Ponte del 25 aprile. Cosa vedere e cosa mangiare nei luoghi della Resistenza
di Paolo Ribichini , di Paolo RibichiniUn appartamento, una cascina, una risiera. O anche una via e un prato. Il territorio italiano è disseminato di luoghi della Resistenza. A volte è sufficiente una stele a ricordare un eccidio. Altre volte la memoria passa attraverso un museo oppure attraverso i fori di proiettili sugli edifici di via Rasella a Roma. Ricordi di atroci sofferenze e barbarie, ma anche del sogno di libertà. In occasione del 25 aprile, abbiamo individuato 10 tra i luoghi della Resistenza, tra i più significativi, in un viaggio itinerante lungo la Penisola.
I sentieri della Resistenza in Val Grande
Il "Sentiero Chiovini" è un itinerario escursionistico sui monti della Val Grande in provincia di Verbanio-Cusio-Ossola che connette i luoghi del rastrellamento del giugno 1944. Il percorso è intitolato a Nino Chiovini, il partigiano “Peppo” della “Giovane Italia”. Quel rastrellamento rimane uno degli eventi più tragici della Resi…
Un appartamento, una cascina, una risiera. O anche una via e un prato. Il territorio italiano è disseminato di luoghi della Resistenza. A volte è sufficiente una stele a ricordare un eccidio. Altre volte la memoria passa attraverso un museo oppure attraverso i fori di proiettili sugli edifici di via Rasella a Roma. Ricordi di atroci sofferenze e barbarie, ma anche del sogno di libertà. In occasione del 25 aprile, abbiamo individuato 10 tra i luoghi della Resistenza, tra i più significativi, in un viaggio itinerante lungo la Penisola.
I sentieri della Resistenza in Val Grande
Il "Sentiero Chiovini" è un itinerario escursionistico sui monti della Val Grande in provincia di Verbanio-Cusio-Ossola che connette i luoghi del rastrellamento del giugno 1944. Il percorso è intitolato a Nino Chiovini, il partigiano “Peppo” della “Giovane Italia”. Quel rastrellamento rimane uno degli eventi più tragici della Resistenza. Per venti giorni l'operazione antiguerriglia, condotta da tedeschi e fascisti, punta ad annientare le formazioni partigiane attestate sui monti del Verbano attraverso torture, fucilazioni sommarie di partigiani e civili, incendi e saccheggi. Oggi i monti della Val Grande sono tutelati come Parco Nazionale, ma sono anche un luogo della memoria.
Cosa vedere nelle vicinanze
Nei pressi del parco ci sono magnifiche località che si affacciano sul Lago Maggiore come Verbania e Stresa. Ma consigliamo anche una visita al vicino Lago d’Orta con la sua Isola di San Giulio, l’ “isola del silenzio” dove ritrovare un angolo di pace.
Cosa mangiare
In una zona di laghi, tra i piatti tipici da assaggiare nelle osterie c’è il pesce: i misultitt (gli agoni pescati, essiccati al sole e pressati con il sale nelle cosiddette missolte di legno), le alborelle, il lavarello, il pesce persico (spesso servito con il risotto), la trota salmonata, il luccio e il cavedano. Non può mancare anche il risotto al Barolo.
Milano, il Memoriale della Shoah
A Milano c’è un luogo veramente suggestivo al di sotto della Stazione Centrale. Si tratta del Memoriale della Shoah, realizzato in una vecchia area ferroviaria sotterranea dalla quale, tra il 1943 e il 1945 migliaia di ebrei e oppositori politici furono caricati su vagoni merci, diretti ad Auschwitz- Birkenau, Mauthausen e altri campi di sterminio e di concentramento, o ai campi italiani di raccolta come quelli di Fossoli e Bolzano. Tra di loro Liliana Segre, allora tredicenne. Altro luogo della memoria è Piazzale Loreto dove nel 1945 venne esposto il corpo di Benito Mussolini e dove, un anno prima, vennero fucilati 15 partigiani. Nei pressi dei Navigli c'è anche il parco della Resistenza, dedicato ai martiri di Tibaldi, seviziati e fucilati da un plotone della legione fascista Ettore Muti il 28 agosto 1944.
