Fino ai fuochi d’artificio del 31 dicembre vanno avanti a getto continuo celebrazioni e feste a San Antonio, la città del Texas che festeggia quest’anno il trecentesimo anniversario dalla sua fondazione con un intero anno di spettacoli e manifestazioni. Nel mese di novembre si comincia con El Dia de los Muertos, ricorrenza molto popolare e gioiosa in tutto il Centro America con spettacoli sulla Market Square, il colorato grande mercato messicano in Downtown. Sono poi in programma il Luminaria Contemporary Arts Festival conla presenza di artisti internazionali, la festa del Diwali con musiche, danze e piatti della cucina dell’India, la maratona e mezza maratona al ritmo di rock ‘n roll e le tradizionali parate natalizie che si susseguiranno in un’atmosfera spensierata intorno al River Walk, la passeggiata serpeggiante in centro intorno al Rio San Antonio. E’ la zona più vivace della città, alberata e punteggiata da numerosi bar, ristoranti e luoghi di ritrovo: la si può percorrere a piedi sulle due opposte sponde del piccolo corso d’acqua attraversato da numerosi ponti, cogliendo scorci dal basso spesso scorci della skyline cittadina. Sull’acqua scivolano quietamente anche piccoli battelli turistici con motore elettrico, con un giro che racconta la storia dell’evoluzione cittadina e illustra i suoi monumenti principali.
Seconda città del Texas e settima negli Stati Uniti, a solo due ore dal confine messicano nel sud-ovest del Paese, la città è servita da un aeroporto internazionale e da una fitta rete di strade percorse dagli onnipresenti bus Greyhound. San Antonio è la più antica città dell’ovest del continente nordamericano, fondata nel 1718 da pionieri spagnoli provenienti dal Messico. I missionari francescani che li accompagnavano oltre a darle il nome in onore di Sant’Antonio da Padova, fondarono cinque missioni per portare il cattolicesimo in una terra all’epoca abitata da popolazioni indiane. La missione di San Antonio de Valero, una bassa costruzione bianca oggi nel cuore della città, fu successivamente occupata da una compagnia di militari messicani che la ribattezzarono Alamo. Durante la rivoluzione contro il presidente e dittatore Santa Anna fu presa e fortificata dai ribelli texani, ma l’assedio dell’esercito messicano il 6 Marzo 1836 si concluse con lo sterminio di tutti i difensori, tra cui molti avventurieri della costa atlantica degli Stati Uniti come il famoso Davy Crockett. La battaglia di Alamo è stata immortalata in numerosi film: quello di John Wayne ricevette sette nomination ai premi Oscar.
Oggi Alamo è un monumento nazionale di primaria importanza, visitato innanzitutto da tanti americani, che qui come a Boston, a Filadelfia, al cimitero di Arlington e sui campi di battaglia della guerra di Secessione ricordano e rendono onore alla nascita della loro nazione. Se Fort Alamo è la principale attrazione turistica di tutto il Texas, “Alamo City" come è spesso chiamata San Antonio, merita una visita non affrettata per le sue attrattive storiche e culturali, come i due musei d’arte McNay Art Museum e San Antonio Art Museum, il Witte Museum di storia naturale, il giardino botanico, il palazzo del governatore spagnolo, la ricostruzione dell’assedio di Alamo con un filmato Imax , la Torre delle Americhe dove un ascensore porta in un solo minuto al ristorante rotante a 150 metri da terra con splendido panorama sulla città. Un giro di orientamento in bus o con il colorato trolley d’epoca permette di farsi un’idea non solo del centro, ma anche dei quartieri periferici in cui sono sopravvissute tante case in legno o mattoni a vista a due piani, ingentilite da colonne, capitelli ed alzate, tipiche dell’architettura coloniale del sud degli Stati Uniti.
Nonostante la lontananza dal centro, non si può mancare di fare un giro al Pearl, che deve il nome a una grande fabbrica di birra fondata da un emigrato tedesco nel 1881 e poi molto sviluppata da sua moglie Emma. Il quartiere veteroindustriale era ridotto a vecchi edifici abbandonati e fatiscenti dopo la chiusura delle attività del birrificio alcuni decenni or sono, ma una dozzina di anni fa è stato avviato un ampio progetto di riqualificazione con l’intervento dello studio di architettura Roman & Williams di New York. Nel giro di poco tempo il Pearl si è trasformato in una delle aree più vivaci e alla moda della città: il maestoso edificio industriale in mattoni rossi della fabbrica è rinato come Hotel Emma con un allestimento veramente originale con vecchi macchinari nell’atrio, tubazioni che si biforcano sotto l’alto soffitto, grandi silos fermentatori negli ambienti del bar usati come comodi separé. Nelle costruzioni circostanti sono stati ricavati 446 appartamenti, 19 ristoranti e bar, 14 negozi alimentari di qualità, tutti intorno a una piazza che fa da punto di incontro per animazioni, spettacoli e musica. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per cenare al Pearl scegliendo i barbecue e la birra di propria produzione del Southerleigh o del Granary, la cucina messicana del La Gloria, quella etnica asiatico-peruviana del Botika o infine i piatti vegetariani kosher del Green.
