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L'abbazia del Mont-Saint-Michel compie 1000 anni. Tra storia e leggenda, un'icona che avevamo quasi perso

Macron celebra l'anniversario della posa della prima pietra dell'attuale complesso. La sua collocazione su un "masso" che per la particolare posizione geofisica diventa occasionalmente isola, è ammirata da secoli da letterati e presidenti. Dall'"apparizione" dell'arcangelo al racconto di Hugo, fino al recente salvataggio della baia, dove i detriti avrebbero presto cancellato lo status isolano del promontorio
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C'è Emmanuel Macron, in persona, a celebrare il millesimo anniversario dell'abbazia del Mont-Saint-Michel. Tributo doveroso per il sito-gioiello, una delle icone del turismo mondiale, di sicuro, con l'isola che la ospita, la più visitata meta Oltralpe tra tutte quelle esterne all'Île de France, la regione di Parigi: l'anno scorso l'isola-non isola, sito Unesco dal 1979 - peculiarità che non ha eguali nel pianeta - è stata capace di attrarre 2,8 milioni di ospiti, 1,3 milioni dei quali hanno visitato il complesso ecclesiale-museale. Valori che negli ultimi anni pre-Covid sono stati anche superiori, con la quota degli arrivi oltre quota 3 milioni.

Numeri che da soli non bastano a descriverne la bellezza, forse una delle migliori possibili espressioni di quell'armonia virtuosa tra la natura e i suoi occupanti umani, ormai sull'orlo di soccombere in ogni angolo del globo. Persino qui, nell'estrema propaggine occidental…

C'è Emmanuel Macron, in persona, a celebrare il millesimo anniversario dell'abbazia del Mont-Saint-Michel. Tributo doveroso per il sito-gioiello, una delle icone del turismo mondiale, di sicuro, con l'isola che la ospita, la più visitata meta Oltralpe tra tutte quelle esterne all'Île de France, la regione di Parigi: l'anno scorso l'isola-non isola, sito Unesco dal 1979 - peculiarità che non ha eguali nel pianeta - è stata capace di attrarre 2,8 milioni di ospiti, 1,3 milioni dei quali hanno visitato il complesso ecclesiale-museale. Valori che negli ultimi anni pre-Covid sono stati anche superiori, con la quota degli arrivi oltre quota 3 milioni.

Numeri che da soli non bastano a descriverne la bellezza, forse una delle migliori possibili espressioni di quell'armonia virtuosa tra la natura e i suoi occupanti umani, ormai sull'orlo di soccombere in ogni angolo del globo. Persino qui, nell'estrema propaggine occidentale della Normandia, al confine con la Bretagna, ha rischiato di essere cancellata per sempre. Un contributo migliore a spiegarne per intero il fascino può forse arrivare dal mix di storia e leggenda che da quasi 1.500 anni ammantano il Mont: una vicenda non meno unica della stessa rappresentazione fisica del luogo.

La leggenda dell'Arcangelo Michele

La prima leggenda risale al 708. Si narra che San Michele Arcangelo sia apparso in sogno al vescovo Oberto di Avranches, ordinandogli di costruire una chiesa su quello che ai tempi era conosciuto con un sasso di 92 metri posto davanti al mare su una distesa di sabbia. Un altro mito racconta che Oberto, convintosi a stento della veridicità di quella visione, abbia mandato emissari nella basilica del Monte Gargano, in Puglia, affinché raccogliessero una delle reliquie dell'arcangelo. Di lì (e da altre vicende analoghe che si tramandano in altre aree del pianeta) nasce l'ulteriore leggenda, secondo cui esisterebbe una linea sacra di sette santuari, dallo Skellig Michael irlandese al Monastero di Monte Carmelo ad Haifa, Israele, passando per i due citati e per la Sacra di San Michele, in Piemonte - uniti da una linea retta, e tutti "voluti" dal santo guerriero.

Per un paio di secoli, però, i primi religiosi e pellegrini non poterono contare che su un centro di pellegrinaggio, peraltro sferzato dalle intemperie. Fu tra il nono e il decimo secolo che la prima abbazia benedettina vide la luce. Per costruirla, a quei tempi e visto l'handicap della difficile accessibiltà sia per terra che per mare, lo sforzo fu proibitivo: i materiali venivano trasportati con imbarcazioni, che spesso affondavano. Alla fine, intorno al 965-966, l'oratorio carolingio del vescovo fu terminato. Il flusso di religiosi e pellegrini fu però subito vigoroso, tanto che dopo soli cinquant'anni, per volere dell'abate Hildebert, si decise di fare le cose in grande. Il 1023 è l'anno della posa della prima pietra, di un'opera la cui secolare gestazione viene sintetizzata dal - perfetto - connubio tra romanico-gotico, tra occidente e oriente, dello stile. Con il passare dei secoli il Mont divenne un importante centro anche sotto il profilo militare, nella lunghissima disfida dei normanni contro i bretoni. Arrivarono, con il tempo, tre cinte murarie, e il piccolo borgo. Re Luigi XI nel 1469 vi fondò l'ordine dei cavalieri omonimo.

