Londra, giù i veli dal Big Ben. La torre dell'orologio più famosa torna a farsi vedere e sentire dopo 5 anni
di Alessandro Allocca , di Alessandro AlloccaLONDRA - Il 21 agosto del 2017 ci furono gli ultimi rintocchi. Poi, il silenzio per quasi cinque anni. Giusto qualche apparizione per scandire l’arrivo del nuovo anno, qualche altro sporadico momento per effettuare dei test, come conferma che il sistema meccanico delle ore e dei minuti avesse ripreso a funzionare correttamente. Altrimenti, per quasi sessanta mesi, il Big Ben è rimasto nascosto sotto una imponente impalcatura a causa di urgenti lavori di restauro e messa in sicurezza, i più lunghi mai vissuti dal monumento simbolo della capitale inglese. Solo qualche giorno fa buona parte dei tubi e delle assi di legno sono stati tolti; giusto qualche ponteggio è rimasto alla base per ultimare gli ultimi lavori programmati per far tornare la celebre torre dell’orologio ai fasti del 1859 quando, grazie ai suoi 96 metri di altezza e al suono generato dalle 13 tonnellate della campana che si può udire a chilometri di distanza, rappresentava tutta la…
LONDRA - Il 21 agosto del 2017 ci furono gli ultimi rintocchi. Poi, il silenzio per quasi cinque anni. Giusto qualche apparizione per scandire l’arrivo del nuovo anno, qualche altro sporadico momento per effettuare dei test, come conferma che il sistema meccanico delle ore e dei minuti avesse ripreso a funzionare correttamente. Altrimenti, per quasi sessanta mesi, il Big Ben è rimasto nascosto sotto una imponente impalcatura a causa di urgenti lavori di restauro e messa in sicurezza, i più lunghi mai vissuti dal monumento simbolo della capitale inglese. Solo qualche giorno fa buona parte dei tubi e delle assi di legno sono stati tolti; giusto qualche ponteggio è rimasto alla base per ultimare gli ultimi lavori programmati per far tornare la celebre torre dell’orologio ai fasti del 1859 quando, grazie ai suoi 96 metri di altezza e al suono generato dalle 13 tonnellate della campana che si può udire a chilometri di distanza, rappresentava tutta la magnificenza dell’Impero britannico di allora.
Il Big Ben, tra le attrazioni turistiche più gettonate di Londra e anche tra le più fotografate e postate sui social, è tornato quindi a splendere di nuovo, tornando anche ad essere lo sfondo preferito per le foto ricordo di centinaia di migliaia di turisti che, grazie all’annullamento totale di tutte le restrizioni legate al Covid, anche per chi giunge dall’estero, hanno ripreso ad affollare le vie della città. Ma la torre dell’orologio, il cui vero nome è Elizabeth Tower (Big Ben scaturisce da vari nomignoli affibbiati nel corso dei decenni di cui nessuno però sa la reale origine), è però mancata anche ai londoners, i quali proprio in questi giorni fanno tappa lungo il Westminster Bridge per apprezzare l’intenso color oro del monumento e il blu di Prussia delle quattro facciate dell’orologio. Il medesimo blu scelto originariamente per verniciare le lancette dei minuti, lunghe 4,2 metri, e delle ore, 2,7 metri, oltre ad altri componenti dei quadranti dal diametro di 8 metri ciascuno.
Anche a centinaia di metri di distanza si può apprezzare il lavoro fatto dai restauratori, i quali hanno sostituito totalmente le 1300 placche di vetro. Ma quello che è possibile ammirare dall’esterno è solo una parte delle attività condotte da centinaia di operai, tra cui un team composto da 27 artigiani, architetti, archivisti e analisti di pittura giunti da ogni parte del Regno Unito. Gli specialisti della conservazione hanno adottato le medesime tecniche, ma con l’apporto di innovazioni tecnologiche, utilizzate dai loro colleghi di fine 1800 quando la torre dell’orologio fu costruita. Oltre alla pulizia totale delle facciate del corpo centrale, attraverso un raschiamento minuzioso dello strato di sporco che si era annidato su ogni singolo blocco di pietra, i lavori di ristrutturazione hanno riguardato il deterioramento delle murature interne, le infiltrazioni dovute alla pioggia riscontrate in vari angoli, e la naturale erosione e grave corrosione del meccanismo metallico alla base del funzionamento dell’orologio, il quale è stato anche dotato di un nuovo sistema di illuminazione a led che genera un intenso colore verde. Una novità che oltre a rendere più appariscente il monumento nelle ore notturne, fa sì che la bolletta dell’elettricità sia meno pesante per i sudditi della regina, i quali si sono già sobbarcati gli 80 milioni di sterline pagati per il restaurato, circa 96 milioni di euro.
Centinaia, quindi, i lavori che hanno interessato per quasi cinque anni il Big Ben, e per tale motivo che è stato silenziato, giusto in rari momenti è tornato a scandire le giornate, ma per pochissimi minuti. La scelta di stopparne il funzionamento nasce prima di tutto per condurre i lavori di pulizia e sostituzione dei pezzi corrosi, e poi anche per ragioni di sicurezza dei lavoratori, dato che operare sulle impalcature e ogni quindici minuti essere investiti da un suono che raggiunge i 118 decibel di potenza, non sarebbe stato per nulla salutare.
Entro maggio, l’Elizabeth Tower sarà totalmente liberata dalle impalcature ed entro l’estate il grande orologio vittoriano tornerà a funzionare in maniera permanente, con annessi rintocchi. Da quel momento, il Parlamento di Westminster potrà riprendere la gestione del monumento, organizzando mostre a tema e visite guidate, le quali dovrebbero essere programmate già dalle prime settimane dell’inverno prossimo. Fino a quel momento, il Big Ben potrà essere ammirato solo dall’esterno, continuando ad essere il protagonista di memorabili selfie da postare sui propri profili social. Per l'invidia degli amici lontani.