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Da Rotterdam alla Cornovaglia: l’ultima crociera tra le perle del Nord Europa ne ruba i segreti green

Bruges

 
Un viaggio attraverso la Manica su Msc Euribia, cruiser a Gas naturale liquefatto che abbatte le emissioni. A scoprire il cambiamento di città come Bruges, Amsterdam e Rotterdam antesignane dello sviluppo sostenibile
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A dare la sveglia, ogni mattina, è il tocco misurato e deciso delle nocche di Izeddin: “Buongiorno, sono le otto”, proferisce il maggiordomo da dietro alla porta della suite nel suo italiano affettato ma privo di errori. Oggi niente colazione in stanza, Izeddin lascia sul tavolo accanto alla macchinetta del caffè la copia del quotidiano richiesto la sera prima, esi sale: direzione ristorante dello yacht club. Dalle grandi vetrate si scorge una vista nuovarispetto all’orizzonte nero e calmo del mare notturno della sera precedente, senza pioggia.

In una danza perpetua si muovono, coordinate e silenziose sull’azzurro intenso del mare della Manica, le pale delle turbine eoliche che sembrano salutare le viaggiatrici e i viaggiatori della nave Msc Euribia, pronti al prossimo sbarco: il piccolo paesino marittimo di Zeebrugge, porta di accesso via mare per Bruges, la Venezia della Fiandre.

Una città e un paese come il Belgio che si reggono su un oculato equilibrio tra tradizi…

A dare la sveglia, ogni mattina, è il tocco misurato e deciso delle nocche di Izeddin: “Buongiorno, sono le otto”, proferisce il maggiordomo da dietro alla porta della suite nel suo italiano affettato ma privo di errori. Oggi niente colazione in stanza, Izeddin lascia sul tavolo accanto alla macchinetta del caffè la copia del quotidiano richiesto la sera prima, esi sale: direzione ristorante dello yacht club. Dalle grandi vetrate si scorge una vista nuovarispetto all’orizzonte nero e calmo del mare notturno della sera precedente, senza pioggia.

In una danza perpetua si muovono, coordinate e silenziose sull’azzurro intenso del mare della Manica, le pale delle turbine eoliche che sembrano salutare le viaggiatrici e i viaggiatori della nave Msc Euribia, pronti al prossimo sbarco: il piccolo paesino marittimo di Zeebrugge, porta di accesso via mare per Bruges, la Venezia della Fiandre.

Una città e un paese come il Belgio che si reggono su un oculato equilibrio tra tradizione e innovazione, soprattutto quella legata alla sostenibilità ambientale. Come nelle strade della Serenissima, infatti, qui non viaggiano automobili se non qualche furgoncino per le strette necessità: a far da padrone sono i piccoli battelli che scivolano tra i canali. Sulla terraferma, gli unici rumori provengono dai passi e dalle voci di abitanti e turisti che riecheggiano tra le casette medioevali in mattoncini rossi con il tipico tetto a scalini.

Persino uno dei beni locali più preziosi – insieme al cioccolato, ai gaufres e ai souvenir dell’amata squadra nerazzurra Club Brugge – non viene trasportato su ruote: la Brugse Zot, una corposa birra a doppio malto, nel locale De Halve Maan – “La mezza luna” – arriva spillata direttamente nei bicchieri dopo aver percorso più di 3 chilometri e mezzo all’interno di un tubo sotterraneo che attraversa i vicoli e i canali della città e infine al birrificio, di cui è possibile intravedere una sezione tramite un vetro incastonato nel pavimento.

Una di sette. La crociera Euribia – che deve il suo nome alla dea dell’acqua a capo dei venti, del mare e delle costellazioni – della Msc permette alle e ai naviganti di godersi l’esplorazione di sette tappe con una marcia diversa dal solito, più consapevole: una settimana in giro per la Manica, passando per i porti che hanno reso grande l’Europa lungo i secoli, da Amsterdam, a Le Havre in Francia, fino a Southampton in Inghilterra, con sempre fisso l’obiettivo di preservare al meglio i luoghi visitati e tanto amati, senza dover rinunciare all’ospitalità e all’accoglienza che ci si aspetta e si ritrova in una classica crociera.