(reuters)

Hugo e la marea "veloce come un cavallo"

Ma il Mont non sarebbe la meraviglia che conosciamo, senza il fenomeno delle maree. Uno dei più alti dislivelli di marea del pianeta, oltre 14 metri nelle situazioni sole-luna più propizie, una marea che - come diceva Victor Hugo, corre "alla velocità di un cavallo" (il maestro si è senz'altro preso una licenza letteraria, ma il flusso viaggia alla velocità lineare di 6 km orari) - che può, nei giorni "migliori", trasformare in un'isola quello che normalmente è appunto un enorme masso posato su una distesa di sabbia.

Un'icona che oggi il primo cittadino d'Oltralpe - impegnato com'è a consolidare il recupero di consensi che sta prendendo corpo, dopo il picco all'ingiù conseguente alla crisi delle pensioni - ha voluto celebrare, in un tour che è cominciato a inizio maggio con il ricordo, a Lione, dell'eroe della resistenza francese Jean Moulin, e proseguirà domani, a Colleville-Montgomery, nel Calvados, per la rievocazione dello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944: a un anno dall'anniverario "tondo", 80 anni, il presidente approfitterà per installare il comitato preposto alle celebrazioni del 2024.

(reuters)

Gli inquilini dell'Eliseo e il Mont

Macron ha parlato del Mont-Saint-Michel come simbolo della resilienza francese, "della capacità del nostro popolo di adattarsi alle varie epoche". Ha inoltre annunciato una campagna per classificare come monumenti storici gli edifici di culto del diciannovesimo e del ventesimo secolo, per facilitarne la tutela e la conservazione: oggi, solo il 20 per cento dei luoghi di culto presenti in Francia beneficiano di questa tutela. Macron ha poi visitato la mostra allestita per il millenario. Intitolata La dimora dell'Arcangelo - a ricordare anche un'altra leggenda, secondo cui Michele avrebbe sconfitto il drago biblico, rappresentazione di Satana, proprio su quel masso sospeso tra terra e mare - la rassegna ripercorre le tappe della grande costruzione del sito.

L'ultimo inquilino dell'Eliseo non è l'unico ad essere passato dal Mont-Saint-Michel a rinfrescare la propria immagine o per far sentire meglio la propria voce. Nel 2007, Nicolas Sarkozy lo scelse addirittura per lanciare la campagna presidenziale. François Mitterrand, nel 1983, ando sul promontorio - allora in grave pericolo - a ricordare che l'uomo avrebbe dovuto andare in soccorso di quella natura che egli stesso stava contribuendo a distruggere. In quel caso, il senso delle sue parole era chiaro: promuovere l'allora nascente progetto di "restituzione del carattere marittimo" del Mont. La vecchia strada che consentiva l'accesso diretto al promontorio stava provocando un progressivo ristagno dei cumuli portati in mare dal fiume Couesnon: il progressivo accumulo di materia solida avrebbe impedito, entro il 2040, di vedere la scenografia più affascinante, quella cioè del monte che diventa un'isola in mezzo al mare.

Ora, con la creazione del pontile pedonale meno invasivo - non più un blocco di terra, cemento e asfalto, ma una struttura perlopiù vacua, a non ostacolare il flusso della corrente e a frenare la possibile sedimentazione, e la deviazione del corso del fiume, il pericolo sembra essere scongiurato. Per chi pensasse a una gita nella punta estrema della Normandia, sul sito turistico del Mont-Saint-Michel si trova la tabella dell'andamento delle maree per tutto l'anno. A un coefficiente di 110 corrisponde la possibilità di ammirare il Mont come isola per un'ora circa. Chi in generale volesse scoprire o riscoprire la parte monumentale del gioiello sulla Manica, sappia che, in queste prossime settimane, oltre alla mostra, il cui allestimento ha richiesto 2 anni, si potrà ammirare, per tutto il mese di luglio, un coloratissimo show di luci che verranno proiettati sull'abbazia a ripercorrerne visivamente le vicende. Sempre buttando un occhio al prospetto delle maree.