Venezia, tassa d’ingresso, ecco le date: 29 giorni a 5 euro, si comincia il 25 aprile
di Arturo CocchiCinque euro per entrare a Venezia, ora ci sono le date. La famosa tassa d’ingresso – o per definirla con il nome che le hanno assegnato i suoi promotori, contributo d’accesso è definitivamente entrata nel calendario. L’agenda 2024 è stata ufficialmente presentata questa mattina nel municipio di Ca’ Farsetti dal sindaco della città lagunare, Luigi Brugnano, accompagnato dagli assessori al Bilancio, Michele Zuin, e al turismo, Simone Venturini.
Il contributo, che dovrà essere pagato da coloro che entreranno nella città antica, senza pernottare in una delle sue strutture ricettive, dalle 8,30 alle 16, sarà richiesto, in questo primo anno di entrata in vigore, per un totale di 29 giornate.
Calendario: il via con i ponti di metà primavera
Si comincia con un blocco ininterrotto di 11 giornate, dal 25 aprile al 1° maggio inclusi, per proseguire nei sabato e domenica di maggio (11 e 12, 18 e 19, 25 e 26), giugno (8 e 9, 15 e 16, 22 e 23, 29 e 30, ma non per il weekend della Festa della Repubblica, il 1° e il 2 giugno) e luglio (6 e 7, 13 e 14). Escluso anche il periodo pasquale, e in generale il cuore dell’estate, in cui evidentemente i flussi del turismo di massa virano verso mete meramente balneari.
Il provvedimento, che deriva dalla legge di bilancio del 2019, poi aggiornata nel 2021, vuole definire un nuovo sistema di gestione dei visitatori e disincentivare il turismo giornaliero a Venezia in alcuni periodi.
Brugnaro: “Vogliamo essere d’esempio”
"Non è una rivoluzione, ma il primo passo di un percorso che regolamenta l'accesso dei visitatori giornalieri - afferma Brugnaro -, una sperimentazione" per "migliorare la vivibilità della città, di chi ci abita e ci lavora. La porteremo avanti con grande umiltà e la consapevolezza che ci potranno essere dei problemi. I margini di errore sono ampi, ma siamo pronti, con umiltà e coraggio, ad apportare tutte le modifiche che serviranno per migliorare la procedura".
Nel quadro delle diverse politiche di limitazione degli accessi e di numero chiuso, Venezia è la prima città al mondo ad attuare questo tipo di percorso e secondo Brugnaro "potrà essere d'esempio per altre città fragili e delicate che vanno salvaguardate". Il monitoraggio del flusso dei visitatori sarà costante, tramite telecamere, sensori contapersone, celle telefoniche, emissione dei biglietti dei musei e timbrature a pontili ed imbarcaderi. Già ora tutto questo fornisce il quadro che ha portato a individuare le giornate da “bollino nero” che "consentiranno di frenare il fenomeno del sovraffollamento"
Esenzioni complete e “parziali”
Saranno escluse quattro categorie: cittadini residenti e nati nel Comune di Venezia, proprietari di immobili non residenti, studenti e lavoratori. I bambini sotto 14 anni, i residenti in Veneto e le persone con disabilità ed eventuali accompagnatori non saranno tenuti al pagamento, ma dovranno comunque prenotare gratuitamente la visita. Il contributo non sarà richiesto a chi transiterà in Piazzale Roma, al Tronchetto e alla Stazione Marittima, né per accedere alle isole minori.
I visitatori, una volta pagato il contributo anche tramite app e piattaforma web dedicata, gli stessi strumenti utilizzabili dalle categorie esenti dal pagamento ma non dalla prenotazione, otterranno un qr code "che sarà controllato a campione in varchi che saranno disposti in alcuni accessi al centro storico", ha spiegato il primo cittadino.
Varchi e controlli
Saranno otto in tutto, e potranno avere doppio accesso, per distinguere tra residenti e non residenti. I controlli saranno effettuati dagli operatori di una ditta specializzata, eventualmente supportati, in caso di necessità, dagli agenti della Polizia locale. "Non potremo verificare i codici di tutti i visitatori, ci sarà di sicuro chi riuscirà a fare il furbo - ha aggiunto Brugnaro - ma cercheremo di essere il più rigorosi possibile".
La sperimentazione costerà circa 3 milioni di euro, e sono previsti incassi non superiori ai 700mila. "Questo test - ha concluso il primo cittadino - non è pensato per fare cassa, perché ci costerà più di quanto ci farà incassare. L'obiettivo è misurare l'effetto e l'eventuale efficacia della prenotabilità".