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Germania, salva la torre Einstein. A metà tra scultura e telescopio, voleva rappresentare la relatività. Ma al grande Albert non piacque

La Einsteinturm fresca di restauro (foto Thomas Wolf/©Wüstenrot Siftung)

 
Si trova a Potsdam, vicino a Berlino. Fu costruita tra il 1920 e il 1922 da Erich Mendelsohn, uno dei padri dell’espressionismo, con forme e telescopi tali da rappresentare e dimostrare le teorie del grande Albert. Fragile dall’inizio perché costruita con materiali di seconda scelta, rinasce dopo un restauro di un anno
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Una torre pensata e creata per rappresentare Einstein. O meglio, per rappresentare i suoi studi, e in particolare la teoria della relatività. Costruita appena più di un secolo fa, quasi in simultanea con l’assegnazione del Nobel al grande studioso, è stata appena riaperta al pubblico a Potsdam, ad appena 25 chilometri a Sud-ovest di Berlino. Un anno di lavori, in cui sotto impalcature e teloni sono state impiegate le più moderne tecniche per sigillare le migliaia di fratture, prosciugare le molteplici sacche di umidità e salvare il tetto a cupola in zinco che la ricopre, preservandone l’autenticità.

La Enisteinturm (Torre Einstein, appunto), è a tutti gli effetti un osservatorio astronomico il cui telescopio non ha mai cessato di funzionare. Ma è stata pensata in modo da rappresentare, sia artisticamente che dal punto di vista delle sue funzionalità – l’opera dello scienziato a cui è dedicata.

Albert Einstein su …

Una torre pensata e creata per rappresentare Einstein. O meglio, per rappresentare i suoi studi, e in particolare la teoria della relatività. Costruita appena più di un secolo fa, quasi in simultanea con l’assegnazione del Nobel al grande studioso, è stata appena riaperta al pubblico a Potsdam, ad appena 25 chilometri a Sud-ovest di Berlino. Un anno di lavori, in cui sotto impalcature e teloni sono state impiegate le più moderne tecniche per sigillare le migliaia di fratture, prosciugare le molteplici sacche di umidità e salvare il tetto a cupola in zinco che la ricopre, preservandone l’autenticità.

La Enisteinturm (Torre Einstein, appunto), è a tutti gli effetti un osservatorio astronomico il cui telescopio non ha mai cessato di funzionare. Ma è stata pensata in modo da rappresentare, sia artisticamente che dal punto di vista delle sue funzionalità – l’opera dello scienziato a cui è dedicata.

Albert Einstein su una delle terrazze della Turm in una foto del 1921 (Foto Archivio Leibniz-Institut für Astrophysik, Potsdam - AIP)

 

Pensata nell’immediato primo dopoguerra del secolo scorso dall’architetto Erich Mendelsohn, uno dei padri dell’architettura espressionista e del funzionalismo, alla sua prima opera di rilievo, con la collaborazione dell’astronomo Erwin Finlay-Freundlich fu costruita tra il 1920 e il 1922 sulla cosiddetta collina del telegrafo della città famosa per il Palazzo di Sansouci. EInstein aveva ricevuto il Nobel nel 1921, in realtà per aver spiegato l’effetto fotoelettrico.

Apostrofata già al tempo della nascita come “astronave goffa”, è in realtà diventata ben presto un’attrazione sia per gli amanti dell’architettura che per gli astrofisici. L’intento di Mendelsohn era quello di rappresentare la teoria della relatività – e di facilitarne la comprensione e sosteneva che il suo progetto fosse stato ispirato dall’aura che si era creata intorno agli studi e alla figura dello scienziato.

La torre nel 2021, prima dell'inizio dei lavori (foto Thomas Wolf/©Wüstenrot Siftung)

 

Pietra miliare dell’Espressionismo

Alto 20 metri, considerato una pietra miliare dell’architettura espressionista, è un edificio amorfo, senza angoli retti, con una scala in legno dalle forme curve. All’interno ospita un elaborato sistema di specchi e lenti capace di indirizzare la luce del sole dai telescopi situati sul tetto sino allo spettrografo e ai laboratori situati nel piano terra. Macchinari questi che funzionano regolarmente, utilizzati dall’Istituto di astrofisica di Leibniz (AIP), che li impiega prevalentemente nello studio dei campi magnetici solari.

Il problema erano però le fondamenta. Pensata per essere costruita in cemento, fu vittima della carenza di fondi – e di materie prime – dei suoi anni: si dovette ripiegare sulla ben più fragile combinazione mattoni-stucco. Problematica da subito, la solidità della torre fu messa a durissima prova dai bombardamenti alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Hagen Mehmel, l’ingegnere che ha diretto i restauri dell’opera –costati 1.2 milioni di euro e circa diecimila ore di lavoro, ha raccontato di essersi trovato a una “struttura fantastica”, a qualcosa che da un lato è “una scultura”, ma dall’altro, “dal punto di vista dell’ingegneria strutturale fu un fiasco”.

La torre nel 2021, prima dell'inizio dei lavori (foto Thomas Wolf/©Wüstenrot Siftung)

 

L’Einsteinturm era stata pensata specificamente per verificare la teoria della relatività, la sconvolgente relazione luce-spazio-tempo cui lavorava da un ventennio. In particolare, si rivelò utile per misurare il cosiddetto spostamento verso il rosso delle onde elettromagnetiche nel campo gravitazionale del sole.

Una scultura gioiello, ma ingegneristicamente un fiasco

“Non sarà più all’avanguardia come strumento di ricerca, ma non è semplicemente un pezzo da museo – ha raccontato durante la riapertura Alexander Warmuth, il vicedirettore della sezione della fisica solare dell’Aip, sottolineando che i telescopi in servizio sono quelli originali – Rimane ancora molto utile per esercitare gli studenti, o come strumento di misurazione quando si testano nuovi telescopi solari più grandi e sofisticati”.

Albert Einstein su una delle terrazze della Turm in una foto del 1921 (Foto Archivio Leibniz-Institut für Astrophysik, Potsdam - AIP)

 

"Ora, dopo i restauri – dice ancora lo studioso – è probabilmente in condizioni strutturali migliori rispetto al momento stesso della sua inaugurazione, 100 anni fa. Avendo trascorso molto tempo nelle sue stanze a sviluppare parti di uno strumento che oggi è nello spazio, è nel mio cuore”.

La bocciatura del grande scienziato

Vuoi per la fragilità intrinseca del sito, vuoi perché tuttora impiegata come osservatorio-laboratorio scientifico, scoprire l’interno della Einseinturm è possibile soltanto d’inverno, ma solo con visite guidate organizzate dall’associazione Urania Potsdam. La vista del solo esterno è possibile sempre. Per la cronaca, il destinatario di tanta attenzione non parrebbe essere stato tra i primi entusiasti del risultato. A quanto si racconta, Einstein venne condotto dallo stesso Mendelsohn ad esplorare i segreti della torre. Dopo ore di impaziente attesa da un lato e di silenzio dall’altro, tutto quello che scaturì dalla bocca dello scienziato fu un laconico “Organica”.

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