Cosa vedere nelle vicinanze
Al di là dei luoghi della Resistenza, da non perdere alcuni angoli della città, ad iniziare proprio dai suggestivi Navigli. La zona è ricca di locali ed è una delle storiche zone della movida meneghina. Vale una visita anche la Basilica di Sant’Ambrogio, incredibile esempio di architettura romanica, oltre ovviamente al Duomo e al Parco Sempione con il Castello Sforzesco.
Cosa mangiare
Non sono tanti i ristoranti di Milano che offrono i piatti della tradizione. Troverai qualcosa ai Navigli dove alcune osterie tradizionali preparano il risotto giallo con l’ossobuco e la cotoletta.
Trieste, il campo della Risiera di San Sabba
A Trieste, nei pressi della zona industriale, c’è l’antica Risiera di San Sabba, dove avveniva la pilatura del riso. Durante la seconda guerra mondiale la struttura fu trasformata in un campo di concentramento. Qui i prigionieri politici e gli ebrei venivano in parte smistati verso Auschwitz, e in parte sterminati tra le mura dell’edificio e i corpi cremati nella fornace che è stata distrutta dai nazisti in fuga. Oggi è possibile visitare la Risiera con le sue microcelle (dove è possibile vedere i graffiti lasciati dagli internati), le camerate e la commuovente esposizione degli oggetti rinvenuti nel campo.
Cosa vedere nelle vicinanze
Nella città di Trieste vale una vista l’elegante Piazza dell’Unità d’Italia, il vicino Molo Audace dal quale vedere la città da una prospettiva diversa, il Teatro romano e il Castello di San Giusto con il Parco della Rimembranza. Poco più a nord della città c’è il Castello di Miramare, mentre, sul ciglione carsico nell’entroterra, è possibile visitare la suggestiva Grotta Gigante.
Cosa mangiare
Trieste ha alcuni locali dove sono conservate le antiche ricette della tradizione triestina, carsica e balcanica. Il piatto imperdibile è la Jota, zuppa di crauti, fagioli e patate. Altro piatto della tradizione è “risi e bisi”, un risotto in bianco con piselli. Poi vale un assaggio anche i cevapcici, salsiccette di carne mista e cipolle, e il gulasch alla triestina.
Emilia, la cascina dei fratelli Cervi a Gattatico
A Gattatico, in provincia di Reggio Emilia, c’è una cascina: è la casa dei fratelli Cervi, contadini antifascisti torturati e fucilati il 28 dicembre 1943. Quelle mura della “Banda Cervi” erano diventate un rifugio per tanti partigiani feriti ma anche per i prigionieri sfuggiti ai nazifascisti. Oggi nella cascina c’è un commuovente museo che punta a tenere viva la memoria della Resistenza e dell’antifascismo, oltre che proteggere i principi della Costituzione.
Cosa vedere nelle vicinanze
Da non perdere nella vicina Parma la Cattedrale di Santa Maria Assunta con il Battistero dalla forma ottagonale. Vale una visita anche il Palazzo della Pilotta, complesso di edifici che racchiude nelle sue mura il Museo Archeologico, l’Università e il Museo Bodoniano (dove sono conservati i caratteri a stampa di Bodoni).
Cosa mangiare
Parma e la sua provincia sono la patria del prosciutto crudo e del parmigiano. Oltre ai salumi, da assaggiare nelle osterie anche tagliolini al culatello e i tortelli alle erbette.
