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Giordania, un trekking tour tra Petra, Wadi Rum e gli altri gioielli del Patrimonio Unesco

Petra, il Tesoro (foto Marco La Grua) 
Un viaggio di otto giorni tra gli itinerari meno conosciuti, con un paio di scarpe robuste in valigia, e la sorpresa di scoprire luoghi inaspettati. A sole tre ore di volo dall'Italia
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AMMAN - Non solo Petra. Per chi decide di fare un viaggio in Giordania, con un buon paio di scarpe da trekking in valigia e almeno 8 giorni di tempo, c'è molto altro da vedere. E tante emozioni per potersi innamorare: il deserto del Wadi Rum, Betania, la piccola Petra, la riserva di Dana. E ancora. Il contatto diretto con le famiglie locali e le bellissime donne che, grazie anche ad operazioni di welfare volute dalla regina Rania, godono di molta più libertà rispetto agli altri paesi mussulmani tanto che possono votare e ricoprire incarichi di rilievo. Per un itinerario "alternativo" è però d'obbligo muoversi con una buona guida. Kel 12, tour operator certificato B corp e specializzato in viaggi sostenibili con l'accompagnamento di esperti, per l'itinerario "Giordania, patrimoni dell'umanità" propone sempre due guide, una italiana e una locale, che raccontano a Repubblica come orientarsi e cosa non perde…

AMMAN - Non solo Petra. Per chi decide di fare un viaggio in Giordania, con un buon paio di scarpe da trekking in valigia e almeno 8 giorni di tempo, c'è molto altro da vedere. E tante emozioni per potersi innamorare: il deserto del Wadi Rum, Betania, la piccola Petra, la riserva di Dana. E ancora. Il contatto diretto con le famiglie locali e le bellissime donne che, grazie anche ad operazioni di welfare volute dalla regina Rania, godono di molta più libertà rispetto agli altri paesi mussulmani tanto che possono votare e ricoprire incarichi di rilievo. Per un itinerario "alternativo" è però d'obbligo muoversi con una buona guida. Kel 12, tour operator certificato B corp e specializzato in viaggi sostenibili con l'accompagnamento di esperti, per l'itinerario "Giordania, patrimoni dell'umanità" propone sempre due guide, una italiana e una locale, che raccontano a Repubblica come orientarsi e cosa non perdere.

Il fascino di Gerasa

Dopo circa 3 ore di viaggio, atterrando ad Amman dall'Italia, si è immediatamente catapultati in un'atmosfera magica e lontana. La tentazione di puntare subito alla fascinosa Petra sarebbe forte ma Francesca Anghileri - tour leader Kel 12 - propone di resistere e fare una tappa di un giorno fuori dai percorsi più noti: "Genericamente ci dirigiamo verso nord in direzione Jerash, si tratta di uno dei siti archeologici più belli e meglio conservati del Paese e per molti è una sorpresa inaspettata. Conosciuta in passato come Gerasa, Jerash è la più importante delle città che formarono la Decapoli ed è uno dei siti più ricchi e meglio conservati del Medio Oriente. Camminando tra la Piazza Ovale, l'Arco di Trionfo, l'Ippodromo, la Porta Sud, il Tempio di Zeus, il Teatro, la Via Colonnata, il Tetrapilo, e il Tempio di Artemide sembra magicamente di essere trasportati in un periodo lontano tra il I e il IV secolo d.C."

I castelli e i mosaici Giordani

Pochi sanno che in Giordania, in pieno deserto, ci sono castelli e mosaici talmente belli da essere stati inseriti tra i Patrimoni dell'Umanità dall'Unesco. Partendo da Amman, in direzione est, se ne incontrano due. Li descrive Ibrahim Semrin, la guida locale Kel 12: "Qasr Kharana è perfettamente conservato, costruito in pietra rosa è una magnifica costruzione quadrilatera con quattro torri rotonde, una torre semicircolare a metà dei lati, e due torri che circondano l'ingresso monumentale. Gli archeologi ritengono fosse un luogo d'incontro, simile ad un caravanserraglio, lungo la via della Seta, dove sostare, fare riunioni e conservare le merci. Poco distante c'è Qusayr Amra, il più misterioso e affascinante castello nel deserto. Gli Omayyadi costruirono questo castello come rifugio per i viandanti e come residenza fuori città dei sovrani. La struttura è stata riscoperta nel 1898 da Alois Musil, e dal 1985 è stata inserita dall'Unesco nella lista dei patrimoni dell'umanità". Ma non è tutto. C'è un terzo patrimonio dell'Umanità che si può visitare prima di puntare al sud, è Umm al-Rasas che ospita i più interessanti mosaici, perfettamente conservati, del Paese nella Chiesa di Santo Stefano.

