Mito e storia. Dall'Anatolia al Tirreno, l'Eneide diventa un percorso tra arte, natura e bellezza
di NICOLETTA SPELTRA
Il cavallo all'ingresso degli scavi di Troia
Il viaggio dell’eroe cantato da Virgilio rivive in un tracciato di 21 tappe. E si candida a entrar nella rete degli Itinerari Cultura del Consiglio d’Europa
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Ricordate i versi di Virgilio, gli esametri latini che narrano le epiche imprese di Enea, l’eroe troiano figlio di Venere e Anchise che, costretto a fuggire dalla sua città in fiamme, naviga per ben sette anni lungo le coste del Mediterraneo alla ricerca di una nuova patria? Il destino lo porta ad approdare nel Lazio e a diventare il leggendario capostipite del popolo romano.
Quell’itinerario che l’Eneide ci ha lasciato in eredità e che è stato ricostruito dai geografi sulle antiche carte nautiche, è destinato con ogni probabilità, grazie a un progetto dell’associazione “Rotta di Enea”, a entrare nel novero dei Percorsi del Consiglio d’Europa, ossia a ottenere la certificazione riservata a percorsi di viaggio che siano testimonianza del variegato patrimonio storico e culturale europeo e mediterraneo e che esaltino valori fondamentali come il rispetto dei diritti umani e il dialogo interculturale. Il lungo iter per la candidatura è terminato e nel prossimo agosto è previsto l’ultimo passo, ossia la presentazione del dossier ufficiale al Consiglio d’Europa. Il riconoscimento da parte di Strasburgo porterebbe visibilità e valorizzazione all’affascinante percorso che si snoda tra le ricchezze archeologiche, culturali e naturalistiche di 5 Paesi e si articola in 21 tappe, alcune delle quali patrimonio Unesco.
Tra le più importanti, partendo dalle coste egee della Turchia, è senza dubbio l’antichissima Ilio, nome greco di Troia, con i resti riportati alla luce da Heinrich Schliemann nel 1872. Si toccano poi varie località della Grecia, tra le quali Delo, l’isola sacra gioiello delle Cicladi, famosa per i suoi templi e per il suo oracolo, e Creta, con il celebre Palazzo di Cnosso e il labirinto del Minotauro, e quindi si procede verso le antiche meraviglie archeologiche e naturalistiche di Butrinto, che ha spiagge tra le più belle d’Albania. Da qui Virgilio fa muovere Enea verso le coste italiane, anche se prima una tempesta spingerà la flotta verso la Fenicia, l’attuale Tunisia, dove l’eroe vivrà il suo tragico amore con Didone, regina fondatrice di Cartagine, oggi parco nazionale archeologico a pochi chilometri da Tunisi. Castrum Minervae (Castro), Salento, Puglia
In Italia, il mitico viaggio di Enea è l’occasione per riscoprire la cultura di territori troppo spesso presi in considerazione soprattutto per le loro bellezze naturali e che invece sono molto di più che solo mare. Il primo approdo è lungo la costa orientale della penisola salentina, a Castrum, l’odierna Castro, un tempo sovrastata da una rocca con un tempio di Minerva, che Enea e i compagni avvistarono da lontano. Ed è notizia recentissima il ritrovamento dei resti di questa struttura templare risalente al IV secolo a. C., mentre alcuni anni fa, nel 2015, un gruppo di archeologi aveva rinvenuto il busto della monumentale statua dedicata a Minerva, andato ad aggiungersi alle già ricche collezioni del museo archeologico ospitato nel Castello Aragonese. La navigazione nel Mediterraneo continua con le vele sospinte dal vento verso l’Isola dei Ciclopi, il piccolo arcipelago costituito da faraglioni di roccia lavica situato in Sicilia, ai piedi dell’Etna, all’altezza di Aci Trezza. Qui realtà e leggenda si fondono in maniera poetica, con gli enormi massi che emergono dal mare a dare concretezza alla leggendaria furia di Polifemo, il gigante da un solo occhio, che, nell’Odissea omerica li lancia verso Ulisse e i suoi uomini, colpevoli di averlo accecato, così come, nell’Eneide, farà nei confronti di Enea e dei compagni. Dopo svariate peregrinazioni, la Sicilia comparirà di nuovo all’orizzonte di Enea con il profilo della bella isola di Ortigia, la parte più antica di Siracusa, oggi il suo vivacissimo cuore, con i suoi vicoli, i cortili, gli slarghi e l’intreccio degli stili, dall’arabo-normanno al catalano, dal barocco al liberty, che danno forma alle pietre chiare delle sue costruzioni, a cominciare dalla spettacolare cattedrale della Natività di Maria Santissima. La Via dei Leoni a Delo (Grecia)
Il periplo della punta dello stivale continua ed Enea arriva nell’antica Drepanon, l’odierna Trapani, da sempre crocevia tra Africa e Europa. Anche qui l’architettura barocca è la principale attrattiva, insieme alle riserve naturali e al fascino lunare del territorio occupato dalle saline. Poi, ancora tra mille peripezie, Enea si avvicina alla meta predestinatagli dal fato, passando davanti al Golfo di Policastro, dove si consuma la tragedia del fidato nocchiero della sua flotta, Palinuro. Dal personaggio prende nome la bella località sulla costiera del Cilento, terra di sirene, quelle di Punta Licosa che avevano ammaliato Ulisse col loro canto, e di filosofi, da Parmenide a Gian Battista Vico. Più su lo attende Cuma, nell’area vulcanica dei Campi Flegrei, un luogo scenografico, colonia ellenica tra le più antiche e meta irrinunciabile per i viaggiatori del Grand Tour settecentesco. Qui sia Omero che Virgilio collocano l’antro della Sibilla, ancora oggi uno dei luogi più suggestivi e visitati della zona, insieme al Lago d’Averno, leggendario accesso agli Inferi.
E finalmente si avvicinano le coste laziali, con Gaeta, altra terra di antichi miti, perché secondo Omero dimora della maga Circe, e di credenze popolari, come quelle legate alla Montagna Spaccata e alla Grotta del Turco, che mescolano sacro e profano, storie di santi e storie di pirati. Pochi chilometri a nord, Enea fonderà Lavinium, vicino Pomezia, oggi sede di un interessante Museo Archeologico, e più tardi, attraverso i suoi discendenti, Romolo e Remo, indirettamente anche Roma. A Lavinium si conserva anche un tumolo sepolcrale conosciuto come l’Heroon di Enea, l’ipotetica sepoltura dell’eroe. L’Eneide così si conclude mentre l’avventura alla conquista dell’ambito riconoscimento come “Itinerario culturale europeo” sta per avere inizio.