Nel Modenese il campo di Fossoli
Fossoli è una frazione di Carpi, nel Modenese. Qui, nel 1942, fu realizzato un campo per internare i prigionieri di guerra. Dopo l’armistizio e dopo la nascita della Repubblica Sociale fu utilizzato come campo di smistamento dalle SS per gli ebrei che sarebbero poi stati inviati ad Auschwitz. Passarono per il campo di Fossoli 2844 ebrei, di questi 2802 furono deportati. Sull'area del campo sono tuttora presenti le baracche dei prigionieri. Una di queste è stata recuperata nel 2004, in occasione delle iniziative della Giornata della Memoria. Attualmente è utilizzata per scopi culturali e didattici.
Cosa vedere nelle vicinanze
A pochi chilometri da Fossoli c’è Carpi una cittadina famosa per il suo distretto del tessile, dove è possibile fare acquisti negli oltre 100 spacci aziendali diffusi sul territorio. Valgono una visita anche la Pieve di Santa Maria in Castello e l’Acetaia Comunale.
Cosa mangiare
Nelle sue osterie puoi mangiare i piatti tipici della cucina modenese come gli gnocchi fritti, le tigelle (per accompagnare i salumi locali) e i famosissimi tortellini in brodo.
A Marzabotto un Parco della memoria
Con l'eccidio di Sant’Anna di Stazzema iniziò la cosiddetta “la marcia della morte” che attraversò Versilia e Lunigiana fin a giungere sulle colline bolognesi. Le SS puntarono a fare “terra bruciata” attorno alle formazioni partigiane nelle retrovie della linea gotica sterminando le popolazioni che fornivano loro appoggio. Uno degli eccidi più feroci fu quello di Marzabotto, nome di uno dei tre comuni interessati – Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno – alle pendici del Monte Sole. In sei giorni di violenze morirono circa 770 persone, tra cui donne e bambini. L'estesa area della strage è stata trasformata in parco storico regionale (Parco di Monte Sole). Da visitare non solo per l’aspetto ambientale, ma anche perché pensato per conservare la memoria storica della Resistenza e degli eccidi nazifascisti.
Cosa vedere nelle vicinanze
A Marzabotto c’è anche il Museo nazionale etrusco “Pompeo Aria” dove sono conservati i reperti rinvenuti nell'annessa area archeologica di Kainua, una delle più estese città etrusche di stampo coloniale.
Cosa mangiare
Nelle osterie e nei ristoranti è possibile assaporare i piatti tipici delle colline bolognesi come i passatelli, i tortellini, le tagliatelle in brodo o condite con il tartufo, con i funghi o con il ragù di carne.
Sant’Anna di Stazzema
Uno dei luoghi simbolo della Resistenza in Italia è certamente Sant’Anna, nel comune di Stazzema. Ci troviamo sulle colline in provincia di Lucca a pochi chilometri da Forte dei Marmi e da Pietrasanta. Qui le SS trucidarono 560 persone il 12 agosto 1944: non solo gli uomini accusati di aver aiutato i partigiani, ma anche donne, anziani e 130 bambini, uccisi a colpi di fucile, con bombe a mano e con lanciafiamme. Per rendere omaggio alle vittime e ricordare questa barbarie, è possibile visitare il “Parco Nazionale della Pace” che si estende sul territorio collinare intorno al borgo, seguendo un filo conduttore che lega la natura incontaminata, i piccoli borghi e i luoghi dell'eccidio. Da non perdere anche il Monumento-Ossario che si erge sul colle di Cava e il Museo storico della Resistenza dove è possibile conoscere il contributo della Versilia alla lotta di Liberazione.
Cosa vedere nelle vicinanze
Nei dintorni di Sant’Anna è possibile visitare le cave di marmo di Levigliani del CorchiaPark, dalle dimensioni impressionanti e dall’ambientazione unica nel suo genere.
Cosa mangiare
Nella zona di Stazzema è possibile assaggiare i piatti della cucina dell’Alta Versilia come i tordelli versiliesi, tipici ravioli conditi con il ragù o dolci come il castagnaccio e i ciacci (tipiche piadine a base di farina di castagne) con la ricotta.
