Obereggen, sci d'altri tempi nel cuore delle Dolomiti (e del Superski)
di MARCO BERCHI
Il rifugio Oberholz (foto Giacomo Cantisani)
Alto Adige. A mezz'ora da Bolzano, poco lontano dalle valli di Fiemme e di Fassa. la piccola stazione della Val d'Ega offre il meglio in qualità di efficienza dei servizi. Ma con un tocco di lentezza che la rendono piacevolmente diversa
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Dolomiti, sinonimo di immensi comprensori, grandi cavalcate sci ai piedi, addirittura “performance check” per misurare i km e i dislivelli fatti (e competere con se stessi e con gli amici). Tutto vero, tutto bello, tutto piacevole, grazie all’organizzazione top del Dolomiti Superski. Ma — e qui ci vuole proprio un“ma” — c’è anche altro. Ci sono anche — e ancora… — le stazioni più piccole, quelle che non impongono di forzare i tempi di discesa, quelle dove i bambini non replicano lo stress cittadino del scuola-tennis-inglese-judo. Quelle dove alla sera si può andare all’après ski, certo, ma anche rintanarsi in hotel davanti al caminetto e a una tisana senza per questo sentirsi fuori luogo.
Obereggen è un posto così. Fa parte del Dolomiti Superski — e quindi ne gode i benefici in termini di qualità della neve e degli impianti —, è a mezz’ora da Bolzano ma al tempo stesso lascia assaporare il gusto di uno sci d’altri tempi e si gode il maestoso sfondo del Latemar, che apprezzerete soprattutto arrivando nel tardo pomeriggio di una giornata tersa.
Siamo in Val d’Ega, nel comune di Nova Ponente, un’area che, per chi la percorre, del vallivo ha davvero poco, fatta com’è di solchi che si alternano a placidi altopiani soleggiati. Comunque, da qui passa chi da Bolzano vuol raggiungere le trentine Fiemme e Fassa, magari sostando al sorprendente santuario mariano barocco di Pietralba, detto “il Duomo delle Dolomiti”.
È, questo, uno dei must dell’intera area sciistica, raggiungibile anche da chi non scia e punto di partenza di una delle belle e frequentate piste da slittino della zona. A renderlo imperdibile sono due elementi: l’architettura ardita e sorprendente, con tre sale a “cannocchiale” le cui dimensioni si scoprono solo all’interno, e la cucina raffinata e semplice al tempo stesso. Gustato il “kaiserschmarrn”, dolce simbolo del rifugio, eccoci sulla rossa che riconduce a Obereggen: è la più bella dell’area e permette di smaltire gran parte delle calorie accumulate.
Una seconda discesa, con calma e con il sole in fronte, ci fa rientrare all’auto o, meglio ancora, in hotel (attenti a non cadere sci ai piedi nella piscina…) per il meritato relax.
In alternativa al caminetto, tre volte alla settimana, un potente impianto di illuminazione permette a sciatori e slittinisti di apprezzare il fascino delle discese in notturna dal rifugio Laner. E la sostenibilità? Niente paura, tutta l’energia proviene da fonti idroelettriche, l’acqua per l’innevamento programmato arriva senza dispendio di energia da bacini riempiti con acque di fusione e piovane e, per finire, l’intero villaggio è riscaldato da un impianto che sfrutta gli scarti dell’industria del legno della Val d’Ega.