Irlanda. Dalle Cliffs of Moher a Skellig Michael, i belvedere da brivido
Un ministro ha proposto alle autorità turistiche locali di collocare specifici "seggiolini da selfie" nei molti siti panoramici, attraenti quanto brutali, che l'isola offre. Dirupi, orridi che sono allo stesso tempo un invito quasi irresistibile e un forte pericolo per quei turisti che non sanno resistere alla smania di immortalarsi con quelle meraviglie come sfondo, o a quella di immortalarle nella foto perfetta. Il problema si sta facendo serio in proporzione diretta alla crescita del turismo di massa. Fino a diventare ad alto rischio nei siti paesaggistici per loro natura problematici per configurazione orogeografica e clima. Succede che una montagna o un promontorio marino, prima frequentati quasi esclusivamente da alpinisti e camminatori esperti, diventino improvvisamente meta prediletta di famiglie, di gruppi di anziani e di scolaresche: visitatori che già lamentano un deficit "tecnico" rispetto a sentieri ripidi, scoscesi e inframmezzati da dirupi e veri e propi baratri, e magari lo aggravano presentandosi con abbigliamento e calzature da città. La voglia di catturare l'attimo fa il resto. L'Irlanda è un caso emblematico. Per quanti milioni di turisti possano visitarla, rimane un'isola selvaggia, dove in molti casi bisogna lasciare l'auto e proseguire a piedi. Il clima fa il resto. Le Cliffs of Moher, le scogliere kolossal, simbolo del Paese è l'esempio ante litteram: un milione e mezzo di visitatori annui ammino il favoloso paesaggio, in teoria in fila indiana lungo un sentiero scavato nel terreno a una distanza di sicurezza dal baratro, in pratica indotti spesso a saltare la fila, uscendo allo scoperto, sul bordo del dirupo da 200 metri e oltre. Si aggiunga che quel terreno si impregna facilmente d'acqua piovana, fino a trasformarsi, complice il continuo sovrapporsi delle impronte, in un pantano difficile da gestire persino con gli scarponi da trekking. La parte vicina al Visitor Center, di gran lunga la più frequentata, è stata di fatto transennata da qualche stagione. Ma il cammino è troppo lungo per essere controllabile da cima a fondo. Su questa dinamica, corretta o inadeguata che sia, si inserisce la proposta dell'uomo politico di Dublino. Ma le splendide scoglerie dell'ovest irlandese non sono l'unico baratro in cui si possono imbattere i turisti. Eccone altri, bellissimi ma da trattare con rispetto, quasi con deferenza