Innovazione e tradizione nell’Olanda che cambia

“Senza sostenibilità non esisterebbe questo Paese”, racconta Monica, italiana trasferita a Rotterdam, mentre accompagna le e gli ospiti di Euribia in giro per la città che l’ha accolta ormai 25 anni fa. “Tutto in Olanda, a partire dalle fondamenta delle nostre case e fino alla struttura delle nostre strade, si basa su uno stretto e calcolato bilanciamento tra il rispetto dell’ambiente e le nostre necessità”. Durante la spiegazione le orecchie dei croceristi sono rivolte a lei ma gli occhi si perdono a destra e a sinistra nel quartiere Blaak, che ospita uno dei più fulgidi esempi di architettura contemporanea olandese: le case cubiche. Si tratta di 38 appartamenti gialli costruiti negli anni ’80 e inclinati di 45 gradi, che da lontano sembrano sospesi in aria. A differenza delle tipiche case olandesi delle cartoline, alte e strette, che poggiano su pali di cemento – un tempo in legno – immersi in acqua, le cosiddette “case albero” dell’architetto Piet Blom sono sorrette da grandi pali esposti e ricordano il tronco di un albero, appunto, mentre la casa è un cubo rovesciato che somiglia a una chioma divisa in tre piani. In alcuni punti, l’altezza massima raggiungibile è di appena un metro e mezzo.

Rotterdam

 

“Qua il cambiamento climatico lo abbiamo già toccato con mano” prosegue Monica. “A novembre avremmo già iniziato a infilarci i pattini e a volteggiare sui canali ghiacciati, che, fino a qualche anno fa, cambiavano veste d’inverno e si trasformavano in grandi piazze”.

Sembra quasi impossibile immaginarseli percorribili, questi grandi canali attraversati da battelli in legno e popolati da papere e cigni ormai amichevoli con i turisti. “Le abitudini sono talmente cambiate che ormai, al posto di pattinare, come forma di ritrovo sociale gli olandesi portano fuori di casa sedie, tavoli e divani e si mettono a bere birra e a prendere il sole a due passi dall’acqua”.

Un futuro migliore, a partire dai nostri figli

Al ritorno dalle escursioni giornaliere, la nave si ripopola dei suoi ospiti, che affollano la grande Galleria alla ricerca del piano bar, del ristorante specializzato in cibo giapponese o della spa. A una rapida occhiata sembra mancare la vivace rumorosità di bambine e bambini, ma basta poco per scovarli.

Ai più piccoli è destinata un’intera area che, oltre a campi di basket e da calcio, sale giochi e cinema, offre anche uno spazio inedito per adolescenti e bambini, l’Msc Foundation Lab.

Per raggiungerlo si attraversa un lungo corridoio, già preso d’assalto dai più piccoli perché impreziosito da opere d’arte interattive come quello della Lego, il cui fil rouge è la bellezza del mare e la sua preservazione.

Rotterdam

 

Qui sulla destra si trova una stanza che con le sue pareti ricrea l’ambiente di un grande acquario dalle pareti blu e dove ogni giorno vengono organizzate delle attività per ragazze e ragazzi fino ai 17 anni. Tra schermi che proiettano documentari, libri, stickers e peluche, il perno di ogni progetto ruota attorno ai temi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Ad ognuno dei piccoli allievi viene conferito un diploma che li renderà ambassador per la sostenibilità, così da responsabilizzarli fin dalla prima infanzia con attività pratiche che possano fare nel piccolo una differenza e per sentirsi parte di un’unica grande spinta verso un mondo più pulito.

I segreti green di Euribia

L’attenzione alla sostenibilità e le tappe in Paesi in cui l’innovazione ambientale è così sentita non è un caso. Euribia, infatti, è la nave più sostenibile a livello ambientale di sempre. È la seconda imbarcazione della Compagnia alimentata a gas naturale liquefatto (Gnl), il combustibile fossile attualmente più pulito disponibile sul mercato. E si tratta di un impegno tangibile fin dai più impercettibili dettagli: l’acqua corrente del bagno viene prelevata direttamente in mare grazie a sistemi avanzati di trattamento, mentre la gestione dei rifiuti prodotti a bordo è diventata così efficiente che gli stessi prodotti utilizzati sulla nave sono frutto del riciclo.

La galleria di Msc Euribia

 

Questi accorgimenti e l’utilizzo del Gnl ha permesso a Euribia di emettere il 19% in meno di emissioni di gas serra per ogni passeggero – che in totale ammontano a più di 6 mila – rispetto alle navi che fanno uso di combustibili convenzionali e fino al 44% di gas serra in meno rispetto alle imbarcazioni costruite soltanto dieci anni fa. La sua entrata in servizio, siglata ufficialmente al porto di Copenaghen l’estate scorsa per mano della madrina Sophia Loren, rappresenta un nuovo e concreto tassello verso l’obiettivo di zero emissioni nette per il 2050 che porta avanti la compagnia.

Msc Euribia

 

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