Arezzo, Pieve Santo Stefano
Nell’alta valle del Tevere, dove il fiume di Roma è poco più che un torrente, c’è la cittadina di Pieve Santo Stefano. Tra l’agosto e l’inizio di settembre 1944 fu prima saccheggiata e poi rasa completamente al suolo dai tedeschi, senza alcun motivo, mentre i suoi abitanti furono deportati oltre la linea gotica. Il paese è stato in parte ricostruito, come la sua antica pieve ma ancora oggi presenta i segni di una devastazione senza senso.
Cosa vedere nelle vicinanze
Nel borgo c’è un piccolo ma suggestivo Museo del Diario, un luogo magico dove è possibile conoscere le storie di alcuni italiani del ‘900, raccolte nel vicino Archivio diaristico nazionale. Ovviamente ci sono anche storie della Resistenza.
Cosa mangiare
Nella zona di Pieve di Santo Stefano e nelle vicine Anghiari e Sansepolcro è possibile assaggiare nelle osterie e nei ristoranti l’arista alla toscana, i crostini con fegatini e gnocchi al ragù d'anatra e tartufo nero.
Roma, dalle Ardeatine al Museo della Liberazione
Nella Capitale sono diversi i luoghi della Resistenza. Il primo posto da visitare in assoluto è il Museo della Liberazione di via Tasso. Qui è possibile muoversi tra le stanze di questo appartamento trasformate in celle e in luoghi di tortura dalle SS sotto la guida del colonnello Herbert Kappler. Un luogo commuovente dove comprendere la sofferenza di chi venne arrestato e condotto in questo luogo di dolore e morte. Poi c’è via Rasella, a pochi passi da Fontana di Trevi, dove i partigiani fecero strage del battaglione Bozen delle SS. Sono visibili sui muri dei palazzi ancora i segni dei proiettili esplosi in quell’assalto. La rappresaglia fu durissima: per ogni tedesco ucciso dovevano morire 10 italiani. Così, 335 romani furono arrestati e condotti alle Fosse Ardeatine e qui barbaramente uccisi. Oggi, luogo la via Ardeatina, nello stesso luogo dove vennero trucidati c’è un suggestivo e commuovente mausoleo dove sono riportati i nomi dei 335.
Cosa vedere nelle vicinanze
Per chi Roma l’ha già visitata, consigliamo, nei pressi delle Fosse Ardeatine, di scoprire il Parco dell’Appia antica, un enorme polmone verde dove è possibile passeggiare nella natura alla scoperta dei resti romani, a partire proprio dal Mausoleo di Cecilia Metella.
Cosa mangiare
Nelle varie osterie della città potrai gustare i primi della tradizione, come la gricia e l’amatriciana. E i carciofi alla giudia, cotti in tanto olio bollente.
Napoli, i luoghi delle Quattro Giornate
A Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale si ribellò alle forze armate tedesche in quelle che vengono ricordate come le “Quattro giornate”, dal 27 al 30 Settembre 1943. Oggi, a ricordare la liberazione della città, lungo la riviera Chiaia nella Piazza della Repubblica c’è il Monumento delle Quattro Giornate, detto anche dello Scugnizzo.
Cosa vedere nelle vicinanze
Da non perdere a Napoli è il Chiostro di Santa Chiara con le sue maioliche, uniche nel loro genere, e una passeggiata sul Lungomare – dove è anche possibile ammirare Castel dell’Ovo e il suo borgo di pescatori.
Cosa mangiare
Al di là dell’ottima pizza, a Napoli è possibile assaporare la tradizione dello street food come il cuoppo di mare (pesce fritto posto in un cono di carta) e le palle ‘e riso, oppure il cibo da tavola come la parmigiana di melanzane e la pastasciutta. Il capoluogo campano è anche famoso per la pastiera (particolare crostata di ricotta) e per il babà, pasta lievitata intrisa di rum.