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Rotterdam, il magazzino del porto diventa museo e racconta l'avventura delle migrazioni

Nel cuore di uno dei più grandi porti del pianeta sta nascendo il Fenix Museum of Migration che vuole celebrare le donne e gli uomini che nella storia hanno dovuto o voluto affrontare il viaggio verso il nuovo e l'ignoto. Una piattaforma di grande impatto visivo, che sarà completata entro il 2023

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"Che siano costrette dalla guerra, dalla povertà, da motivi religiosi o da qualcos'altro, alcune persone a un certo punto della loro vita prendono una decisione. Decidono di mettere tutto quello che hanno in una valigia e di affrontare un viaggio verso un nuovo mondo, per ricominciare tutto da capo. Quello che vogliamo fare è capire quest'emozione, e mostrarla".

Così Wim Pijbes, presidente della Fondazione Droom en Daad, celebre storico nonché ex direttore generale del Rijksmuseum di Amsterdam, ha presentato il FENIX Museum of Migration, importante museo in cantiere a Rotterdam (i lavori dovrebbero terminare nel 2023) dedicato appunto alla storia delle migrazioni.

Commissionato a MAD Architects (è il primo progetto culturale europeo dell'architetto Ma Yansong, fondatore dello studio originario di Pechino), per il nuovo spazio si è puntato su un luogo speciale, con una storia unica, profondamente intrecciata con il tessuto della città. La sede, infatti, è il magazzino Fenix: una scelta non casuale. Quando fu costruito nel 1923 era considerato il più grande magazzino del mondo, distrutto e ristrutturato diverse volte nel corso del Ventesimo secolo. Con la sua posizione sulla penisola di Katendrecht, questo posto pieno di storia è stato, nel tempo, un importante porto di immigrazione e di scambio tra popoli e culture.

Per questo Ma Yansong ha deciso di preservare l'identità del luogo, mantenendo la struttura originale in cemento e partendo da questa per realizzare la sua opera. Il blocco iniziale si presenta senza la parte centrale, sostituita da una scultorea scala a chiocciola che parte dal piano terra, si avvita su sé stessa come un vortice, va oltre il soffitto e porta a toccare il cielo con un dito: le scale in realtà sono due, si muovono con la loro forma elicoidale, le linee fluide e i raggi di curvatura differenti, per poi ricongiungersi in cima, su una splendida terrazza circolare, che offre un belvedere esclusivo su tutta la zona.

"Da lontano, la piattaforma e la scala sembrano un'unica entità”, ha spiegato l'architetto Ma Yansong. Solo avvicinandosi però si potrà ammirare tutta la creatività racchiusa dietro il design scenografico delle scalinate, che non solo rompono la staticità del preesistente magazzino, ma danno anche la possibilità di vivere i diversi piani dell'edificio, ammirando i vari spazi, le vedute sulla città che offrono. Le maxi finestre e i soffitti in vetro contribuiranno inoltre a creare un luogo flessibile e aperto. "Muovendosi con ritmi diversi, le scale abbattono l'enorme gradinata originale del magazzino, aggiungendo spazi più intimi e a misura d'uomo. I materiali in acciaio inossidabile e legno utilizzati contrastano con quelli in cemento e acciaio, offrendo ai visitatori la sensazione di salire a bordo di una nave”.

Lo spazio, una volta terminato, ospiterà una mostra sul tema del "movimento", con opere d'arte e archivi contemporanei curati in collaborazione con istituzioni d'arte locali e internazionali. Ben integrato nella comunità circostante, con ingressi sia dalle acque che dalla città, il museo offre un piano terra dove creatività e cultura convivono con offerte ricreative, dai punti ristoro alle aree relax, per rendere l’edificio aperto a tutti e inserire l'arte nella vita quotidiana della gente. "Nell’immaginario collettivo - ha aggiunto Pijbes - il museo ha un'apparenza molto rigida. Vorrei che questo fosse uno spazio ibrido, un’agorà”.

Quando l’edificio sarà finito, la penisola di Katendrecht diventerà un ponte che collega il nord e il sud della città, ispirando più persone attraverso il tema fondamentale della migrazione. Come ha spiegato Pijbes, “quello che vogliamo mostrare è che questa è una storia universale”. Raccontando le migrazioni, il FENIX Museum simboleggia il nostro futuro e lancia un messaggio di speranza per il domani: l’unione dei popoli.
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