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Ponte del 25 aprile in bicicletta, le migliori mete per i viaggi su due ruote

Con il clima medioprimaverile che invoglia, il lungo ponte della Festa della Liberazione è l'ideale per chi non avesse ancora tirato fuori il mezzo dal garage, ma anche per chi non smette mai di usarlo. Dal Brennero alla Sardegna, senza dimenticare Toscana e Umbria, i nostri suggerimenti
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Più lentamente che in treno, più veloce che a piedi, più in alto che in una macchina: c'è un modo migliore per guardare il mondo? Questa frase, diventata quasi un mantra, apriva un libro di viaggi in bicicletta di un'artista eclettico e grande come David Byrne. Si potrebbe aggiungere: e quando, se non con il sole caldo e l'aria frizzante della primavera?

E’ dunque il momento ideale per ripartire in bicicletta. E di farlo in percorsi lunghi o brevi, più o meno veloci, più o meno faticosi, ognuno secondo le sue possibilità e in armonia con i compagni di viaggio. Sapendo di essere in buona compagnia: la rilevazione dell'Osservatorio per l'economia ed il turismo ha stimato che nel 2022 i turisti in bicicletta in Italia sono stati oltre 33 milioni, un numero impressionante: 9 milioni hanno scelto le strade italiane per una vacanza solo in bicicletta, 24 milioni la hanno usata molto durante le loro vacanze. Per capirci, l'impatto economico stimato si aggira intorno ai quattro miliardi di euro.

Quelli che vi vogliamo suggerire sono soltanto alcuni degli infiniti percorsi in bici su ciclabili, ciclovie o anche su strade molto poco trafficate che in primavera sono al massimo del loro splendore.

Da Assisi a Terni, il cuore dell'Umbria

Partiamo da alcuni suggerimenti facili. Come la Assisi-Narni, l'itinerario nei luoghi più affascinanti dell'Umbria che unisce Assisi a Terni, legando la ciclabile che corre dalla città di Francesco a Spoleto, a quella che corre lungo la Valnerina. Attraversa alcuni dei centri storici più affascinanti d'Italia: Spello, Foligno, Bevagna, Trevi, Spoleto e poi le cascate delle Marmore. Un itinerario di 150 km davvero per tutti, per famiglie con i bambini, che si può programmare a seconda delle proprie possibilità o dei giorni a disposizione anche percorrendone solo brevi tratti. Tanto i luoghi per fermarsi e rimanere incantati sono infiniti.

Lungo l'argine del Po

Altrettanto semplice - anzi, completamente piatta – è la ciclovia che corre lungo l'argine del Po. Nella sua interezza è lunghissima, ma il tratto che unisce Cremona alla foce del grande fiume (ora drammaticamente in secca) immerge in scenari e atmosfere difficilmente descrivibili e non immaginabili da chi non c'è mai stato: dal primo tratto lungo le bellissime campagne della Lombardia fino a Colorno e alla Reggia dei duchi di Parma, poi in Emilia attraverso Guastalla, Luzzara fino a incrociare il Mincio, e poi avanti per Ferrara fino alla foce di Gorino: in tutto sono 320 km che si possono dividere in 5 tappe, ma volendo ci si può fermare in qualunque meta intermedia o iniziare da dove si vuole.

Dal Trentino a Venezia lungo il Grappa

Così pure semplice, per la verità quasi tutto in discesa, è il percorso che unisce il lago di Caldonazzo a Venezia. E’ la lunga e affascinante ciclabile lungo il fiume Brenta dalle terre degli Asburgo fino a quelle dei dogi. Dal lago la ciclabile conduce a Bassano del Grappa, poi a Padova per arrivare a Venezia. E’ la ciclovia che per prima ha sperimentato i bici-grill e i punti di assistenza tecnica. Fino a Bassano sono 80 km, per arrivare a Padova si seguono strade poco trafficate o volendo si può prendere il treno, da Padova a Venezia si segue il Naviglio del Brenta con tutte le meravigliose ville: in tutto i chilometri sono 120, davvero per tutti, bimbi compresi.

Dal Brennero a Mantova, la regina delle ciclovie

Rimaniamo sempre al Nord per raccontare quella che sicuramente è la regina delle ciclovie italiane, l'itinerario che unisce il passo del Brennero a Mantova. Dal Brennero si scende per la valle dell'Isarco poi a Vipiteno, a Novacella, a Bressanone, a Bolzano per arrivare a Ora e immettersi nella ciclovia dell’Adige: si pedala immersi in vigneti e alberi di mele passando sotto i famosi castelli della valle dell’Adige per raggiungere Trento, Rovereto e infine Verona. Da qui a Mantova si segue la storica ciclabile lungo il Mincio. In tutto sono 330 km molto facili ma, come è evidente, si possono dividere in tantissimi modi o sceglierne soltanto un tratto.

Le strade bianche dell'Eroica senese

E veniamo a tre proposte per ciclisti più allenati, anche se l'imperativo è sempre lo stesso: ognuno secondo le sue possibilità e dividendo il viaggio nelle tappe che si è in grado di fare. Il primo si snoda sui 209 km di strade secondarie e silenziose o sulle mitiche “strade bianche” che costituiscono il percorso di una delle manifestazioni ciclistiche più famose al mondo, l'Eroica, tra le Valli del Chianti e la Val d’Orcia.  Il percorso è perfettamente segnalato e si può idealmente suddividere in sei zone, iniziando da Gaiole lungo la valle del Chianti per salire al castello di Brolio fino a Siena, e poi lungo la Val d’Arbia per arrivare a Montalcino con la lunga salita percorsa anche dal Giro d'Italia. Quindi la Val d’Orcia le Crete senesi che riportano in Chianti per tornare a Gaiole. Sono strade con grandi dislivelli e salite anche dure, ma si può dividere in più tappe e su dove fermarsi c'è solo l'imbarazzo della scelta. La certezza è che si torna a casa felici dopo una esperienza unica.

Da Maratea alla "Basilicata coast to coast"

Ci spostiamo molto più a sud per trovare un percorso sempre più frequentato. È quello che unisce Maratea a Metaponto, divenuto celebre dopo il film “Basilicata coast to coast”. I paesaggi sono esaltanti e silenziosi: il parco del Pollino, il Vulture, le piccole Dolomiti lucane e poi la bellezza dei due mari: il Tirreno e lo Ionio. Non si pedala su ciclabili, ma su strade con traffico spesso pari a zero tanto affascinanti quanto faticose. E’ un percorso lungo di 350 km e di grandissimi dislivelli ma da fare quasi obbligatoriamente non in estate. Si può ovviamente ridurre o gli si possono dedicare un po’ di giorni: una bella vacanza primaverile.

 

Sardegna. L'anello Porto Torres-Olbia

Infine il lungo anello in una delle due grandi isole: quello che unisce Porto Torres a Olbia da fare assolutamente in primavera o in autunno attraversando, spesso in solitudine, alcuni dei luoghi più incantati della Sardegna. Si passa subito per Stintino e capo Caccia fino ad Alghero e a Bosa, poi si lascia il blu della costa occidentale per salire tra i boschi fino agli altipiani di Abbasanta con i suoi nuràghe. Da qui si affronta il misterioso Gennargentu con calma e rispetto, per poi lanciarsi nei grandi altipiani che iniziano a scoprire l’altra costa: finalmente in discesa tra rocce rossastre e colline coltivate fino a Santa Maria Navarrese, per la lunga cavalcata finale attraverso la selvaggia costa orientale e larrivo a Olbia. Come si intuisce, è un giro per ciclisti allenati. Si può dividere in 5 tappe, ma l'incanto è assicurato.