Seconda città del Texas e settima negli Stati Uniti, a solo due ore dal confine messicano nel sud-ovest del Paese, la città è servita da un aeroporto internazionale e da una fitta rete di strade percorse dagli onnipresenti bus Greyhound. San Antonio è la più antica città dell’ovest del continente nordamericano, fondata nel 1718 da pionieri spagnoli provenienti dal Messico. I missionari francescani che li accompagnavano oltre a darle il nome in onore di Sant’Antonio da Padova, fondarono cinque missioni per portare il cattolicesimo in una terra all’epoca abitata da popolazioni indiane. La missione di San Antonio de Valero, una bassa costruzione bianca oggi nel cuore della città, fu successivamente occupata da una compagnia di militari messicani che la ribattezzarono Alamo. Durante la rivoluzione contro il presidente e dittatore Santa Anna fu presa e fortificata dai ribelli texani, ma l’assedio dell’esercito messicano il 6 Marzo 1836 si concluse con lo sterminio di tutti i difensori, tra cui molti avventurieri della costa atlantica degli Stati Uniti come il famoso Davy Crockett. La battaglia di Alamo è stata immortalata in numerosi film: quello di John Wayne ricevette sette nomination ai premi Oscar.
Oggi Alamo è un monumento nazionale di primaria importanza, visitato innanzitutto da tanti americani, che qui come a Boston, a Filadelfia, al cimitero di Arlington e sui campi di battaglia della guerra di Secessione ricordano e rendono onore alla nascita della loro nazione. Se Fort Alamo è la principale attrazione turistica di tutto il Texas, “Alamo City" come è spesso chiamata San Antonio, merita una visita non affrettata per le sue attrattive storiche e culturali, come i due musei d’arte McNay Art Museum e San Antonio Art Museum, il Witte Museum di storia naturale, il giardino botanico, il palazzo del governatore spagnolo, la ricostruzione dell’assedio di Alamo con un filmato Imax , la Torre delle Americhe dove un ascensore porta in un solo minuto al ristorante rotante a 150 metri da terra con splendido panorama sulla città. Un giro di orientamento in bus o con il colorato trolley d’epoca permette di farsi un’idea non solo del centro, ma anche dei quartieri periferici in cui sono sopravvissute tante case in legno o mattoni a vista a due piani, ingentilite da colonne, capitelli ed alzate, tipiche dell’architettura coloniale del sud degli Stati Uniti.
Nonostante la lontananza dal centro, non si può mancare di fare un giro al Pearl, che deve il nome a una grande fabbrica di birra fondata da un emigrato tedesco nel 1881 e poi molto sviluppata da sua moglie Emma. Il quartiere veteroindustriale era ridotto a vecchi edifici abbandonati e fatiscenti dopo la chiusura delle attività del birrificio alcuni decenni or sono, ma una dozzina di anni fa è stato avviato un ampio progetto di riqualificazione con l’intervento dello studio di architettura Roman & Williams di New York. Nel giro di poco tempo il Pearl si è trasformato in una delle aree più vivaci e alla moda della città: il maestoso edificio industriale in mattoni rossi della fabbrica è rinato come Hotel Emma con un allestimento veramente originale con vecchi macchinari nell’atrio, tubazioni che si biforcano sotto l’alto soffitto, grandi silos fermentatori negli ambienti del bar usati come comodi separé. Nelle costruzioni circostanti sono stati ricavati 446 appartamenti, 19 ristoranti e bar, 14 negozi alimentari di qualità, tutti intorno a una piazza che fa da punto di incontro per animazioni, spettacoli e musica. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per cenare al Pearl scegliendo i barbecue e la birra di propria produzione del Southerleigh o del Granary, la cucina messicana del La Gloria, quella etnica asiatico-peruviana del Botika o infine i piatti vegetariani kosher del Green.