Una volta c’erano gli ombrelli come rimedio più utilizzato per difendersi dal grande caldo in Giappone: ancora oggi invadono le strade assolate e i siti turistici. Ma la tecnologia ha fatto progressi e stanno spopolando nuovi oggetti come la giacca ventilata, la t-shirt in tessuto rinfrescante o il tubo ghiacciato da mettere al collo. Il mercato dell'abbigliamento e degli accessori refrigerati è in piena espansione in Giappone, dove le estati sono sempre più calde. Quest’anno il Paese ha registrato il mese di luglio più caldo di sempre con temperature che hanno oscillato intorno ai 40 gradi in alcune località, facendo patire un caldo soffocante accentuato dall'elevata umidità.
Giappone, il boom di abbigliamento e gadget anti-heat wave
Secondo i dati dell'Agenzia giapponese per la gestione dei disastri e degli incendi, più di 35mila 700 persone sono state ricoverate in ospedale e 39 sono morte a causa di un colpo di calore il mese scorso. Per far fronte a questo problema giapponesi e turisti si ingegnano per trovare soluzioni e rimedi sempre più sofisticati. A partire da chi è costretto a lavorare all’esterno anche d’estate, sulle strade o nei cantieri, indossare la giacca ventilata dotata di due mini-ventilatori posti in fondo alla schiena può essere una buona soluzione. Un indumento che si sta diffondendo anche fra i turisti e capita di vedere un signore anziano in pantaloni lunghi, scarpe da tennis e giacca ventilata mentre aspetta in coda davanti al castello di Osaka. Sembra sopportare bene la calura.
Il marchio giapponese di abbigliamento da lavoro Workman ha lanciato nel 2020 una versione consumer della sua giacca ventilata, venduta tra 12mila e 24mila yen (da 75 a 150 euro) a seconda dei diversi modelli di batterie ricaricabili. E se i classici metodi come quello di bagnarsi la fronte e i capelli alle fontane non bastasse, in uno dei Paesi più tecnologici al mondo si sono inventati i tubetti ghiacciati e colorati da mettere sotto al collo. Una moda che sta spopolando, soprattutto nelle grandi città come Tokyo e Kyoto, visto che li vendono praticamente ovunque, dai negozi di souvenir ai supermercati. "Raffreddando le arterie nel collo possiamo abbassare la temperatura corporea", spiega Nozomi Takai, rappresentante commerciale della ditta MI Creations, che produce questi accessori.
“Si tratta di un tubo che si adatta a tutte le dimensioni di collo e il suo liquido interno può conservare una temperatura costante, né tiepida né troppo fredda", aggiunge. Forse il metodo rinfrescante più diffuso in assoluto nel Paese del Sol Levante, soprattutto fra i giovani, è il ventilatore portatile, tenuto in mano durante tutti gli spostamenti in città, fino a esaurimento batteria. Anche in metropolitana, dove l’aria condizionata è molto forte, il ventilatore resta acceso per evitare il sudore sul viso (e il trucco che cola nel caso delle donne). Ci sono ventilatori di diverse dimensioni, colori e prezzi, e anche il turista più scettico alla fine cede e lo compra.
Esistono anche magliette e copri braccia con effetti rinfrescanti che provocano una sensazione di freddo quando reagiscono all'acqua o al sudore. "Ti senti fresco fintanto che il tessuto rimane bagnato", dice Momo Shirota, addetta alle pubbliche relazioni di Liberta, azienda che negli ultimi mesi ha registrato una crescita notevole nella vendita dei vestiti rinfrescanti. "Si può soffrire di colpi di calore anche a casa, così abbiamo messo in saldo pigiami e jinbei", il vestito estivo tradizionale, aggiunge Shirota.
I mesi estivi in Giappone sono caratterizzati da un caldo torrido, ma quest’anno luglio è stato sicuramente il mese più caldo e anche i turisti provenienti da tutto il mondo hanno patito le temperature roventi. Nelle grandi città sono presenti tantissimi distributori automatici di bibite fredde (fra cui bottigliette d’acqua vendute a 130 yen) e questo consente di idratarsi sempre e dappertutto. Alcuni giapponesi optano per oggetti innovativi, altri preferiscono i metodi più tradizionali come l'uso degli ombrelli (sempre raccomandato dal ministero giapponese dell'Ambiente, che già nel 2019 aveva incoraggiato a utilizzare per evitare i colpi di calore).