Petra, la meraviglia che tutti sognano

Il sito archeologico di Petra, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, è una delle sette meraviglie del mondo moderno e raccoglie più di 800 monumenti tra tombe reali, il siq interno (una fenditura della montagna spettacolare), edicole votive, l'enorme teatro la cui cavea è interamente scolpita nella roccia. Come succede per il Colosseo o la Torre Eiffel anche chi non conosce Petra ha l'impressione di averla già visitata.  Petra è citata nella Bibbia con il nome di Selà, che in ebraico significa roccia mentre Petra è la traduzione in greco. L'altitudine va dagli 800 metri sino ad oltre i mille. In una settimana il consiglio di Kel 12 è di fermarsi due giorni pieni: il primo per la visita al Khasnè (39,60 metri di altezza e 25,40 di larghezza) l'immagine simbolica della città. La parola Khasnè, tesoro, venne attribuita dalle tribù beduine locali, per la convinzione che l'urna posta in cima alla facciata d'ingresso contenesse il tesoro di un faraone. Tutta la superfice, scolpita nel primo secolo d.C., è decorata da figure mitologiche e divinità nabatee, suddivisa in una parte alta caratterizzata da colonne con capitelli nabatei e una parte bassa con colonne in stile corinzio.

Trekking per gambe forti

Arrampicandosi per circa un'ora su irregolari gradoni e facendo attenzione a non essere investiti dagli asinelli che portano in cima i turisti più pigri (se si opta per questa opzione bisogna non soffrire di mal di schiena e trattare prima il prezzo), si arriva ad Al Deir, il Monastero (47 metri di altezza per 48 di larghezza), così battezzato per le tante croci di epoca bizantina e costruito dai Nabatei tra il II ed il I secolo a. C. Questa è forse l'emozione più grande perché sino all'ultimo è nascosto da una spalla rocciosa. Il secondo giorno, consigliato a chi ha gambe forti e spiriti curiosi, è invece dedicato ai siti alti. In questo caso sono d'obbligo scarpe da trekking, occhiali, cappello e una borraccia termica. Ma la sorpresa ricompensa delle fatiche. "In circa 4 ore di cammino - spiega Anghileri - s'incontrano ogni pochi metri tombe, cisterne, palazzi scolpiti nella roccia, acquedotti, architetture sorprendenti che nulla hanno da invidiare a quelle presenti nella parte più frequentata del sito, con il valore aggiunto che davvero pochi turisti si avventurano per questi sentieri". Una visita breve è infine dedicata al gioiello della Piccola Petra. Spiega Semrin: "E' la città dove i Nabatei usavano far soggiornare i propri ospiti. Si presume fosse un centro commerciale e di servizi di Petra, dove le grandi carovane in transito potevano riposarsi prima di proseguire verso le regioni mediterranee".

Le stelle del Wadi Rum e la riserva di Dona

Una volta lasciata Petra alle spalle, ma con già la voglia di ritornarci nel cuore, si punta al deserto con i fuoristrada. La temperatura è variabile, la notte più mite e durante il giorno decisamente calda. Il colore dominante è il rosso. Rosso il deserto. Rosse le dune che s'infuocano al tramonto. Si possono fare gite in cammello o sorvolare l'immensità con le mongolfiere. Ma la sorpresa più emozionante si ha durante la notte. "Noi scegliamo per gli ospiti la possibilità di alloggiare nei Wadi Rum Ufo - precisa Anghileri - al posto delle tradizionali camere ci sono delle bolle con il tetto in vetro che permettono lo "star gazing", cioè la possibilità di osservare il cielo notturno". Altra sorpresa, a poche ore dal deserto, è la Riserva di Dana, dichiarata Riserva della Biosfera dall'Unesco. Aggiunge Anghileri: "Dana è la più diversificata area della Giordania, durante un trekking da fare rigorosamente nel tardo pomeriggio s'incontrano ginepro fenicio, quercia sempreverde, acacia, inoltre la riserva ospita specie che nel resto del Paese sono praticamente estinte: dalla capra nubiana al serin siriano, dal rarissimo caracal al gheppio minore. Una cosa molto interessante è che il governo giordano ha offerto alla popolazione beduina la possibilità di gestire dei lodge in modo che possano entrare in contatto con i viaggiatori ed essere avviati a un lavoro di tipo turistico".

Jerash (foto Marco La Grua) 

Betania e il Mar Morto

Ci si può facilmente commuovere visitando Betania oltre il Giordano, il luogo dove è stato battezzato Gesù. Questo posto sacro è anche noto come al-Maghtas, che in arabo significa battesimo o immersione, ed è il sesto patrimonio tutelato dall'Unesco che Kel 12 propone nel viaggio. Il sito si snoda dal sito biblico di Betania, alla collina di Elia, sulla quale sorgono chiese, monasteri e vasche battesimali risalenti al periodo tardo romano. Ci si imbatte in un'ampia vasca battesimale, usata in epoca bizantina, e la chiesa di Giovanni Battista, risalente al periodo dell'imperatore Anastasio, dove fu battezzato Gesù. L'emozione più grande? Vedere a distanza di pochi metri la bandiera Giordana e quella Israeliana che sventolano apparentemente vicine ma ancora molto (troppo) lontane. Infine, ultimissimo giorno di una gita lunga ma sempre troppo breve, è il bagno nel Mar Morto. Spiega ancora Anghileri: "Non è un mare e non è morto. Già dagli anni '30 dello scorso secolo alcuni ricercatori statunitensi hanno scoperto forme di vita animale e vegetale sul lato dell'attuale parte israeliana. E' però certo che si tratti del punto più basso della terra a circa 400 metri sotto il livello del mare formatosi oltre 50.000 anni fa".