà la nuova versione entro l’anno). Anche se i giudizi si stanno accorciando: turisti e viaggiatori recensiscono di più ma si stanno un po’ impigrendo. La lunghezza del testo si “accorcia” infatti del 6% e le recensioni di solo punteggio, ovvero quelle senza testo ma con valutazione espressa attraverso pallini o stelline, rappresentano il 30% del totale delle recensioni e segnano un tasso di crescita pari al 33%.
Nel complesso, l’Italia è sempre più amata dai turisti, con un “sentiment” positivo all’86,4% (+2,5 rispetto al 2017). La soddisfazione generale si attesta all’82,2%, in lieve discesa, ma tutti gli altri parametri sembrano invece crescere: i giudizi su camere, posizione, accoglienza (93,5% “sentiment” positivo), ristorazione (85% positivo), servizi, pulizia, internet (malino, ancora al 60,8%) e costi (62,5%). Il Sud fa registrare il tasso generale più elevato con l’87,5% di soddisfazione degli ospiti. D’altronde anche il punto di vista sul turismo italiano appare equamente suddiviso: il 54% delle recensioni pubblicate è infatti firmato da italiani e il 46% da stranieri. Non c’è insomma il rischio di un’eccessiva indulgenza da parte degli ospiti domestici o di troppa severità da parte di chi viene dall’estero.
Un aspetto interessante del rapporto di quest’anno firmato dalla startup di Mirko Lalli è il peso della tipicità nel successo delle regioni. Ad esempio Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana eccellono in questo senso incassando più di 4 punti percentuali in più sulla loro reputazione. In media, i territori che investono su questi fronti, dai prodotti tutelati alle tradizioni da recuperare, guadagnano 3,2 punti. Se le mete tricolori più recensite sono le città d’arte col 61% (in vetta Milano, Pisa e Firenze), sembrano anche in crescita secca le località collinari (20%) e le lacustri, che sono le più apprezzate dagli stranieri.
Quanto ai “recensori” stranieri, i più attivi sono i tedeschi che hanno firmato il 10% dei giudizi pubblicati nell’ultimo anno, i più pratici gli spagnoli che spesso piazzano solo il rating mentre i più soddisfatti risultano gli americani: sono soddisfatti di ciò che trovano e dei posti in cui alloggiano nell’85,9% dei casi. L’amore statunitense per il Belpaese non sembra dunque incrinarsi. I mercati di provenienza più importanti, stando almeno alla miriade di recensioni analizzate, sono quello tedesco (10%), francese (8%) e britannico (6%). A proposito: le più attive quanto a pubblicazioni sono le coppie. Il 45% delle opinioni postate nell’ultimo anno riguardava appunto una vacanza in due.
Quest’anno vince la Basilicata, che si aggiudica appunto il titolo di regione con la miglior reputazione digitale osservata sulle diverse piattaforme in cui i turisti raccontano e giudicano le loro esperienze (Google, TripAdvisor, Booking, Expedia, Hotels.com, Facebook, Airbnb, Homeaway e Wimdu). Il punteggio è di 90,2 punti su 100 ed è basato sull’analisi semantica e quantitativa delle recensioni in rapporto a tutte le strutture ricettive attive online nell’ultimo anno.
Anche se la regione più recensita è l’Emilia-Romagna (in media 59 recensioni a struttura) e quella per la migliore accessibilità il Trentino (94,2 in base all’analisi semantica e quantitativa delle recensioni che parlano di servizi dedicati agli ospiti con disabilità in rapporto alla totalità delle recensioni e alle strutture che indicano questo genere di servizi sui canali di distribuzione online nell’ultimo anno). I turisti stranieri, invece, amano di più la Sicilia (89). L’Abruzzo, al contrario, esce dalla corposa analisi della startup come la regione più accogliente (95,5), la Liguria come quella più tecnologica (67,5) e l’Umbria è invece percepita come “più autentica” (92,3).
Nell’ultimo anno le recensioni pubblicate dagli ospiti per raccontare l’esperienza di soggiorno in Italia sono d’altronde cresciute del 15% ed è stato il settore degli appartamenti e affitti a breve termine a trainare la tendenza (+20%), rispecchiando anche un cambiamento nelle abitudini di viaggio delle persone. La parte del leone la fa Google (+208%) che scalza TripAdvisor, in sensibile discesa del 21% (ma lo storico sito è stato appena rilanciato e ne arriverà la nuova versione entro l’anno). Anche se i giudizi si stanno accorciando: turisti e viaggiatori recensiscono di più ma si stanno un po’ impigrendo. La lunghezza del testo si “accorcia” infatti del 6% e le recensioni di solo punteggio, ovvero quelle senza testo ma con valutazione espressa attraverso pallini o stelline, rappresentano il 30% del totale delle recensioni e segnano un tasso di crescita pari al 33%.
Nel complesso, l’Italia è sempre più amata dai turisti, con un “sentiment” positivo all’86,4% (+2,5 rispetto al 2017). La soddisfazione generale si attesta all’82,2%, in lieve discesa, ma tutti gli altri parametri sembrano invece crescere: i giudizi su camere, posizione, accoglienza (93,5% “sentiment” positivo), ristorazione (85% positivo), servizi, pulizia, internet (malino, ancora al 60,8%) e costi (62,5%). Il Sud fa registrare il tasso generale più elevato con l’87,5% di soddisfazione degli ospiti. D’altronde anche il punto di vista sul turismo italiano appare equamente suddiviso: il 54% delle recensioni pubblicate è infatti firmato da italiani e il 46% da stranieri. Non c’è insomma il rischio di un’eccessiva indulgenza da parte degli ospiti domestici o di troppa severità da parte di chi viene dall’estero.
Un aspetto interessante del rapporto di quest’anno firmato dalla startup di Mirko Lalli è il peso della tipicità nel successo delle regioni. Ad esempio Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana eccellono in questo senso incassando più di 4 punti percentuali in più sulla loro reputazione. In media, i territori che investono su questi fronti, dai prodotti tutelati alle tradizioni da recuperare, guadagnano 3,2 punti. Se le mete tricolori più recensite sono le città d’arte col 61% (in vetta Milano, Pisa e Firenze), sembrano anche in crescita secca le località collinari (20%) e le lacustri, che sono le più apprezzate dagli stranieri.
Quanto ai “recensori” stranieri, i più attivi sono i tedeschi che hanno firmato il 10% dei giudizi pubblicati nell’ultimo anno, i più pratici gli spagnoli che spesso piazzano solo il rating mentre i più soddisfatti risultano gli americani: sono soddisfatti di ciò che trovano e dei posti in cui alloggiano nell’85,9% dei casi. L’amore statunitense per il Belpaese non sembra dunque incrinarsi. I mercati di provenienza più importanti, stando almeno alla miriade di recensioni analizzate, sono quello tedesco (10%), francese (8%) e britannico (6%). A proposito: le più attive quanto a pubblicazioni sono le coppie. Il 45% delle opinioni postate nell’ultimo anno riguardava appunto una vacanza in due.