Versailles ritrova il bosco della Regina. Così rinascerà il giardino "all'inglese" di Maria Antonietta
di
Micol Passariello
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di Micol Passariello
Tra i tanti gioielli racchiusi nella reggia del Re Sole, il Queen's Grove si distingueva per uno stile innovativo voluto dalla sovrana all'alba della Rivoluzione. Degradato fino quasi a svanire in seguito a una tempesta alla fine dei Duemila, verrà ricreato - è la promessa - così com'era
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Sontuosi giochi d’acqua, statue e fontane scolpite, siepi potate creativamente e aiuole disegnate ad arte. Pochi parchi al mondo possono competere con la meraviglia dei Giardini di Versailles, emblema dello sfarzo della corte di Luigi XIV, il Re Sole.
Vennero concepiti secondo il tradizionale schema geometrico alla francese dall’architetto André Le Nôtre, incaricato dal re di Francia, nel 1661, di creare un magnifico parco in una terra di ottanta ettari alle porte di Parigi. Le Nôtre lavorò con il sovrintendente degli edifici del re Jean-Baptiste Colbert e con il pittore di corte Charles Le Brun per creare questa opera verde strepitosa, che venne costruita in un lasso di tempo lungo ben quarant’anni, impiegando l’operato di migliaia di persone.
Il risultato è straordinario: cinquanta fontane e fontanili, con seicento getti d’acqua (un tempo venivano azionati al passaggio di sua maestà), duecentomila alberi e altre…
Sontuosi giochi d’acqua, statue e fontane scolpite, siepi potate creativamente e aiuole disegnate ad arte. Pochi parchi al mondo possono competere con la meraviglia dei Giardini di Versailles, emblema dello sfarzo della corte di Luigi XIV, il Re Sole.
Vennero concepiti secondo il tradizionale schema geometrico alla francese dall’architetto André Le Nôtre, incaricato dal re di Francia, nel 1661, di creare un magnifico parco in una terra di ottanta ettari alle porte di Parigi. Le Nôtre lavorò con il sovrintendente degli edifici del re Jean-Baptiste Colbert e con il pittore di corte Charles Le Brun per creare questa opera verde strepitosa, che venne costruita in un lasso di tempo lungo ben quarant’anni, impiegando l’operato di migliaia di persone.
Il risultato è straordinario: cinquanta fontane e fontanili, con seicento getti d’acqua (un tempo venivano azionati al passaggio di sua maestà), duecentomila alberi e altrettanti fiori colorati, che Re Luigi XIV si feceva inviare dai più disparati angoli del mondo, da Costantinopoli alle Fiandre. (foto Thomas Garnier)
Una passeggiata ricchissima. Si va dai i boschetti, veri salotti en plein air arredati con fontane e statue, come il Bosquet de la Reine, che ospita piante esotiche, alla fontana di Apollo, simbolo della potenza di Luigi XIV, fino al Grand Canal, una piccola Venezia con tanto di gondole, che il sovrano si fece inviare dalla Serenissima.
In mezzo a tanto sfarzo, l’eclettica regina Maria Antonietta aveva voluto un suo parco privato, una zona riservata e defilata interamente dedicata a lei, chiamato Queen's Grove. Creato nel 1776, questo giardino ornamentale, confinante con il Parterre dell'Orangerie, era un luogo appartato dove la nobildonna poteva passeggiare da sola, lontano dai numerosi visitatori del palazzo e dalla frenesia di corte.
Lo stile si distaccava dal resto dei giardini, perché mischiava le geometrie francesi alle nuove tendenze verdi inglesi. Deteriorato notevolmente durante il XIX e il XX secolo (l’evento peggiore accadde nella notte tra il 25 e 26 dicembre del 1999, quando una tempesta distrusse 18.500 alberi, compresi esemplari piantati nel 1700), oggi di tanta magnificenza è rimasto un vago ricordo. Per correre ai ripari, e restituire a questa zona di Versailles tutto il suo lustro, è in programma un massiccio intervento di restauro, che porterà il Queen’s Grove a splendere come un tempo. «Il Queen's Grove – commentava Gabriel Thouin, architetto paesaggista, il 22 ottobre 1775 - è un giardino unico. Credo che l'unico modo per renderlo più gradevole sia trasformarlo in un Boschetto in stile moderno, per mostrare gli alberi più suggestivi del mondo. Questo spazio richiede una grande vena artistica, sia nelle forme degli alberi e delle loro foglie, sia nel colore dei fiori, bisognerà tenere conto del periodo in cui saranno in fiore, e le diverse sfumature del fogliame». Il progetto di recupero (Architecture et Patrimoine - Jacques Moulin, ACMH)
Il progetto di restauro è ambizioso. Nel corso dei prossimi due anni, paesaggisti e designer dal pollice verde lavoreranno per restituire a questo eden fiorito il lustro che gli spetta, e per permettere ai visitatori di rivivere tutta la magia del parco di Versailles. Studiando le carte originarie, il progetto punta a ripopolare il giardino delle piante e dei fiori preferiti dalla regina, curando anche il restyling degli arredi d’epoca e delle pregiate decorazioni scolpite. Anche i pergolati verranno risistemati, riportandoli alle atmosfere originali.
Nella piazza centrale e lungo i differenti viali alberati, torneranno a splendere alberi magnifici e cespugli variopinti di tulipani, come piaceva a sua maestà. Le piante e i fiori selezionati, ovviamente, saranno in linea con le specie scelte un tempo dalla regina, creando diversi boschetti, ognuno con una varietà di fiori, erbe e profumi differenti, dal biancospino al sommacco. Tra le tante specie che ripopoleranno questi ambienti preziosi, ci sarà anche il Virginia tulip tree (Liriodendron tulipifera), l’albero preferito di Maria Antonietta, nativo del sud degli Stati Uniti: importato dall’America nel 1732, questo magnifico albero può vivere fino a cinquecento anni e raggiungere i trenta metri di altezza. Il termine dei lavori è previsto tra due anni, a fine 2022. Nel mentre, si può contribuire al costoso progetto di restauro, sponsorizzato da finanziamenti privati. È possibile infatti adottare un pergolato, una fila di tulipani o un singolo albero, aiutando personalmente la rinascita di questo splendido patrimonio artistico e paesaggistico. Un'altra immagine dei giardini (Thomas Garnier)